Dote Sport: una buona idea

dote-sport-001Girovagando sul sito di Regione Lombardia ho trovato un elenco provvisorio dei comuni aderenti al progetto ‘Dote Sport’, del quale ci siamo fatti promotori segnalandolo al Comune di Solbiate Olona il 7 agosto scorso.

Siamo stati felicemente sorpresi della presenza del nostro comune tra quelli aderenti, ma anche straniti vista la mancata risposta alla nostra segnalazione. Sarebbe bastato un:” Ci abbiamo già pensato..”

Chissà se il motivo si nasconde dietro al fatto che il merito si deve all’Azienda Consortile del Medio Olona che, aderendo al bando, ha permesso ai comuni che ne fanno parte di rientraci.

Comunque, l’importante è che il risultato sia stato raggiunto e che la nostra segnalazione si sia rivelata UNA BUONA IDEA.

Per maggiori informazioni sulle modalità di adesione vi rimandiamo direttamente alla pagina predisposta da Regione Lombardia.

Nazzareno Iorfida

Lo sport per tutti

Regione Lombardia ha introdotto per la prossima stagione sportiva la cosiddetta “Dote sport”. In sostanza, non si tratta né più né meno che di un incentivo indirizzato alle famiglie di ragazzi che praticano sport le quali rispondano a determinati requisiti patrimoniali e di reddito.

«Di norma – si legge sul sito della Regione – verrà assegnata una sola dote, del valore massimo di 200 euro, per famiglia con la possibilità di ulteriori doti per altri figli, in caso di risorse disponibili».

Le domande, però, sono subordinate all’adesione dei Comuni di residenza, in quanto è necessario un affiancamento tra ente locale e Regione in alcune fase dell’iniziativa.

Di conseguenza abbiamo inoltrato all’amministrazione Melis un invito ad adoperarsi affinché anche i cittadini solbiatesi possano usufruire di questa possibilità, dato che crediamo che la pratica dell’attività sportiva sia un importante momento di crescita per i nostri ragazzi, e che quindi tutti debbano potervi avere accesso.

Il testo che abbiamo depositato è reperibile QUI.

Ulteriori informazioni, QUI.

Le altre commissioni (e le buche nei marciapiedi)

Come molti di voi sapranno, abbiamo depositato a dicembre (insieme all’altro gruppo di minoranza, Buongiorno Solbiate) una mozione per chiedere – tra le altre cose – di nominare la commissione Ecologia, che sarebbe il luogo istituzionale più adatto possibile per affrontare una discussione sul progetto delle vasche in Valle.

Tutto tace, però, rispetto alla nomina delle altre commissioni e cioè Bilancio (e nei mesi scorsi è stato applicato il nuovo sistema di tributi comunali…), Socio-culturale, Attività produttive e Commercio, Viabilità. Si tratta di commissioni per le quali nel mese di luglio ci sono stati chiesti nominativi (che abbiamo fornito ai tempi) da parte della maggioranza. Da allora, nessuna novità. Su questo tema abbiamo perciò depositato un’interrogazione: per chiedere come mai non sono ancora state nominate le commissioni a nove mesi dalle elezioni, se la maggioranza intende nominarle (non si sa mai che abbia cambiato idea…) e, nel caso, entro quando.

Già che c’eravamo, abbiamo fatto parte del lavoro che di solito si fa in commissione, e cioè la segnalazione di problemi. In questo caso abbiamo sopperito ai compiti della Commissione Viabilità, segnalando due situazioni di pericolo riguardanti i marciapiedi di Solbiate, in via Pasubio (la foto con il tombino, dove si vede un vero e proprio buco a lato di quest’ultimo) e all’incrocio tra via Monte Grappa e via Monte Cimone, dove il marciapiede sta “prendendo le distanze” dal manto stradale, oramai da alcuni giorni.




La salvaguardia della Valle non passa da Solbiate

Come al solito, l’amministrazione di Solbiate si distingue. E come al solito, si distingue in peggio.

A seguito della pubblicazione da parte di Regione Lombardia del “Bando per la concessione di contributi per il finanziamento della progettazione di interventi di riqualificazione fluviale nell’ambito dei contratti di fiume Olona Lura Bozzente, Seveso, e Lambro Settentrionale” (D.G.R. 26 settembre 2014 n. 2411), i 5 comuni della Valle, con capofila Gorla Minore, hanno predisposto un documento per richiedere contributi per la progettazione di un intervento finalizzato alla “Riqualificazione ambientale e morfologica della Valle dell’Olona nei Comuni di Gorla Maggiore, Fagnano Olona, Gorla Minore, Solbiate Olona e Marnate”.

Cosa caratterizza questo documento? Sono 3 le intenzioni fondamentali perseguite dall’idea di progetto:

  • La volontà di arrivare ad una progettazione condivisa tra i vari Comuni per una “riqualificazione del corso d’acqua sia attraverso interventi puntuali sul fiume sia mediante interventi sul territorio dei comuni che su questo insistono” (Pag. 2).
  • Una progettazione preliminare partecipata “che consenta a tutti i soggetti portatori di interesse, di contribuire a diversi livelli alla definizione di un quadro di interventi sul fondo valle” (Pag. 15).
  • Il perseguimento di soluzioni innovative, ecologicamente compatibili, che “portino benefici anche in termini di arricchimento ecologico del corridoio fluviale, potenziamento dei servizi ecosistemici, e incremento della resilienza anche a fronte di scenari di cambiamento climatico” (Pag. 16).

Ovviamente l’Amministrazione di Solbiate che strada sceglie?

  • Presenta un progetto preliminare che non tiene assolutamente conto delle esigenze degli altri comuni, e che semplifica ai minimi termini l’esigenza di rispettare una recente normativa regionale
  • Sviluppa questo progetto senza mai considerare le varie associazioni attive nel paese e che usufruiscono del territorio in cui l’Amministrazione vuole costruire le vasche
  • Anziché pensare ad un intervento innovativo, copiando per esempio le vasche di fitodepurazione di Gorla Maggiore (progetto segnalato nel 2013 come esempio di buone pratiche ambientali nell’ambito del “Premio Innovazione Amica dell’ambiente” promosso da Legambiente – http://www.premioinnovazione.legambiente.org/crea-pdf/scheda.php?id=1526), si limita a progettare delle vasche in cemento armato, assolutamente non compatibili ecologicamente, che non portano nessun beneficio in termini di arricchimento ecologico, e che anziché potenziare i servizi ecosistemici, ne devastano una grande area.

Facciamo ora un passo indietro.

Non si intende qui entrare nel merito specifico di questo documento, predisposto per ottenere, i finanziamenti necessari ad un progetto condiviso e innovativo, ma osservare come l’Amministrazione di Solbiate si sia posta in riferimento al problema specifico delle proprie fognature. La giunta solbiatese ha completamente ignorato le esigenze del territorio, che non si fermano entro i confini amministrativi, le problematiche legate al depuratore della nostra valle situato ad Olgiate, e soprattutto l’importanza di migliorare, e non solo evitare di peggiorare, le condizioni del nostro fiume.

Nello specifico, l’amministrazione di Solbiate sta portando avanti un progetto che vede la realizzazione di vasche di prima e seconda pioggia nel “pratone” del ciclocross, adiacente all’ex dopolavoro del Tobler. In sostanza lo studio idraulico condotto e l’analisi dei dati a disposizione ha portato i progettisti a determinare la necessità dell’edificazione nel prato del fondovalle di due vasche in cemento armato di notevoli dimensioni, a cielo aperto, profonde più di 3 m e lunghe complessivamente oltre 280 m. In pratica scomparirebbe tutto il pratone.

Le vasche viste dall'alto, in una ricostruzione grafica del progettista. La striscia nera sulla sinistra è via Calvi, la discesa che porta in Valle.

Le vasche viste dall’alto, in una ricostruzione grafica del progettista. La striscia nera sulla sinistra è via Calvi, la discesa che porta in Valle.

Le acque di queste future vasche, stante l’attuale sistema fognario risulteranno MISTE, ovvero composte in parte da acqua piovana e in parte da reflui fognari. Nel dettaglio, una vasca, la più piccola, sarà adibita allo stoccaggio delle acque di prima pioggia, da inviare a depuratore una volta terminato l’evento meteorico, mentre la seconda vasca, molto più ampia, servirà alla laminazione delle portate di piena durante gli eventi meteorici intensi (stoccaggio delle acque di seconda pioggia). Tali acque verranno inviate al fiume in un secondo tempo, una volta terminato l’evento meteorico.

Alcune fondamentali lacune evidenziate nel progetto di Solbiate sono:

  • L’evidente consumo di suolo, in un’area particolarmente delicata come il fondovalle;
  • La mancata considerazione di alternative tecnologiche e tipologiche, sia da un punto di vista della localizzazione dell’intervento sia nella sua tipologia (i vasconi in cemento armato paiono davvero poco ecocompatibili);
  • La mancanza di studi per la valutazione di interventi efficaci necessari alla separazione a monte delle reti fognarie tra acque chiare e nere;
  • La limitatezza di un intervento che cerca il minimo sufficiente per ottemperare alla norma, senza spingersi un poco oltre, forse per limitare al massimo la spesa (si tratta comunque di un intervento preventivato in 1,2 mln €!);
  • La mancanza di coinvolgimento di cittadini e associazioni locali;
  • La mancanza di coinvolgimento di Enti e strutture sovracomunali, quali ad esempio gli altri comuni della valle.

Pare essere sicuramente più organico, completo e vincente un approccio condiviso almeno con i comuni della valle e con l’ATO, e non pensando che ogni singola Amministrazione possa gestire il proprio territorio in maniera autonoma.

Ritornando al documento di cui sopra, emerge in maniera evidente l’imbarazzo degli altri Comuni della Valle nel segnalare il progetto dell’Amministrazione di Solbiate. Infatti quest’ultimo è sì citato, ma in modo molto marginale e con poca enfasi. Enfasi che invece viene data per altre tipologie di interventi, tecnologicamente e ambientalmente più avanzati, compatibili e meno impattanti, come la bio- e fito-depurazione delle acque di Gorla Maggiore o altri interventi di fruizione ecologica ed eco-didattica delle aree.

Un passaggio all’interno del documento è emblematico per come descrive l’imbarazzo da parte degli altri Comuni nei confronti dell’Amministrazione solbiatese. Infatti a pagina 16, quando si promuovono gli obiettivi di una riqualificazione fluviale volta ad imprimere un assetto più naturale al territorio, elogiando l’impianto di fitodepurazione di Gorla Maggiore, gli estensori del documento scrivono testualmente “La soluzione proposta nel progetto preliminare già portato avanti dal comune di Solbiate Olona, maggiormente tradizionale, e comunque rispondente ai criteri dello stesso regolamento, costituisce una diversa alternativa”. Un bel giro di parole, politicamente corrette, per dire che il progetto di Solbiate è diverso rispetto agli obiettivi degli altri comuni, e che l’amministrazione punta su un progetto tradizionale, dimostrando l’assoluta mancanza di lungimiranza e di competenza.

Risulta evidente che ciò fino ad oggi è mancato un coordinamento nella pianificazione sovracomunale.

Il nostro auspicio è che attraverso la condivisione e la progettazione estesa e partecipata si possa anche rivedere l’intervento proposto dall’amministrazione di Solbiate Olona, poiché dal punto di vista della qualità delle acque, i sistemi di depurazione naturale rappresentano una valida alternativa alle soluzioni tradizionali, che in alcuni casi possono risultare meno efficienti e possono inoltre comportare anche problematiche come quelle sopra esposte che deturpano il territorio, non sono minimamente lungimiranti e peggiorano la qualità della vita.

Cristina, Emanuele, Roberto

Che succede alla palestra delle scuole medie

Abbiamo presentato un’interrogazione consigliare per fare luce sulle vicende che ruotano attorno alla palestra delle scuole medie. Per riassumere: il 17 dicembre due calcinacci si sono staccati e sono caduti dal soffitto della palestra. Il giorno successivo, il sindaco ha emesso un’ordinanza con la quale si vietava l’accesso alla palestra, attraverso transennamento, segnalazioni visive e l’esposizione dell’ordinanza stessa. Da diverse voci che abbiamo raccolto, nessuna di queste cose si è realizzata, nonostante gli “evidenti pericoli per l’incolumità dei fruitori della palestra” citati nell’ordinanza. Di conseguenza, alcune associazioni sportive hanno continuato ad usare la palestra durante il periodo delle festività natalizie, precisamente fino a quando sono state convocate dall’amministrazione, dopo l’Epifania e contemporaneamente alla pubblicazione dell’ordinanza sull’albo pretorio. Nell’interrogazione chiediamo come mai l’ordinanza non è stata applicata, quali sono gli esiti dei sopralluoghi dell’amministrazione, quali le successive iniziative per fare in modo che i fruitori della palestra possano proseguire le proprie attività e con quali tempi verrà ripristinata la piena agibilità della palestra.

Vasche in Valle, un progetto da cambiare insieme

In merito al progetto di adeguamento degli sfioratori comunali che prevede la realizzazione di due vasche per raccogliere le acque fognarie e piovane, che andrebbero ad occupare interamente il prato della valle a lato della discesa di via Calvi (qui anche una ricostruzione video), abbiamo depositato oggi una mozione insieme al gruppo consigliare Buongiorno Solbiate, per chiedere che venga nominata al più presto la Commissione Ecologia e che questa sia incaricata di raccogliere tutti gli elementi necessari per una valutazione del progetto e quindi di valutare, insieme ai cittadini, ai comuni limitrofi e agli enti preposti soluzioni migliorative del progetto. Come potete leggere, si tratta di una mozione di assoluto buon senso, che ci auguriamo venga adottata all’unanimità durante il prossimo Consiglio comunale:

E a Solbiate?

Cari Solbiatesi, vogliamo portare a conoscenza delle famiglie in cui sono presenti disabili o anziani non autosufficienti la riapertura di un bando, promosso dall’azienda speciale consortile Medio Olona Servizi alla Persona (di cui fa parte anche il Comune di Solbiate Olona), per l’erogazione di buoni sociali e che ha per obiettivo principale quello di intervenire a sostegno di situazioni di disagio riconducibili a difficoltà economiche, sociali, psicologiche, sul piano della salute e dell’autonomia individuale. Più nello specifico, con la riapertura del bando, si intende avviare, nei confronti dei soggetti richiedenti un intervento di assistenza economica per sostenere e supportare la persona e la sua famiglia, garantendo una piena possibilità di permanenza della persona non autosufficiente al proprio domicilio e nel suo contesto di vita.

Ancora una volta constatiamo che l’erba del vicino è sempre più verde. Infatti sul sito del Comune di Solbiate questa notizia non compare nemmeno in due righe di presentazione o di avviso, segno che le priorità sono altre ovviamente in netto contrasto con i proclami della campagna elettorale.

Per chi interessato indichiamo il link dove trovare tutte le informazioni utili per presentare la domanda (la scadenza è il giorno 8.11 p.v.) che fa riferimento al sito del Comune di Olgiate Olona.

Panificio Frontini, un pezzo di Solbiate che se ne va. Forse.

IMG-20140701-WA0018In occasione della chiusura del Panificio & Alimentari Frontini, la lista una Buona Idea intende, nel suo piccolo, rendergli omaggio attraverso una breve intervista. Nessun intento politico nascosto: ci è solo sembrato doveroso dare voce a chi, per oltre un secolo, ha ‘servito’ solbiatesi e non con costanza e cordialità. A parlare è il figlio di Angelo, Emilio:

D: Ciao Emilio, raccontaci come nasce l’attività di famiglia…

R: Il primo forno viene avviato dal mio trisavolo, Frontini Luigi, verso fine 800; poi l’attività viene proseguita dal bisnonno Angelo, e dunque da mio nonno Francesco, che tutti ancora ricordate. Nel corso degli anni il forno cambia diverse ubicazioni senza però mai lasciare Solbiate, fino ad approdare nella piazzetta di Solbiello, diventandone il simbolo. Il negozio viene inaugurato il 2 agosto 1947 da mio nonno, insieme alla sorella Teresa, per poi diventare famoso come “l’Ambrogia” grazie all’ingresso di mia nonna, che letteralmente vi spende la propria vita. Il resto è storia dei nostri giorni: mio padre lavora lì dentro fin da quando è bambino e coinvolge ben presto anche mia madre, Fulvia.

D: Purtroppo chiude anche l’ultimo ‘alimentari’ di Solbiate Olona, come mai?

R: Lo stile di vita necessariamente cambia con l’evolvere della società e negli ultimi 20-30 anni si è assistito ad una vera e propria rivoluzione in tal senso: nuovi ritmi, nuove abitudini, nuove necessità. Anche l’alimentari in senso stretto deve pertanto trasformarsi per stare al passo con i tempi, tuttavia i miei genitori hanno finalmente e meritatamente raggiunto la pensione dopo anni di sacrifici ed ora è giunto il momento di godersi la vita con maggiore tranquillità. Inoltre io e mia sorella, almeno per il momento, abbiamo scelto strade professionali diverse, più attinenti ai nostri studi.

D: Momento amarcord: mi ricordo quando per mangiare si preferiva andare da te in negozio piuttosto che restare all’oratorio feriale e quando, alle elementari, si facevano le gite al panificio. Quali sono i tuoi ricordi più belli legati al negozio?

R: Ci sono tanti momenti belli… Sicuramente le gite da te menzionate: non posso negare l’orgoglio di essere un punto di riferimento nel tessuto commerciale locale. Pensa a cosa significavano quelle gite: mostrare alle nuove generazioni come funziona un’impresa artigianale che ha come unico carburante, oltre alla maestria dei lavoranti, lo spirito di squadra e di sacrificio e la passione con cui fare il proprio lavoro! E poi il lavoro in panificio: non un dovere, ma il piacere di creare qualcosa, in allegria, scherzando tra un’infornata e l’altra. Ed infine, con un pizzico di malinconia, ricordo l’abitudine, ancora bambino, di scendere in forno il venerdì sera verso le 23:00 con mia sorella e i nonni e “rubare” i panini appena sfornati…

D: Secondo te, che contributo ha dato il panificio alla comunità solbiatese?

R: Sicuramente siamo stati un punto di riferimento per la comunità; lo posso affermare senza immodestia:  lo conferma la commozione che mostrano i nostri clienti in questi giorni, quasi increduli all’idea che “l’Ambrogia” chiuda i battenti.

Abbiamo sempre cercato di sostenere le iniziative della comunità, ad esempio fornendo il pranzo al sacco per le gite comunali e sostenendo le persone in difficoltà concedendo quanto più credito possibile. Infine permettimi di sottolineare la funzione sociale degli esercizi come il nostro, che purtroppo viene a mancare alla comunità solbiatese: gli alimentari di paese sono una risorsa preziosissima soprattutto per la popolazione anziana o per chi è solo e non ha possibilità di muoversi. Il servizio a domicilio, gratuito o quasi, anche per quantitativi minimi di spesa è un sostegno importante; il rapporto umano che si crea con la clientela è insostituibile: diventa un momento di scambio, a volte anche di sfogo, un contatto umano cui ambisce soprattutto chi è solo. Solbiate, purtroppo, è un paese con pochissimi esercizi commerciali e in questo modo si perde proprio il contatto umano, il senso della comunità, cadendo nella spersonalizzazione tipica dei grandi centri urbani.

D: Siamo arrivati alla fine. A nome della lista e dei solbiatesi, ringrazio te e la tua famiglia per aver accettato di scambiare due chiacchere con noi e, ovviamente, per il ‘servizio’ offerto dal negozio alla nostra comunità. Prima di salutarci però vorrei chiederti un’ultima cosa… c’è la remota possibilità che il negozio riprenda l’attività?

R: Prima di rispondere, se posso, vorrei ringraziare tutte le persone che per tanti anni hanno collaborato con  noi.

Riprendere l’attività?…come recita il cartello esposto in vetrina, ora ci concediamo una meritata pausa. L’estate sarà l’occasione per riposarci e, perché no, magari anche per ripensarci…

A cura di Nazzareno Iorfida

La divisione di incarichi e responsabilità, questa sconosciuta

Lunedì sera, durante il Consiglio comunale, si è votato il rinnovo della convenzione tra Comune di Saronno e Comune di Solbiate Olona per i servizi legati alla Segreteria Generale. La maggioranza guidata da Luigi Melis ha scelto di rinnovare l’incarico di Segretario comunale al Segretario già in carica, il dott. Bottari.

Un dato che è stato appurato riguarda il costo di tale convenzione, stimato in circa 48mila euro annui, contro i circa 43mila euro anni relativi all’operato del dott. Guerra, negli anni scorsi. Sono inoltre state sollevate perplessità dai consiglieri comunali di minoranza rispetto al tempo messo a disposizione dal dott. Bottari, che sarà reperibile in Comune solamente uno o due giorni alla settimana. Cristina De Simone, inoltre, ha rimarcato perplessità riguardanti rimborsi spese e compensi che il Comune dovrà corrispondere al supplente, quando il dott. Bottari sarà assente, a causa dell’assenza di un vicesegretario. Il sindaco ha assicurato che tale somma non supererà i mille euro annui. Infine, non avevo mai visto un Consiglio comunale con una discussione tanto lunga sui verbali della seduta precedente: quelli posti in votazione lunedì erano zeppi di errori, più o meno gravi. Da firme che non ci dovevano essere, a presenze in consiglio comunale sbagliate, a riferimenti normativi del tutto errati, che avrebbero potuto avere gravi conseguenze, come nel caso del punto all’ordine del giorno riguardante la composizione della Giunta. In questo, si rimandava a una norma che prevede l’incompatibilità tra i ruoli di Consigliere e di Assessore, ma che si applica solo ai comuni con più di 15.000 abitanti. Errori più o meno banali – si potrà dire – ma comunque indicativi di una scarsa attenzione nel momento di preparazione degli atti.

Torniamo a noi. Il sindaco Melis quindi ha rivendicato e difeso la sua scelta, portando un ulteriore argomento: la scelta di affidare al segretario Bottari tutte le responsabilità di servizio che erano in capo ai dirigenti comunali. Una scelta che – pare – permetterà di risparmiare 60mila euro all’anno (e allora perché non lo si è fatto anche nei passati cinque anni, causando una spesa inutile di 300mila euro, se è così semplice?), ma che ha un effetto ben preciso, quello di concentrare in un’unica persona sia funzioni “orizzontali” – che stanno sullo stesso piano, e cioè quelle dei diversi servizi comunali – che funzioni “verticali”, e cioè di consulenza e controllo.

Le responsabilità di servizio riguardano infatti la “gestione amministrativa, finanziaria e tecnica [dell’ente comunale] mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo”[1]. Per fare un esempio, sui dirigenti ricade “la responsabilità delle procedure d’appalto e di concorso”[2], ma anche “i provvedimenti di autorizzazione, concessione e analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizia”[3]. Questo per tutti i settori in cui opera la macchina comunale, dalla gestione finanziaria dell’ente alle competenze che hanno ricadute estremamente dirette sul territorio.

Quali sono, invece, le competenze del Segretario comunale? Il Segretario comunale, tra le altre cose, “sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l’attività”[4].

A livello legale, non esiste incompatibilità: il Segratario comunale può assumere responsabilità di servizio. La scelta voluta dal Sindaco Melis è del tutto legittima, ma il problema che si pone è di opportunità. Un campanello d’allarme che segnala l’inopportunità di tale scelta è costituito «l’articolo 1 del contratto collettivo nazionale integrativo di lavoro dei Segretari comunali del 22 dicembre 2003 (accordo n. 2)[4] che, nel declinare le condizioni oggettive e soggettive necessarie a giustificare la maggiorazione dell’indennità di posizione disciplinata dall’art. 41 del CCNL stipulato il 16 maggio 2001 (quadriennio normativo 1998/2001)[5], prevede espressamente, tra le condizioni soggettive, il conferimento di incarichi gestionali, precisando che “occorre che gli stessi siano conferiti in via temporanea, e dopo aver accertato l’inesistenza delle necessarie professionalità all’interno dell’ente”».

Questo perché, per definizione, la concentrazione di responsabilità – orizzontali e verticali, come abbiamo visto – è un punto segnato a sfavore della trasparenza sia delle scelte che dei processi decisionali. E’ dalla trasparenza dei processi, quindi dalla dialettica che si crea tra le diverse responsabilità, che si può garantire la migliore gestione di qualsiasi struttura, soprattutto se di carattere pubblico. Quindi, ci sarà un risparmio immediato stimato in 60mila euro, ma il costo che si va a sostenere incide sulla trasparenza dei processi, una di quelle cose che non ci permetterà di asfaltare dopodomani una strada, ma che è necessaria per la sostenibilità dell’ente (sostenibilità anche finanziaria) nel lungo periodo. Perché la divisioni di incarichi e di responsabilità non è solo “mettere una firma”, come sostenuto dal sindaco.

Per concludere, riportiamo un passaggio di un articolo, che invitiamo a leggere per intero: «Da ultimo, la scelta del legislatore di individuare il Segretario comunale quale cardine del sistema dei controlli interni e del complesso e ambizioso meccanismo previsto dalla legge 190/2012 in materia di contrasto alla corruzione all’interno degli enti locali, rende sempre meno difendibile la scelta di affidare ad esso funzioni gestionali. È infatti evidente che il Segretario comunale che svolga nell’ente il ruolo di primo attore nel sistema dei controlli non può essere coinvolto nell’attività di gestione, pena il venir meno delle condizioni di terzietà ed imparzialità che una seria e completa attività di controllo impongono; l’alternativa non può che essere di mettere in conto ed accettare l’inaccettabile, e cioè che una fetta più o meno consistente dell’attività dell’ente – quella affidata alle competenze gestionali del Segretario – sia sottratta al controllo, non potendo lo stesso soggetto rivestire, contemporaneamente, la qualità di controllore e controllato».

Stefano Catone

[1] TUEL, art. 107, comma 1

[2] TUEL, art. 107, comma 3

[3] Ibidem.

[4] TUEL, art. 97, comma 4

Ohibò…

Partecipazione, il primo punto del nostro programma.
Partecipazione che deve avvenire attraverso una comunicazione chiara e reciproca tra tutti gli attori coinvolti.
Se sabato in tarda mattinata fosse realmente accaduto questo nella sala dell’ufficio tecnico del comune di Solbiate Olona, noi di Una Buona Idea saremmo felici, chiaramente con tutte le precauzioni del caso, ma purtroppo non è stato proprio così.
Sabato 28 giugno è avvenuta la prima convocazione dei capogruppo di minoranza da parte della nuova amministrazione Melis, la mail di invito, preceduta da una telefonata di cortesia, recitava espressamente che ogni capogruppo avrebbe potuto portare anche un altro membro del gruppo, uno solo. Abbiamo apprezzato l’apertura, ma il mio fiuto degno di un buon cane da traccia mi ha prontamente allertata.
Comunque, senza indugi e preconcetti, insieme a Stefano vado alla riunione dove si sarebbe dovuto parlare sia di bilancio, o meglio di modulazione della famigerata nuova imposta unica comunale, che di una proposta di Buongiorno Solbiate.
Eravamo in largo anticipo e, dopo essere stati spettatori delle foto di rito di un matrimonio appena celebrato, quando arrivano i colleghi di minoranza entriamo in Municipio.
Faccio strada e non nascondo che attraversare il corridoio semibuio che porta alla sala riunioni dell’ufficio tecnico da non assessore mi ha regalato una strana sensazione. In pochi istanti ho ripercorso cinque anni di lavoro, appassionato e impegnato, nel quale ho realmente creduto.
La porta della stanza era aperta, « È permesso? » ho fatto risuonare la mia voce squillante a metà corridoio, non volevo piombare in una riunione dove ancora non eravamo ammessi.
Accertato il via libera, varco la soglia del locale e ohibò…credo proprio che lo stupore sul mio viso sia stato immediato e nettamente distinguibile.
Attorno al tavolo sedevano già parecchie persone, e fin qui niente di strano.
Il Sindaco al suo solito posto, capotavola vicino alla porta, alla sua sinistra il capogruppo di maggioranza Corti, alla sua destra l’Assessore al bilancio Martina e a seguire l’Assessore Aspesani.
E anche fin qui niente di strano, anzi in realtà credevo di trovare anche altri componenti della maggioranza, come per esempio il vicesindaco Macchi.
Ma questi sono solo alcuni dei presenti… seduti all’altro capo del tavolo tre, non è un errore di battitura, tre rappresentanti dei cinque stelle e uno della lega.
Ma non era una riunione dei capogruppo?
Ma non era seraficamente concesso portare uno, e uno solamente, dei componenti del proprio gruppo?
I vecchi del mestiere avrebbero educatamente salutato, e forse nemmeno tanto educatamente, e se ne sarebbero andati perché, a ragion del vero, questi non sono i modi.
Noi, più signori e meno legati ad un certo stile un po’ retrò, salutiamo e ci accomodiamo.
Mentre sistemo la leva che regola l’altezza della sedia e cerco un posto che non sia di impiccio per la mia variopinta borsa estiva che un’amica mi ha portato dal Madagascar faccio mente locale: dunque, la riunione era convocata per le undici e trenta, io e Ste siamo stati fuori dal comune almeno un quarto d’ora e nessuno di questi illustri personaggi ha attraversato l’ingresso sotto i nostri sguardi attenti, accidenti…e poi dicono che i politici si fanno sempre attendere, dovevano essere in larghissimo anticipo pure loro, forse un pochino troppo largo, mah…
Bando ai convenevoli il Sindaco dà inizio ai giochi.
E proprio ai giochi! Lascia subito la parola a noi della minoranza, chiedendoci quali sono le nostre strategie per il bilancio. “Datemi un pizzicotto, sogno o son desta?” trattengo la battuta e osservo silenzio come tutti i presenti, disorientati e increduli di fronte alla richiesta del Sindaco.
Io, grazie al mio fiuto, ero un po’ meno disorientata e incredula.
Mah…forse non ho mai capito nulla, forse è sbagliato inoltrare la convocazione ad una riunione in copia conoscenza a tutti gli invitati, riportando luogo, data, ora e ordine del giorno.
Forse è corretto far credere ai capogruppo che ci sia un’effettiva riunione delle rappresentanze in Consiglio Comunale, allargata anche ad un altro membro, uno solo mi raccomando, e poi far trovare anche altre forze politiche della vita solbiatese che non hanno avuto seggi in rappresentanza maggiore di chi invece ne ha ottenuti. Forse è corretto che la maggioranza non racconti nulla e chieda di illustrare a tutti gli altri la propria ipotesi di soluzione di un problema di cui non abbiamo nessun dato.
Forse è proprio questo il concetto di partecipazione lungimirante che la nuova amministrazione si prefigge e che noi povere minoranze non riusciamo a comprendere.
Sono raggiante, gioiosa, orgogliosa di non avere la sensibilità per comprendere e condividere questo tipo di pensiero e di atteggiamento.
Infine mi chiedo chissà perché Grillo non ha consigliato ai paladini a cinque stelle solbiatesi di fare l’incontro in streaming. Che sciocca, la risposta è banale, anzi retorica: il Sindaco ha chiesto ad uno dei grillini di stendere il verbale.
Sempre a proposito dei fantastici eroi sopra citati suggerisco vivamente e spassionatamente la lettura delle prime sei righe scritte in nero e non in blu che potete trovare a questo link: http://www.valleolona.com/notiziario/2014/201406/140625_solbiate_5stelle.html

Per correttezza non racconto i contenuti di questa riunione pioniera della trasparenza del nuovo mandato Melis, anche se parlare di conti senza numeri è come fare i conti senza l’oste o parlare di aria fritta o di sesso degli angeli.
Vi aspetto numerosi in consiglio comunale, lunedì 30 giugno ore 21.00, sospetto un secondo consiglio più esilarante del primo e, perdonate la presunzione, il mio fiuto è degno del podio di uno dei più importanti concorsi per cani da traccia.

Cristina De Simone