Le ragioni del nostro voto contrario alla proposta avanzata da Tigros a Solbiate

Le opposizioni fanno le opposizioni e al sindaco Melis non va proprio giù. Si irrita, “sbotta”, scrive un giornale online. Sollevano dubbi, fanno critiche, palesano evidenti errori e contribuiscono con le proprie idee, ma al sindaco Melis questo non piace: che sia meglio abolirle queste minoranze e lasciare tutto in mano a una sola persona?

Stiamo parlando del piano integrato di intervento (in deroga al PGT) adottato lunedì sera dal Consiglio comunale, su proposta della Giunta. Una discussione molto lunga, al termine della quale abbiamo votato contro, per una serie di ragioni. Andiamo per punti.

Di che progetto stiamo parlando?

Stiamo parlando di un progetto che ricade sull’area “ex Rovelli”, che già nel 2009 fu oggetto di un piano approvato dal Consiglio comunale ma mai attuato dalla società richiedente, se non nella (fondamentale) demolizione degli edifici. La stessa area è stata acquisita da Tigros (per un milione di euro) che ha proposto un nuovo piano che prevede la realizzazione di una media struttura di vendita (1.500 mq circa) e di 7 palazzine (da 2 a 3 piani fuori terra), una villetta singola (e una palazzina comunale che pare però non si farà) per un totale di 55 unità immobiliari. Per realizzare questo intervento, così come per qualsiasi altro intervento urbanistico, il costruttore deve pagare al Comune degli oneri di urbanizzazione: in questo caso Tigros realizzerà, a scomputo degli oneri, delle opere di urbanizzazione utili alla zona interessata dall’intervento e una nuova area feste (per un importo dei lavori stimato in 720mila euro), collocata a lato del campo in calcare in via Ortigara. Il piano approvato nel 2009 prevedeva invece un versamento nelle casse del Comune di Solbiate pari a circa 2,5 milioni (anche in ragione di un intervento di più vasta portata, al quale non risparmiai critiche, anzi). Il progetto, è fondamentale ricordarlo, è in deroga alle regole dettate dal Piano di governo del territorio (si passa da un diritto edificatorio pari a 0,21 a una quota dello 0,30, quasi il 50% in più), quindi c’è una fondamentale volontà dell’amministrazione nel portarlo avanti, ed è stato adottato escludendo la Valutazione ambientale strategica (cosa assolutamente consentita dalla legge, ma comunque discutibile, dato che non viene effettuata una valutazione strategica degli effetti dal punto di vista ambientale).

C’è davvero bisogno di una nuova struttura commerciale ai margini del paese?

Nel progetto portato in votazione si sostiene che a Solbiate ci sia una scarsa presenza di esercizi di vicinato di natura alimentare e di medie strutture, sia in termini di numero di esercizi che di superficie per abitante. Al contempo si rileva che esiste una grande struttura di vendita (Iper) “fuori scala” rispetto alle dimensioni del comune: dei 79mila metri quadri di grandi strutture alimentari presenti in provincia, ben 5mila si trovano a Solbiate. Nel progetto si dice che «Ovviamente, la nuova media struttura non entrerà in competizione con il grande punto vendita “Iper”, che, per dimensioni e collocazione spaziale, conta su tutt’altro bacino d’utenza», dimenticando che sono innumerevoli i cittadini solbiatesi che ora si recano presso Iper. E si prosegue: «La realizzazione della media struttura, quindi, permetterà ai consumatori residenti nell’abitato più denso di Solbiate Olona di accedere ad un punto di vendita moderno, senza doversi spostare verso il grande centro commerciale “Iper”, a tutto vantaggio dei soggetti anziani o che comunque incontrano difficoltà di spostamento», dimenticando che esiste già un negozio di piccola/media dimensione posto esattamente nel centro del paese, raggiungibile a piedi più facilmente anche dagli stessi soggetti anziani, che sicuramente avrebbero maggiori difficoltà a recarsi nel nuovo Tigros, che sembra collocato in una posizione più rivolta a chi (e un totem pubblicitario alto oltre 20 metri lo conferma), in auto, si trova a passare lungo la direttrice nord-sud della provincia (quindi in competizione con Iper) che ai cittadini solbiatesi con difficoltà di deambulazione. Basti pensare che verrà costruita una ciclabile su via Rossini per collegare la zona con il centro commerciale, ma non si capisce come.

Ma ci sarà una nuova strada che comunque aiuterà a smaltire il traffico

«Chi semina asfalto raccoglie automobili», dice il saggio. Le strade raramente aiutano a smaltire il traffico, mentre è sicuro che ci sarà un aumento di traffico nella zona, attirato dalla presenza del nuovo centro commerciale e generato dalle persone che abiteranno le nuove palazzine, che inevitabilmente negli orari di punta dovranno transitare sulla provinciale. In compenso, non sono previste piste ciclabili su via Patrioti, via Mazzini (sicuramente le strade più trafficate) e la nuova strada interna al complesso: riqualificare un intero isolato senza prevedere piste ciclabili ovunque non ha senso nel 2018.

La palazzina comunale

Nel progetto (non solo nei disegni, ma anche nella relazione tecnica del piano) passato in Giunta figura la costruzione di una “palazzina comunale” . A piano terra veniva prevista la realizzazione di servizi di vicinato. Tale progetto è stato “revocato” da Tigros con una lettera del 5 febbraio, con la quale dice che la palazzina non fa parte del piano. Una palazzina comunale (non un mattoncino dei Lego: una palazzina comunale) che scompare.

 Il totem “Tigros”

Alto circa 22 metri (a Cassano Magnago è molto più basso), verrà posto a lato della strada provinciale, praticamente in faccia alla zona cimiteriale e all’entrata del paese: un pugno in un occhio.

Perché continuare a svuotare il centro del paese?

Ci lamentiamo continuamente e giustamente dello svuotamento delle vie centrali di Solbiate e però apriamo le porte (con permessi in deroga) a nuove strutture commerciali fuori dal centro abitato. Una scelta, tra l’altro, in controtendenza rispetto alla riqualificazione dell’asse centrale del Paese (da via Sant’Antonino alla piazza San Gervaso) che sta procedendo da anni e che verrà (si spera) conclusa a breve: un progetto di riqualificazione che però non sarà vissuto dai solbiatesi.

La nuova area feste

Come detto in precedenza, la nuova area feste non sarà “gentilmente offerta” da Tigros, ma sarà a scomputo degli oneri di urbanizzazione dovuti al comune, soldi coi quali avremmo potuto scegliere di fare altre cose. Bisogna inoltre tenere ben presente che Tigros non realizzerà tutto il progetto presentato (con campi da calcetto e tennis, struttura per le associazioni, bar), ma solamente il lotto 1, comprendente il palco, l’area per i tavoli e per cenare (scoperta), una struttura di servizio, i parcheggi (pochi, a fronte di una capienza di mille persone – guardate l’immagine qui sotto) e nemmeno completamente, nel senso che il comune dovrà intervenire a sue spese per completare l’opera.

Ma quanto ci costa?

Per il completamento dell’area feste, a carico del comune è previsto:

  • Fornitura e posa della cupola di copertura dell’area per i tavoli (una tensostruttura, non compatibile con gli attuali tendoni appartenenti alle associazioni);
  • Allacciamento acque nere e bianche e contatore gas;
  • Fornitura di corpi illuminanti su pali e illuminazione parcheggi, edifici servizi e palco;
  • Impianto di riscaldamento e fotovoltaico dell’edificio di servizio.

Inoltre bisognerà provvedere alla costruzione di parcheggi (ne sono previsti davvero pochi col primo lotto).

Un altro edificio pubblico che scompare

Si tratta dell’edificio polifunzionale a due piani, con bar e spazi riunione a piano terra e spazio per le associazioni al piano primo. Nella prima pagina della relazione del progetto definitivo rientra nel lotto 2 (non realizzato da Tigros, che farà solo il primo lotto), mentre a pagina 3 si dice che verrà realizzato da Tigros.

Il consumo di suolo fa male e costa

L’area feste ricade in un’area destinata a servizi che però, al momento, consiste in suolo libero e vergine che, pur non essendo interessata da vincolo paesaggistico, è classificata con sensibilità paesaggistica di classe II. Il consumo di suolo ha effetti devastanti sul clima, sulla qualità dell’aria, sulla capacità di gestire le acque piovane. Effetti che ci costringeranno a “inseguire” sempre, con interventi ad esempio per la gestione delle acque (pensiamo al mai ritirato progetto delle vasche di laminazione sul pratone in Valle). Viviamo in una zona già altamente cementificata, con una qualità dell’aria tanto terribile che ci spinge a fare la danza della pioggia: ogni intervento che consuma nuovo suolo deve necessariamente tenerne conto.

Un’altra area abbandonata

L’area feste attuale non è interessata dal progetto, ma rimarrà così com’è: sostituiremo un’area dismessa (ex Rovelli) con un’altra area dismessa, seppur più piccola (l’attuale area feste).

Ma l’area feste attuale causa problemi ai residenti

E’ vero, così come quella nuova sposterà solamente i problemi in un’altra area residenziale, se non saranno attuate misure di mitigazione del rumore (si è già detto che sarà necessario un regolamento apposito e a precisa domanda il sindaco non si è dichiarato convinto della disposizione del palco, orientato verso il centro abitato) che potevano essere invece adottate presso la struttura attuale, anche in maniera profonda.

Ma perché vi opponete alla costruzione? Un imprenditore non può investire come crede?

Noi non ci opponiamo alla costruzione, ogni imprenditore è libero di svolgere la propria attività nel rispetto della normativa vigente. Chiediamo solamente che non venga incentivata attraverso le deroghe al Piano di governo del territorio e che sia la cittadinanza a scegliere come destinare le risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione, per decidere quale futuro dare al paese. Inoltre, il piano viene approvato mentre è in corso una revisione del Piano di governo del territorio: sarebbe meglio attendere che questa fosse portata a compimento.

Ma voi come vedete il futuro di Solbiate?

Un futuro in cui il saldo ambientale degli interventi urbanistici sia positivo e non negativo, in cui si facciano scelte strategiche per fare di nuovo del centro del paese una zona viva e frequentata. Una scelta che vada verso la riqualificazione profonda degli edifici, mentre al momento ci troviamo con un futuro incerto per la piscina (che l’amministrazione pensa di vendere), con un’area adiacente vuota (dove sorgevano i campi da tennis) che poteva essere presa in considerazione, e per l’oratorio femminile (in stato di abbandono totale e che l’amministrazione pensa di vendere), oltre che in presenza di un’altra struttura di vendita chiusa ormai anni fa e rimasta tale (l’ex Mini Iper), mentre si sceglie di incentivarne l’apertura di una nuova.

Immaginiamo un futuro in cui la mobilità sia meno centrata sull’automobile e più su spostamenti sicuri a piedi e in bicicletta, soprattutto in comuni delle dimensioni di Solbiate e che si trovano al centro di aree fortemente antropizzate, e che per questo si blocchi il consumo di suolo, a maggior ragione quando non obbligato (perché vi sono alternative) e in aree al di fuori del tessuto urbanistico consolidato.

Immaginiamo un futuro in cui l’aria che respiriamo noi e che respirano i nostri figili e nipoti sia perlomeno decente, non come ora.

In conclusione

E’ assolutamente incredibile che di alcune contraddizioni interne al progetto (la palazzina e l’edificio a due piani) non ci sia accorti quando il progetto è passato in Giunta: il sindaco e i quattro assessori hanno letto il progetto? E’ ancor più incredibile che della contraddizioni sull’edificio destinato a servizi dell’area feste non se ne fossero accorti neppure i consiglieri di maggioranza: hanno letto il progetto? E del totem alto quasi 22 metri all’ingresso del paese cosa ne pensano? Se ne erano accorti? Hanno idea di quanti siano 22 metri? Il sindaco si è detto d’accordo con queste dimensioni, in Consiglio comunale: lo sono anche i consiglieri di maggioranza? A loro sembra normale riqualificare un intero isolato senza prevedere piste ciclabili ovunque? E siamo sicuri che la zona non sarà interessata da un incremento del traffico veicolare?

E perché gli oneri di urbanizzazione vengono gestiti “a scomputo”, prevedendo lo spostamento dell’area feste (che d’altra parte sarebbe “incompatibile” dove è ora con una nuova zona residenziale), invece che utilizzati aprendo un dibattito con i cittadini? Quanto costerà il completamento dell’area feste, senza il quale non risulterà utilizzabile? Quali disagi si creeranno a chi abita nei pressi del campo sportivo, tra rumori e parcheggio e traffico?

E perché dobbiamo scriverne noi, spiegare noi il progetto, e non l’ha fatto l’amministrazione comunale?

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La programmazione che non c’è, e che si dimentica anche dell’esistente

Il Consiglio comunale del 20 luglio 2017 ha avuto un protagonista principale, come giusto che fosse. Si tratta del Documento Unico di Programmazione 2018-2020, cioè il documento che contiene le linee strategiche di intervento dell’amministrazione, sul quale dovrebbe quindi basarsi il bilancio.

Come abbiamo evidenziato in fase di dibattito e con la nostra dichiarazione di voto, il DUP posto in votazione è un documento assolutamente scarno, composto alternando copia e incolla da altri documenti simili (in particolare si trovano ampie sovrapposizioni con quello di Cassano Magnago) con i titoli di alcune proposte, senza che siano minimamente dettagliate. Per fare un esempio, il DUP di Cassano Magnago esplicita tutte le asfaltature previste, strada per strada, mese per mese, mentre per interventi di enorme portata che dovrebbero coinvolgere il nostro territorio ci sono solamente i titoli. Su tutti “Ricollocazione dell’area feste”, senza nessuna altra informazione: come sia possibile chiedere un voto favorevole su una proposta tanto vaga resta a noi incomprensibile. Ma c’è di più: il DUP posto in votazione, infatti, dimentica palesemente di citare interventi e questioni che necessariamente ci troveremo ad affrontare. Non vengono mai citati i lavori connessi a Pedemontana in piazza a Solbiello, l’ex Oratorio femminile, la piscina comunale, la questione della gestione sovracomunale dei rifiuti, il programma per dotare Solbiate di hotspot wi-fi. Insieme a loro, anche il piano di intervento che porterà alla costruzione di un nuovo centro commerciale, che il sindaco, durante il dibattito, ha dichiarato apparterrà alla catena “Tigros”. Di tutte queste opere, e delle criticità relative alla loro gestione, non c’è traccia. Abbiamo votato contro «un documento scarno, che tradisce il proprio intento di programmazione, appiattendosi sulle necessità del momento».

Sempre in tema di bilancio, la maggioranza ha corretto se stessa, dopo che durante l’ultimo Consiglio comunale avevamo fatto osservare un errore nel bilancio pari a 696mila euro. L’errore era evidentissimo, eppure La Voce Solbiatese ha preferito approvare il documento per poi correggerlo.

Ci siamo invece astenuti sull’ampliamento della cartellonistica pubblicitaria, aumentata da 200 a 500 mq. Sulla base della normativa vigente il minimo per Solbiate è circa 66 mq e, inoltre, il bilancio 2016 prevedeva entrate pari a 76k euro, di cui ne sono state accertate 62k e, infine, incassate 52k. Il bilancio 2017 prevede un’entrata inferiore rispetto al 2016, pari a 61k euro. La maggioranza sostiene che si siano create nuove condizioni, ma in assenza di una mancata esplicitazione sia di queste che della localizzazione dei nuovi impianti pubblicitari abbiamo preferito astenerci.

Ha trovato il nostro consenso, invece, quanto proposto in termini di rivisitazione dei servizi socio-assistenziali: da un lato si è approvato un regolamento più chiaro dell’attuale che rende uniformi gli stessi su tutto il territorio del Medio Olona, mentre dall’altro lato sono state parallelamente portate alcune modifiche allo Statuto della relativa azienda speciale. Rispetto a queste modifiche abbiamo però voluto puntualizzare che Solbiate perderà potere di voto in base al nuovo sistema di votazione e che, inoltre, sono state previste maggioranze diverse per l’elezione e la revoca del presidente dell’Azienda (prima erano necessari i 2/3 dei voti per entrambe le cose, ora l’elezione viene innalzata al 75% e la revoca abbassata al 60%, cosa che ci sembra abbastanza paradossale).

Ci siamo espressi favorevolmente rispetto al rinnovo della convenzione sul coordinamento della polizia locale con Olgiate Olona e Marnate facendo notare, anche in questo caso, che il focus della convenzione è messo sui mesi estivi, ma il rinnovo è avvenuto solo a luglio inoltrato, essendo la convenzione scaduta a fine dicembre 2016. Inoltre, abbiamo chiesto delucidazioni sullo stato di avanzamento (che, in pratica, non si rileva) della cosiddetta “Maglia di sicurezza” del Medio Olona, progetto che avrebbe dovuto coinvolgere Comando Prov. CC, Prefettura, Questura, Castellanza, Cairate, Marnate, Gorla Minore e Maggiore, Fagnano, Solbiate e Olgiate. La proposta era stata avanzata dalla maggioranza, il Consiglio comunale l’ha approvata all’unanimità il 29 aprile 2015, eppure da allora non è stato realizzato nulla.

Infine, abbiamo espresso voto contrario sull’acquisizione dei terreni (nei pressi della rotonda tra via IV novembre e la provinciale) dove sono già iniziati i lavori per installare una stele a memoria del cimitero dei cecoslovacchi che lì sorgeva. Questo progetto passa solo incidentalmente in Consiglio comunale, dato che l’amministrazione ha portato avanti il tutto in Giunta, senza alcun tipo di condivisione, col risultato paradossale che è già stato commissionato e realizzato un progetto e sono stati previsti 35k euro per la realizzazione senza neppure che il Comune fosse proprietario dell’area, che era di proprietà del Demanio. L’acquisizione dell’area ci è costata circa 6k euro, che sommandosi ai 35k già citati portano a un totale di oltre 40k euro. Una cifra comunque importante, che crediamo avrebbe meritato una maggiore discussione pubblica. Tutto ciò non può che farci tornare all’inizio, alla discussione sul DUP, evidenziando ancora una volta come l’agire dell’amministrazione non sia basato su una attenta pianificazione, ma sulle sole necessità e idee del momento.

Quattro frecce e piscina dal meccanico

di Nazzareno Iorfida

“Piscina comunale, è ora di mettere una marcia in più”, così recitava un articolo apparso sulla Settimana del 30 ottobre 2015 nel quale il sindaco Melis fa un resoconto sulle opere di riqualificazione del plesso natatorio solbiatese. Condizioni che fanno ben sperare, a parole, visto che si parla di “criticità eliminate”, “spogliatoi riqualificati” e di “stato dell’acqua che non ha dato più motivi di segnalazioni”. Segnatevi la data: 30 ottobre.

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Nei fatti, invece, si scopre che il 16 ottobre 2015 il comune riceve una comunicazione dall’ASL di Castellanza, relativa ad un sopralluogo effettuato il 5 ottobre 2015, non proprio in linea con le dichiarazioni del primo cittadino.

Le infrazioni rilevate sono riassunte in 8 punti:

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Di questi, oltretutto, tre sono ascrivibili alla qualità dell’acqua e devono essere ripristinati immediatamente!

Le dichiarazioni del sindaco non possono essere state fraintese visto che arrivano 14 giorni dopo il ricevimento della relazione dell’ASL.

Pensate per quanto tempo, voi e i vostri figli, avete nuotato in un’acqua dalle condizioni igieniche non monitorate secondo quanto previsto dall’ASL, mentre sui giornali si celebrava l’operato della giunta Melis.

Perché il sindaco ha emesso l’ordinanza solamente in data 3 novembre, se la comunicazione dell’ASL è pervenuta in data 16 ottobre? Perché, nel mezzo, ha rilasciato dichiarazioni trionfanti alla stampa?

L’unica certezza, purtroppo, è che la menzogna continua ad essere il cavallo di battaglia di questa amministrazione, ed a rimetterci sono solo i cittadini.

Ovviamente noi della minoranza siamo ottusi, non propositivi e a sentiamo le ‘voci’ ma sulla questione piscina un dubbio ci viene: non sarà mica tutta colpa, ancora una volta, dell’assistente sociale?

Ricapitolando:

  • 5 ottobre: l’ASL fa il sopralluogo in piscina;
  • 16 ottobre: il Comune riceve comunicazione da parte dell’ASL, con la quale vengono segnalate otto criticità, riguardanti diversi aspetti della gestione della piscina, compreso il monitoraggio dello stato delle acque;
  • 30 ottobre: compaiono sulla stampa locale dichiarazioni del sindaco che parlando di “criticità eliminate”, “spogliatoi riqualificati” e di “stato dell’acqua che non ha dato più motivi di segnalazioni”;
  • 3 novembre: il sindaco emana un’ordinanza con la quale…

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[AGGIORNAMENTO, 9 novembre]

In queste ore siamo stati contattati dalla Sergio De Gregorio, la società che gestisce l’impianto natatorio di Solbiate, la quale ha divulgato un comunicato per rispondere alla situazione della piscina di Solbiate “descritta da noi”.

Ci preme sottolineare che la situazione non è affatto “descritta da noi”, ma è descritta dall’ASL, come risulta dall’ordinanza firmata dal sindaco. D’altra parte è compito dell’ASL controllare sulla base della normativa e pretenderne l’applicazione, rilevando le mancanze e le inadempienze. Noi ci siamo limitati, molto semplicemente, a riportare e a divulgare ai cittadini – citando parola per parola – quanto scritto da ASL e sottoscritto dal sindaco.

Concludiamo accettando l’invito della Sergio De Gregorio ad effettuare un sopralluogo guidato, in particolare per il nostro rappresentante Nazzareno Iorfida.

Potete leggere il comunicato cliccando QUI.

Tre cose tre (su tasse, asilo nido e Pedemontana)

Abbiamo depositato in data odierna due nostre iniziative, che condividiamo con tutti i lettori del sito.

La prima riguarda l’applicazione dei tributi comunali, in particolare l’addizionale IRPEF e la TASI sulla prima casa. Come abbiamo già avuto modo di spiegare in passato, avremmo preferito che Solbiate adottasse un sistema di tassazione ispirato a criteri di progressività, che detto in parole povere significa: chi versa in situazioni economiche non favorevoli deve pagare di meno; chi ha maggiori disponibilità economiche può permettersi un piccolo sforzo in più. Nulla di trascendentale, ma un semplice principio esplicitato anche dalla Costituzione. Per capire nel dettaglio come potrebbe essere applicato un sistema simile (cosa che fanno numerosi comuni vicini) vi rimandiamo a QUESTO POST.

La nostra mozione, invece, potete reperirla QUI.

La seconda iniziativa è una interrogazione a risposta scritta (che quindi speriamo sia dettagliata e approfondita) con la quale ci auguriamo possa essere fatta luce su una notizia circolata nei giorni scorsi, e cioè la chiusura dell’asilo nido comunale.

L’interrogazione potete trovarla QUI.

Cogliamo infine l’occasione per pubblicare un avviso esposto sull’albo pretorio in data 11 giugno, che crediamo possa tornare utile a diversi Solbiatesi:

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La salvaguardia della Valle non passa da Solbiate

Come al solito, l’amministrazione di Solbiate si distingue. E come al solito, si distingue in peggio.

A seguito della pubblicazione da parte di Regione Lombardia del “Bando per la concessione di contributi per il finanziamento della progettazione di interventi di riqualificazione fluviale nell’ambito dei contratti di fiume Olona Lura Bozzente, Seveso, e Lambro Settentrionale” (D.G.R. 26 settembre 2014 n. 2411), i 5 comuni della Valle, con capofila Gorla Minore, hanno predisposto un documento per richiedere contributi per la progettazione di un intervento finalizzato alla “Riqualificazione ambientale e morfologica della Valle dell’Olona nei Comuni di Gorla Maggiore, Fagnano Olona, Gorla Minore, Solbiate Olona e Marnate”.

Cosa caratterizza questo documento? Sono 3 le intenzioni fondamentali perseguite dall’idea di progetto:

  • La volontà di arrivare ad una progettazione condivisa tra i vari Comuni per una “riqualificazione del corso d’acqua sia attraverso interventi puntuali sul fiume sia mediante interventi sul territorio dei comuni che su questo insistono” (Pag. 2).
  • Una progettazione preliminare partecipata “che consenta a tutti i soggetti portatori di interesse, di contribuire a diversi livelli alla definizione di un quadro di interventi sul fondo valle” (Pag. 15).
  • Il perseguimento di soluzioni innovative, ecologicamente compatibili, che “portino benefici anche in termini di arricchimento ecologico del corridoio fluviale, potenziamento dei servizi ecosistemici, e incremento della resilienza anche a fronte di scenari di cambiamento climatico” (Pag. 16).

Ovviamente l’Amministrazione di Solbiate che strada sceglie?

  • Presenta un progetto preliminare che non tiene assolutamente conto delle esigenze degli altri comuni, e che semplifica ai minimi termini l’esigenza di rispettare una recente normativa regionale
  • Sviluppa questo progetto senza mai considerare le varie associazioni attive nel paese e che usufruiscono del territorio in cui l’Amministrazione vuole costruire le vasche
  • Anziché pensare ad un intervento innovativo, copiando per esempio le vasche di fitodepurazione di Gorla Maggiore (progetto segnalato nel 2013 come esempio di buone pratiche ambientali nell’ambito del “Premio Innovazione Amica dell’ambiente” promosso da Legambiente – http://www.premioinnovazione.legambiente.org/crea-pdf/scheda.php?id=1526), si limita a progettare delle vasche in cemento armato, assolutamente non compatibili ecologicamente, che non portano nessun beneficio in termini di arricchimento ecologico, e che anziché potenziare i servizi ecosistemici, ne devastano una grande area.

Facciamo ora un passo indietro.

Non si intende qui entrare nel merito specifico di questo documento, predisposto per ottenere, i finanziamenti necessari ad un progetto condiviso e innovativo, ma osservare come l’Amministrazione di Solbiate si sia posta in riferimento al problema specifico delle proprie fognature. La giunta solbiatese ha completamente ignorato le esigenze del territorio, che non si fermano entro i confini amministrativi, le problematiche legate al depuratore della nostra valle situato ad Olgiate, e soprattutto l’importanza di migliorare, e non solo evitare di peggiorare, le condizioni del nostro fiume.

Nello specifico, l’amministrazione di Solbiate sta portando avanti un progetto che vede la realizzazione di vasche di prima e seconda pioggia nel “pratone” del ciclocross, adiacente all’ex dopolavoro del Tobler. In sostanza lo studio idraulico condotto e l’analisi dei dati a disposizione ha portato i progettisti a determinare la necessità dell’edificazione nel prato del fondovalle di due vasche in cemento armato di notevoli dimensioni, a cielo aperto, profonde più di 3 m e lunghe complessivamente oltre 280 m. In pratica scomparirebbe tutto il pratone.

Le vasche viste dall'alto, in una ricostruzione grafica del progettista. La striscia nera sulla sinistra è via Calvi, la discesa che porta in Valle.

Le vasche viste dall’alto, in una ricostruzione grafica del progettista. La striscia nera sulla sinistra è via Calvi, la discesa che porta in Valle.

Le acque di queste future vasche, stante l’attuale sistema fognario risulteranno MISTE, ovvero composte in parte da acqua piovana e in parte da reflui fognari. Nel dettaglio, una vasca, la più piccola, sarà adibita allo stoccaggio delle acque di prima pioggia, da inviare a depuratore una volta terminato l’evento meteorico, mentre la seconda vasca, molto più ampia, servirà alla laminazione delle portate di piena durante gli eventi meteorici intensi (stoccaggio delle acque di seconda pioggia). Tali acque verranno inviate al fiume in un secondo tempo, una volta terminato l’evento meteorico.

Alcune fondamentali lacune evidenziate nel progetto di Solbiate sono:

  • L’evidente consumo di suolo, in un’area particolarmente delicata come il fondovalle;
  • La mancata considerazione di alternative tecnologiche e tipologiche, sia da un punto di vista della localizzazione dell’intervento sia nella sua tipologia (i vasconi in cemento armato paiono davvero poco ecocompatibili);
  • La mancanza di studi per la valutazione di interventi efficaci necessari alla separazione a monte delle reti fognarie tra acque chiare e nere;
  • La limitatezza di un intervento che cerca il minimo sufficiente per ottemperare alla norma, senza spingersi un poco oltre, forse per limitare al massimo la spesa (si tratta comunque di un intervento preventivato in 1,2 mln €!);
  • La mancanza di coinvolgimento di cittadini e associazioni locali;
  • La mancanza di coinvolgimento di Enti e strutture sovracomunali, quali ad esempio gli altri comuni della valle.

Pare essere sicuramente più organico, completo e vincente un approccio condiviso almeno con i comuni della valle e con l’ATO, e non pensando che ogni singola Amministrazione possa gestire il proprio territorio in maniera autonoma.

Ritornando al documento di cui sopra, emerge in maniera evidente l’imbarazzo degli altri Comuni della Valle nel segnalare il progetto dell’Amministrazione di Solbiate. Infatti quest’ultimo è sì citato, ma in modo molto marginale e con poca enfasi. Enfasi che invece viene data per altre tipologie di interventi, tecnologicamente e ambientalmente più avanzati, compatibili e meno impattanti, come la bio- e fito-depurazione delle acque di Gorla Maggiore o altri interventi di fruizione ecologica ed eco-didattica delle aree.

Un passaggio all’interno del documento è emblematico per come descrive l’imbarazzo da parte degli altri Comuni nei confronti dell’Amministrazione solbiatese. Infatti a pagina 16, quando si promuovono gli obiettivi di una riqualificazione fluviale volta ad imprimere un assetto più naturale al territorio, elogiando l’impianto di fitodepurazione di Gorla Maggiore, gli estensori del documento scrivono testualmente “La soluzione proposta nel progetto preliminare già portato avanti dal comune di Solbiate Olona, maggiormente tradizionale, e comunque rispondente ai criteri dello stesso regolamento, costituisce una diversa alternativa”. Un bel giro di parole, politicamente corrette, per dire che il progetto di Solbiate è diverso rispetto agli obiettivi degli altri comuni, e che l’amministrazione punta su un progetto tradizionale, dimostrando l’assoluta mancanza di lungimiranza e di competenza.

Risulta evidente che ciò fino ad oggi è mancato un coordinamento nella pianificazione sovracomunale.

Il nostro auspicio è che attraverso la condivisione e la progettazione estesa e partecipata si possa anche rivedere l’intervento proposto dall’amministrazione di Solbiate Olona, poiché dal punto di vista della qualità delle acque, i sistemi di depurazione naturale rappresentano una valida alternativa alle soluzioni tradizionali, che in alcuni casi possono risultare meno efficienti e possono inoltre comportare anche problematiche come quelle sopra esposte che deturpano il territorio, non sono minimamente lungimiranti e peggiorano la qualità della vita.

Cristina, Emanuele, Roberto

Dal Consiglio comunale del 30 novembre

Domenica 30 novembre, ore 18.00. Praticamente allo scadere del tempo utile, il sindaco Luigi Melis ha convocato il Consiglio comunale per votare variazioni e assestamento di bilancio (si tratta del bilancio previsionale 2014) che, per legge, devono essere votate dal Consiglio comunale entro il 30 novembre.

La prima variazione era, in realtà, una variazione approvata in Giunta comunale, cosa che si può fare, ma solamente se detta variazione ha carattere di urgenza e salvo il successivo passaggio in Consiglio. La variazione in Giunta è stata fatta il 4 novembre, subito dopo il precedente Consiglio comunale. Viene da chiedersi, perciò, perché non sia stata fatta direttamente in Consiglio. Ci è stato spiegato che nei giorni precedenti erano cambiate un sacco di cose e perciò non si sarebbe fatto in tempo a portarla in Consiglio…

La seconda variazione, invece, era all’esame del Consiglio. Peccato che le minoranze non siano state consultate in alcun modo, ma si siano trovate di fronte solamente alle cifre nude e crude: prendere o lasciare.

Di conseguenza, entrambe le discussioni sono state caratterizzate da numerose domande poste dai Consiglieri di minoranza, grazie alle quali si è potuto intuire che numerosi variazioni non avessero carattere di urgenza, mentre altre fossero prevedibili già in sede di redazione del bilancio previsionale (che è stato votato – lo ricordiamo – a fine settembre, non una vita fa, e dopo una seduta irregolare in cui sono state approvate le aliquote delle nuove imposte comunali).

Di seguito trovate la dichiarazione di voto che abbiamo fatto in Consiglio comunale.

Abbiamo invece valutato positivamente l’estensione della convenzione di polizia locale al comune di Marnate (che si aggiunge a Solbiate e Olgiate). La convenzione prevede un coordinamento delle forze di polizia locale per assicurare servizi in orari notturni e nei giorni festivi. Ci siamo augurati, anzi, che la collaborazione sovracomunale venga estesa ad altri soggetti e ad altri ambiti (non si può che pensare automaticamente al progetto di adeguamento degli sfioratori comunali, che prevede un intervento ad altissimo impatto in Valle).

DICHIARAZIONE DI VOTO:

È il 30 novembre e siamo stati convocati tutti in fretta e furia per ratificare delle decisioni prese dall’amministrazione, e siamo stati convocati in fretta e furia per rispettare una scadenza, quella del 30 novembre, imposta dalla legge. 

Non si tratta del primo caso in cui l’amministrazione arriva affannata, giusto in tempo, per rispettare scadenze, ed è curioso che queste corse contro il tempo si siano verificate sempre in occasione di scadenze di tipo economico – finanziario.

Scadenze, in entrambi i casi, risapute da tempo.

La fretta è cattiva consigliera ma, soprattutto, nella gestione degli affari pubblici la fretta è indice di due gravi limiti.

Il primo limite riguarda la scarsa lungimiranza, per cui è difficile immaginare che dietro alle scelte che stiamo per votare ci sia una strategia, della quale le singole scelte amministrative non dovrebbero che essere la logica conseguenza.

Il secondo limite riguarda il coinvolgimento delle minoranze, le quali, convocate “in punta di Statuto Comunale”, non sono assolutamente state messe nelle condizioni di contribuire alle decisioni prese dalla maggioranza. 

Per questi motivi, il gruppo consigliare «Una buona idea» esprime il proprio voto contrario alle variazioni di bilancio poste in votazione durante il Consiglio comunale del 30 novembre.

Canto di Natale (in anticipo) a Solbiate

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAVi racconto una storia:

Scrooge, vecchio e ricco finanziere odiato da tutti, e Cratchit, dipendente di Scrooge, abitano a Solbiate Olona e hanno una casa con la stessa rendita catastale.

Scrooge è ricco anzi, ricchissimo. Niente moglie, niente figli e niente parenti. Cratchit è sposato, sua moglie non lavora e ha un figlio, Tim. Con lo stipendio di merda che gli da Scrooge, Cratchit deve dar da mangiare alla sua famiglia e a volte, perché non sempre gli è possibile, comprare le medicine a Tim.

Il sindaco di Solbiate ha deciso di utilizzare, per la TASI, la stessa aliquota per tutti perchè non sapeva (al pari dell’assessore alle politiche sociali) se avesse più bisogno di detrazioni una famiglia con figli a carico o un anziano pensionato che vive da solo. Ed ha aumentato l’Irpef comunale da 0,2 a 0,35 (con esenzione per redditi inferiori a 12.000 €).

Scrooge, anche se tirchio, è contento di pagare la TASI a Solbiate all’1×1000, perchè se fosse stato a Gorla Maggiore, non potendo usufruire di nessuna detrazione, avrebbe pagato un botto . Ah, e può continuare a dare un stipendio di merda al povero Cratchit.

Al povero Cratchit invece, girano un po’ le balle. Oltre a pagare la stessa TASI di Scrooge non è nemmeno esente dall’Irpef, visto che il suo reddito supera di poco i 12.000€. A Gorla Maggiore invece, avrebbe usufruito delle detrazioni, risparmiando dei soldi per potersi permettere le medicine di Tim.

Quelle 50/60 € in più di TASI da pagare, per il sindaco non pesano più di tanto. Infatti, nonostante la tassa, Scrooge non rinuncia alla partitina settimanale al Golf Club. Cratchit invece, ha deciso di pagare la TASI in due rate, in modo tale da assicurare a Tim una parte delle medicine ad Ottobre e le altre a Dicembre. Sempre che nel frattempo non si guasti la macchina o il frigorifero.

Morale: a Solbiate vincono gli Scrooge, i Cratchit serve illuderli per la campagna elettorale.

Nazzareno Iorfida