Seguire l’esempio

di Nazzareno Iorfida

Mercoledì 27 gennaio ho avuto l’onore di partecipare alla Giornata della Memoria da una posizione ‘privilegiata’. Da semplice spettatore a portabandiera dell’ANPI nel giro di qualche minuto.

Qualcuno può tranquillamente pensare che non sia nulla di che, ma vi assicuro che non è così.

Una mattinata ad ascoltare una storia di coraggio, sofferenza e libertà, una storia triste ma allo stesso tempo affascinante che dimostra che si può imparare qualcosa anche quando si pensa di saper già tutto.

Ho osservato e ascoltato i ragazzi delle medie che nella loro “ingenuità”, qualche volta impacciati nel leggere, ma consapevoli di offrire alla platea un lavoro sentito e ben svolto.

Si è parlato della società moderna, del problema dell’immigrazione, dell’importanza di tramandare questi racconti, di scegliere bene gli esempi da seguire.

Ed è proprio su quest’ultimo monito che intendo soffermarmi.

Il sindaco, giustamente, sottilinea ai ragazzi che i futuri amministratori si nascondono tra di loro, rilanciando un’iniziativa portata avanti dall’amministrazione attuale, il Consiglio dei Ragazzi.

Fino a qui non c’è niente di male, si può solo imparare da esperienze del genere. Si può capire quale strada intraprendere e tante altre cose.

Si parlava di esempi da seguire però: siamo certi che in questo caso l’esempio sia quello giusto?

Chi partecipa ad un Consiglio dei ragazzi non può non prendere spunto da chi, di fatto, amministra.

E non ho potuto fare a meno di immaginare un ragazzino con la fascia tricolore che predica bene, ma razzola male.

Che si rende disponibile a ricevere suggerimenti, ma che non istituisce l’unico luogo utile a questo scopo, le commissioni.

Che con la prepotenza si impone sugli altri.

Ma il ragazzino colpe non ne ha, lui ha seguito l’esempio… sbagliato.

Auguri

Auguri che il nuovo anno porti a tutte e a tutti nuove e buone idee.

“Solbiate riparte”, un pacchetto di proposte per l’economia locale

Abbiamo voluto chiamarlo “Solbiate riparte”: si tratta di un pacchetto di proposte in tema economico finalizzate ad aiutare i cittadini più in difficoltà e gli esercizi commerciali virtuosi, a far partecipare attivamente i cittadini alle scelte che riguardano la nostra comunità.

Per la precisione si tratta di un vero e proprio programma economico, studiato dal nostro gruppo “Una buona idea” per far fronte a diverse problematiche, con il fine di far ripartire, per quanto possibile con gli strumenti nelle mani degli amministratori comunali, la nostra economia locale, con una particolare attenzione ai cittadini più bisognosi. Le proposte sono tutte di immediata attuazione, dato che sono già state sperimentate con ottimi risultati in altri comuni.

“Solbiate riparte” è un programma di azioni che si sviluppa su quattro proposte. La prima riguarda una riconfigurazione delle aliquote delle imposte locali a vantaggio dei cittadini che – a causa della crisi – si trovano più in difficoltà. La seconda propone l’introduzione del cosidetto “baratto amministrativo”, una pratica già sperimentata in diversi Comuni che permette ai cittadini che si trovano in difficoltà con il pagamento delle imposte locali di evitare l’accumularsi di debiti attraverso piccoli lavori di manutenzione dei beni pubblici: un modo sia per garantire la dignità delle persone che per intervenire sulle piccole e numerose problematiche esistenti sul territorio di Solbiate. La terza prevede misure a favore degli esercizi commerciali che si impegnano nel non ospitare al proprio interno slot machine, sempre più causa di dipendenza e veri e propri disagi sociali. La quarta prevede l’introduzione del bilancio partecipato, uno strumento per coinvolgere i cittadini nelle scelte amministrative: l’anno scorso il bilancio di Solbiate è stato chiuso con un avanzo di circa 60mila euro: perché non destinare una parte di queste risorse, nei prossimi bilanci, a progetti scelti dai cittadini? Dalla manutenzione dei parchi comunali a interventi sulle strutture e le dotazioni scolastiche, facendo scegliere i solbiatesi.

”Solbiate riparte” approderà preso in Consiglio comunale: ci aspettiamo una reazione positiva da parte dell’amministrazione.

Leggi le quattro mozioni:
Imposte locali più favorevoli per i più bisognosi
Baratto amministrativo
No slot
Bilancio partecipato

Dote Sport: una buona idea

dote-sport-001Girovagando sul sito di Regione Lombardia ho trovato un elenco provvisorio dei comuni aderenti al progetto ‘Dote Sport’, del quale ci siamo fatti promotori segnalandolo al Comune di Solbiate Olona il 7 agosto scorso.

Siamo stati felicemente sorpresi della presenza del nostro comune tra quelli aderenti, ma anche straniti vista la mancata risposta alla nostra segnalazione. Sarebbe bastato un:” Ci abbiamo già pensato..”

Chissà se il motivo si nasconde dietro al fatto che il merito si deve all’Azienda Consortile del Medio Olona che, aderendo al bando, ha permesso ai comuni che ne fanno parte di rientraci.

Comunque, l’importante è che il risultato sia stato raggiunto e che la nostra segnalazione si sia rivelata UNA BUONA IDEA.

Per maggiori informazioni sulle modalità di adesione vi rimandiamo direttamente alla pagina predisposta da Regione Lombardia.

Nazzareno Iorfida

Lo sport per tutti

Regione Lombardia ha introdotto per la prossima stagione sportiva la cosiddetta “Dote sport”. In sostanza, non si tratta né più né meno che di un incentivo indirizzato alle famiglie di ragazzi che praticano sport le quali rispondano a determinati requisiti patrimoniali e di reddito.

«Di norma – si legge sul sito della Regione – verrà assegnata una sola dote, del valore massimo di 200 euro, per famiglia con la possibilità di ulteriori doti per altri figli, in caso di risorse disponibili».

Le domande, però, sono subordinate all’adesione dei Comuni di residenza, in quanto è necessario un affiancamento tra ente locale e Regione in alcune fase dell’iniziativa.

Di conseguenza abbiamo inoltrato all’amministrazione Melis un invito ad adoperarsi affinché anche i cittadini solbiatesi possano usufruire di questa possibilità, dato che crediamo che la pratica dell’attività sportiva sia un importante momento di crescita per i nostri ragazzi, e che quindi tutti debbano potervi avere accesso.

Il testo che abbiamo depositato è reperibile QUI.

Ulteriori informazioni, QUI.

Le altre commissioni (e le buche nei marciapiedi)

Come molti di voi sapranno, abbiamo depositato a dicembre (insieme all’altro gruppo di minoranza, Buongiorno Solbiate) una mozione per chiedere – tra le altre cose – di nominare la commissione Ecologia, che sarebbe il luogo istituzionale più adatto possibile per affrontare una discussione sul progetto delle vasche in Valle.

Tutto tace, però, rispetto alla nomina delle altre commissioni e cioè Bilancio (e nei mesi scorsi è stato applicato il nuovo sistema di tributi comunali…), Socio-culturale, Attività produttive e Commercio, Viabilità. Si tratta di commissioni per le quali nel mese di luglio ci sono stati chiesti nominativi (che abbiamo fornito ai tempi) da parte della maggioranza. Da allora, nessuna novità. Su questo tema abbiamo perciò depositato un’interrogazione: per chiedere come mai non sono ancora state nominate le commissioni a nove mesi dalle elezioni, se la maggioranza intende nominarle (non si sa mai che abbia cambiato idea…) e, nel caso, entro quando.

Già che c’eravamo, abbiamo fatto parte del lavoro che di solito si fa in commissione, e cioè la segnalazione di problemi. In questo caso abbiamo sopperito ai compiti della Commissione Viabilità, segnalando due situazioni di pericolo riguardanti i marciapiedi di Solbiate, in via Pasubio (la foto con il tombino, dove si vede un vero e proprio buco a lato di quest’ultimo) e all’incrocio tra via Monte Grappa e via Monte Cimone, dove il marciapiede sta “prendendo le distanze” dal manto stradale, oramai da alcuni giorni.




La salvaguardia della Valle non passa da Solbiate

Come al solito, l’amministrazione di Solbiate si distingue. E come al solito, si distingue in peggio.

A seguito della pubblicazione da parte di Regione Lombardia del “Bando per la concessione di contributi per il finanziamento della progettazione di interventi di riqualificazione fluviale nell’ambito dei contratti di fiume Olona Lura Bozzente, Seveso, e Lambro Settentrionale” (D.G.R. 26 settembre 2014 n. 2411), i 5 comuni della Valle, con capofila Gorla Minore, hanno predisposto un documento per richiedere contributi per la progettazione di un intervento finalizzato alla “Riqualificazione ambientale e morfologica della Valle dell’Olona nei Comuni di Gorla Maggiore, Fagnano Olona, Gorla Minore, Solbiate Olona e Marnate”.

Cosa caratterizza questo documento? Sono 3 le intenzioni fondamentali perseguite dall’idea di progetto:

  • La volontà di arrivare ad una progettazione condivisa tra i vari Comuni per una “riqualificazione del corso d’acqua sia attraverso interventi puntuali sul fiume sia mediante interventi sul territorio dei comuni che su questo insistono” (Pag. 2).
  • Una progettazione preliminare partecipata “che consenta a tutti i soggetti portatori di interesse, di contribuire a diversi livelli alla definizione di un quadro di interventi sul fondo valle” (Pag. 15).
  • Il perseguimento di soluzioni innovative, ecologicamente compatibili, che “portino benefici anche in termini di arricchimento ecologico del corridoio fluviale, potenziamento dei servizi ecosistemici, e incremento della resilienza anche a fronte di scenari di cambiamento climatico” (Pag. 16).

Ovviamente l’Amministrazione di Solbiate che strada sceglie?

  • Presenta un progetto preliminare che non tiene assolutamente conto delle esigenze degli altri comuni, e che semplifica ai minimi termini l’esigenza di rispettare una recente normativa regionale
  • Sviluppa questo progetto senza mai considerare le varie associazioni attive nel paese e che usufruiscono del territorio in cui l’Amministrazione vuole costruire le vasche
  • Anziché pensare ad un intervento innovativo, copiando per esempio le vasche di fitodepurazione di Gorla Maggiore (progetto segnalato nel 2013 come esempio di buone pratiche ambientali nell’ambito del “Premio Innovazione Amica dell’ambiente” promosso da Legambiente – http://www.premioinnovazione.legambiente.org/crea-pdf/scheda.php?id=1526), si limita a progettare delle vasche in cemento armato, assolutamente non compatibili ecologicamente, che non portano nessun beneficio in termini di arricchimento ecologico, e che anziché potenziare i servizi ecosistemici, ne devastano una grande area.

Facciamo ora un passo indietro.

Non si intende qui entrare nel merito specifico di questo documento, predisposto per ottenere, i finanziamenti necessari ad un progetto condiviso e innovativo, ma osservare come l’Amministrazione di Solbiate si sia posta in riferimento al problema specifico delle proprie fognature. La giunta solbiatese ha completamente ignorato le esigenze del territorio, che non si fermano entro i confini amministrativi, le problematiche legate al depuratore della nostra valle situato ad Olgiate, e soprattutto l’importanza di migliorare, e non solo evitare di peggiorare, le condizioni del nostro fiume.

Nello specifico, l’amministrazione di Solbiate sta portando avanti un progetto che vede la realizzazione di vasche di prima e seconda pioggia nel “pratone” del ciclocross, adiacente all’ex dopolavoro del Tobler. In sostanza lo studio idraulico condotto e l’analisi dei dati a disposizione ha portato i progettisti a determinare la necessità dell’edificazione nel prato del fondovalle di due vasche in cemento armato di notevoli dimensioni, a cielo aperto, profonde più di 3 m e lunghe complessivamente oltre 280 m. In pratica scomparirebbe tutto il pratone.

Le vasche viste dall'alto, in una ricostruzione grafica del progettista. La striscia nera sulla sinistra è via Calvi, la discesa che porta in Valle.

Le vasche viste dall’alto, in una ricostruzione grafica del progettista. La striscia nera sulla sinistra è via Calvi, la discesa che porta in Valle.

Le acque di queste future vasche, stante l’attuale sistema fognario risulteranno MISTE, ovvero composte in parte da acqua piovana e in parte da reflui fognari. Nel dettaglio, una vasca, la più piccola, sarà adibita allo stoccaggio delle acque di prima pioggia, da inviare a depuratore una volta terminato l’evento meteorico, mentre la seconda vasca, molto più ampia, servirà alla laminazione delle portate di piena durante gli eventi meteorici intensi (stoccaggio delle acque di seconda pioggia). Tali acque verranno inviate al fiume in un secondo tempo, una volta terminato l’evento meteorico.

Alcune fondamentali lacune evidenziate nel progetto di Solbiate sono:

  • L’evidente consumo di suolo, in un’area particolarmente delicata come il fondovalle;
  • La mancata considerazione di alternative tecnologiche e tipologiche, sia da un punto di vista della localizzazione dell’intervento sia nella sua tipologia (i vasconi in cemento armato paiono davvero poco ecocompatibili);
  • La mancanza di studi per la valutazione di interventi efficaci necessari alla separazione a monte delle reti fognarie tra acque chiare e nere;
  • La limitatezza di un intervento che cerca il minimo sufficiente per ottemperare alla norma, senza spingersi un poco oltre, forse per limitare al massimo la spesa (si tratta comunque di un intervento preventivato in 1,2 mln €!);
  • La mancanza di coinvolgimento di cittadini e associazioni locali;
  • La mancanza di coinvolgimento di Enti e strutture sovracomunali, quali ad esempio gli altri comuni della valle.

Pare essere sicuramente più organico, completo e vincente un approccio condiviso almeno con i comuni della valle e con l’ATO, e non pensando che ogni singola Amministrazione possa gestire il proprio territorio in maniera autonoma.

Ritornando al documento di cui sopra, emerge in maniera evidente l’imbarazzo degli altri Comuni della Valle nel segnalare il progetto dell’Amministrazione di Solbiate. Infatti quest’ultimo è sì citato, ma in modo molto marginale e con poca enfasi. Enfasi che invece viene data per altre tipologie di interventi, tecnologicamente e ambientalmente più avanzati, compatibili e meno impattanti, come la bio- e fito-depurazione delle acque di Gorla Maggiore o altri interventi di fruizione ecologica ed eco-didattica delle aree.

Un passaggio all’interno del documento è emblematico per come descrive l’imbarazzo da parte degli altri Comuni nei confronti dell’Amministrazione solbiatese. Infatti a pagina 16, quando si promuovono gli obiettivi di una riqualificazione fluviale volta ad imprimere un assetto più naturale al territorio, elogiando l’impianto di fitodepurazione di Gorla Maggiore, gli estensori del documento scrivono testualmente “La soluzione proposta nel progetto preliminare già portato avanti dal comune di Solbiate Olona, maggiormente tradizionale, e comunque rispondente ai criteri dello stesso regolamento, costituisce una diversa alternativa”. Un bel giro di parole, politicamente corrette, per dire che il progetto di Solbiate è diverso rispetto agli obiettivi degli altri comuni, e che l’amministrazione punta su un progetto tradizionale, dimostrando l’assoluta mancanza di lungimiranza e di competenza.

Risulta evidente che ciò fino ad oggi è mancato un coordinamento nella pianificazione sovracomunale.

Il nostro auspicio è che attraverso la condivisione e la progettazione estesa e partecipata si possa anche rivedere l’intervento proposto dall’amministrazione di Solbiate Olona, poiché dal punto di vista della qualità delle acque, i sistemi di depurazione naturale rappresentano una valida alternativa alle soluzioni tradizionali, che in alcuni casi possono risultare meno efficienti e possono inoltre comportare anche problematiche come quelle sopra esposte che deturpano il territorio, non sono minimamente lungimiranti e peggiorano la qualità della vita.

Cristina, Emanuele, Roberto