Lungo report del (lungo) Consiglio comunale di lunedì 20 luglio

Ancor prima dell’inizio dei lavori abbiamo chiesto lumi sulla mancata calendarizzazione della nostra mozione in tema di progressività fiscale (assolutamente pertinente con l’ordine del giorno del Consiglio stesso, tra l’altro). Il Sindaco, come ha comunicato per iscritto contestualmente alla convocazione del Consiglio, riteneva fosse stata discussa durante la riunione dei capigruppo sul bilancio preventivo di fine giugno… Dato che il ritiro di una mozione (così come di un’interrogazione) è esclusiva facoltà del consigliere comunale che l’ha presentata, non si capisce da dove sia derivato questo potere del sindaco. La mozione verrà perciò ripresentata.

I primi due punti all’ordine del giorno sono durati il tempo di una votazione. Erano entrambe richieste di emendamenti ai verbali della seduta precedenti, formulati anche sulla base delle registrazioni. Ma non c’è stato niente da fare: la maggioranza ha votato contro.

Il terzo punto prevedeva una modifica del regolamento IUC per quanto riguarda la «produzione di rifiuti urbani o assimilati e di rifiuti speciali non assimilati o di sostanze comunque non conferibili al pubblico servizio», in particolare la percentuale di abbattimento della superficie imponibile nel caso in cui «non sia obiettivamente possibile o sia sommamente difficoltoso individuare le superfici escluse da tributo». La modifica prevede l’individuazione di diverse categorie e quindi di diverse percentuali d’abbattimento. Se tale modulazione può apparire necessaria, è sicuramente altrettanto necessario che questa possibilità venga comunicata alle aziende (dato che spetta a loro fornire la documentazione e inoltrare la domanda). Abbiamo perciò chiesto che l’Amministrazione si impegni in una campagna comunicativa.

I punti quattro, cinque, sei e sette sono stati discussi cumulativamente, dato che (non) intervenivano sulle aliquote delle imposte locali. Di fatto resta tutto invariato. L’unica variazione che si registra è sulla TARI: l’anno scorso era stato stimato un costo del servizio più alto. Per quanto riguarda l’IMU abbiamo chiesto un’aliquota agevolata per gli immobili ad uso abitazione principale concessa in uso gratuito a figli o genitori – come già avviene a Gorla Maggiore. Per quanto riguarda TASI e addizionale IRPEF, invece, abbiamo riproposto di rivederle ispirandosi a criteri di progressività, perché chi ha di meno paghi di meno, e chi ha di più paghi di più – a gettito invariato. Una cosa che si fa in diversi comuni della zona, e che potevamo fare anche a Solbiate già dall’anno scorso. Ma si sa, è molto più semplice dire che la TASI è allo 0,1% per tutti… A conclusione, il gettito fiscale rimarrà di fatto invariato, nonostante l’ampio avanzo dell’anno scorso.

Punto otto: bilancio di previsione 2015. A metà luglio, e già questo dovrebbe dire (quasi) tutto. Ad ogni modo, la discussione è stata decisamente lunga e difficile da sintetizzare, avendo spaziato per tutti i settori del bilancio. Riportiamo solamente alcuni punti:

  • Per quanto riguarda le entrate, la voce “altre imposte” ammontava a oltre 30mila euro sia nel preventivo che nel consuntivo 2014. Ora è scesa a 9mila euro. Non ci è stata data risposta sulle ragioni e sulla composizione di tale voce.
  • Aumenta notevolmente la voce di spesa corrente «Funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo» (Consuntivo 2013: 903k; Preventivo 2014: 939k; Consuntivo 2014: 825k; Preventivo 2015: 1.042k). Dopo diverse ricerche ci è stato detto che l’aumento è dovuto a un cambiamento nelle risorse umane.
  • Per quanto riguarda la chiusura dell’asilo nido, alla fine siamo riusciti ad avere una cifra dall’assessore Aspesani: 12mila euro è il risparmio che la soppressione dell’asilo genererà da qui alla fine dell’anno. Rimane la nostra critica alla scelta di chiudere l’asilo nido, nonostante la domanda di posti non sia svanita, ma semplicemente si è spostata da altre parti (asilo nido privato e caserma). Il problema sta alla fonte: come mai l’asilo nido di Solbiate non era più competitivo? E nel caso la domanda totale non potesse essere soddisfatta dalle altre strutture, come si farà? La chiusura di una struttura comunale toglie garanzie ai solbiatesi nel medio periodo.
  • Segnaliamo nuovamente – con la speranza che tutto si concluda nel migliore dei modi – la questione #scuolenuove. Si tratta dello sblocco del patto di stabilità concesso dal governo per interventi di edilizia scolastica. Solbiate poteva beneficiare di 150mila euro nel 2014 e 150mila euro nel 2015, per interventi “immediatamente cantierabili”. In realtà l’Amministrazione, a ridosso delle elezioni, ha fatto richiesta pur in mancanza di interventi “immediatamente cantierabili”, e quindi non ha speso i 150mila euro previsti nel 2014. Ci auguriamo possano essere spesi nel 2015, anche se:
    1. La progettazione è ancora in una fase molto preliminare (studio di fattibilità).
    2. Sul sito del Ministero si legge:Il nostro Comune ha ricevuto l’allentamento del Patto di Stabilità per il 2014. Non siamo riusciti a concludere tutti i pagamenti entro il 31/12/2014. E’ possibile trasferire i pagamenti residui nel 2015? E’ previsto un allentamento del Patto di Stabilità anche per l’anno corrente?

      L’utilizzo degli spazi finanziari in un esercizio finanziario diverso da quello individuato dalla norma comporta l’individuazione di una nuova copertura finanziaria che permetta l’allentamento del Patto di Stabilità anche nel 2015.

      Al momento tale copertura non è stata individuata ma la Struttura di missione per l’edilizia scolastica si sta adoperando perché entro pochi mesi si possa procedere ad un nuovo allentamento del Patto, proprio per permettere ai Comuni di concludere i lavori e liquidare le imprese.

  • 28mila euro di proventi da oneri di urbanizzazione finanzieranno la spesa corrente: una scelta assolutamente sbagliata. Non è vendendo il territorio che si garantisce stabilità finanziaria a un ente pubblico.
  • Nella relazione previsionale e programmatica vi sono diversi refusi (una tabella sui posti nelle strutture scolastiche, compreso l’asilo nido, fa addirittura una previsione sugli anni passati, e non sul futuro…), ma ci siamo soffermati su:
    1. Farmacia comunale. Il sindaco riferisce che ci sono contatti avviati con Fagnano e Rho, e che riprenderanno a settembre.
    2. Si dice che si modificherà il PGT. L’assessore Caprioli spiega che la modifica riguarda il rapporto tra edifici e parcheggi.
    3. Non si cita quanto ribadito a più riprese dal sindaco rispetto alla gestione sovracomunale del servizio rifiuti.

Punti 10 e 11. Si tratta della modifica dei regolamenti dell’Area feste e del Centro socioculturale. Gli emendamenti vengono presentati dal sindaco come studiati per concedere a tutte le associazioni le medesime opportunità. Premettendo che i regolamenti sono stati approvati dalla stessa amministrazione Melis nel 2010, gli emendamenti sono i seguenti:

Da così:

L’utilizzo delle strutture è in forma gratuita per le iniziative dell’Amministrazione Comunale e per le attività della biblioteca comunale; la gratuità è estesa ai seguenti soggetti pubblici:

  • Pro Loco
  • Istituto Comprensivo “Aldo Moro” di Solbiate Olona
  • Parrocchia e oratorio di Solbiate Olona
  • Manifestazioni patrocinate dal comune di Solbiate Olona”

A così:

L’utilizzo delle strutture è in forma gratuita per le iniziative dell’Amministrazione Comunale e per le attività della biblioteca comunale; la gratuità è estesa ai seguenti soggetti pubblici:

  • Istituto Comprensivo “Aldo Moro” di Solbiate Olona;
  • Per le manifestazioni della Pro Loco e di tutte le associazioni solbiatesi, solo se sono patrocinate dal Comune di Solbiate Olona,  con specifica della gratuità  delle  sale oppure delle aree interessate, ed a condizione che tali iniziative siano preventivamente concordate e segnalate alla  Società  Servizi.

In realtà l’unico effetto degli emendamenti è ridurre il margine di manovra della Pro Loco. Ciò risulta molto evidente dal momento che le condizioni (richiesta del patrocinio) per le altre associazioni sono invariate. Curioso, infine, che nella nuova formulazione si parli di “Pro Loco e di tutte le associazioni solbiatesi”: ma se la Pro Loco è un’associazione come tutte le altre, perché citarla espressamente nel regolamento? Abbiamo chiesto al sindaco quali manifestazioni organizzate in passato dalla Pro Loco potrebbero non ricevere il patrocinio, senza avere risposta.

Abbiamo approfittato della discussione per proporre due nostri emendamenti al regolamento, che sono stati accolti e che introducono la possibilità di inoltrare le richieste via email.

In conclusione è stata approvata una convenzione per quanto riguarda la banda larga (che era rimasta in sospeso fin troppo a lungo) e una mozione del gruppo Buongiorno Solbiate in tema di sicurezza stradale. Quel che si è riusciti ad ottenere è l’apertura di un tavolo di lavoro – dato che di nominare l’apposita commissione non c’è verso.

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L’equità fiscale e la propaganda

Un ente locale, come il Comune di Solbiate Olona, ha a disposizione non molte leve sulle quali poter agire per garantire equità fiscale. La capacità impositiva di un Comune, infatti, è limitata a poche voci e ha margini operativi relativamente stretti, se paragonati alla tassazione imposta dallo Stato a livello centrale.

I due strumenti attraverso i quali il Comune può finanziare (alcuni dei) i servizi che offre e che sono modulabili sono l’addizionale IRPEF (applicata sui redditi) e la TASI (la nuova tassa sui servizi indivisibili, che si applica a tutti gli immobili, compresa la prima casa). La TASI, insieme a IMU (non si paga sulla prima casa per legge, in tutta Italia, ma si paga sugli altri immobili) e TARI (nuova denominazione della tassa sui rifiuti, il cui gettito può coprire esclusivamente il costo di tale servizio), va a comporre la Imposta Unica Comunale (IUC). IMU e TARI hanno margini di manovra molto stretti, mentre addizionale IRPEF e TASI sono i due campi che offrono maggiore spazio al Comune per applicare la propria politica fiscale, e quindi decidere se aiutare le fasce della popolazione più deboli e maggiormente colpite dalla crisi, oppure se attingere in maniera uguale dalle tasche di tutti i cittadini (solbiatesi, nel nostro caso).

La giunta Melis ha deciso per la seconda ipotesi, decidendo di aumentare l’imposizione fiscale e di aumentarla in maniera uguale per tutti, il più abbiente e il meno abbiente, colui che possiede una casa di lusso e un reddito a molti zero e colui che vive in un monolocale con un reddito a pochi zero.

TUTTO AL CONTRARIO

Questa è un’immagine degli annunci estivi del sindaco. Successivamente vedremo come sono andate realmente le cose, esaminando quanto approvato durante il Consiglio comunale del 9 settembre, al quale abbiamo deciso di non partecipare in quanto convocato in maniera illegittima. La legalità, il rispetto di leggi e regolamenti, deve essere alla base di qualsiasi attività istituzionale (e non solo, ovviamente), e non possono essere concessi passi indietro e incertezze.

Melis IRPEF TASI

L’ADDIZIONALE IRPEF

L’addizionale IRPEF che l’amministrazione Melis aveva introdotto per sopperire ai mancati introiti dell’IMU, è stata portata da 0,2% a 0,35%. La fascia di esenzione rimane la stessa (12.000 euro annui), ma al di sopra di questa soglia la tassa si spalma in maniera “piatta” su tutti i redditi, al contrario di qualsiasi principio di giustizia sociale. L’IRPEF, ad esempio, è una tassa che aumenta all’aumentare del reddito, secondo aliquote progressive sulla base dei diversi scaglioni di reddito. L’addizionale introdotta dal Comune, invece, si configura come un balzello uguale per tutti, senza alcuna progressività.

LA TASI

La politica di applicazione della TASI è del tutto in linea con quella di applicazione dell’addizionale IRPEF: 0,1% su tutte le prime case. Sia che si possieda una casa di lusso, sia che si possieda un monolocale. E’ possibile introdurre progressività, differenziando tra queste due cattegorie? Certo. Lo hanno fatto diversi comuni della Valle Olona, applicando un’aliquota maggiore (solitamente 0,25%) ma introducendo delle detrazioni per le case con minore rendita catastale. Ecco il confronto con Fagnano Olona e Gorla Maggiore:

Tasi confronto

 

Qual è la differenza? Come vedete, la retta di Solbiate cresce in maniera proporzionale (secondo un coefficiente fisso, lo 0,1%), ma non progressiva: anche chi possiede una prima casa dalla modesta rendita catastale, in un periodo di particolare sofferenza, si trova a pagare la TASI, mentre a Fagnano e Gorla Maggiore sono esentate le case con rendita catastale fino a circa 350 euro. Allo stesso tempo, a Solbiate su immobili dall’elevata rendita catastale ricadranno oneri fiscali relativamente bassi se paragonati a quelli di Gorla Maggiore e Fagnano. Gorla Maggiore prevede inoltre delle detrazioni di 25 euro per ciascun figlio minorenne.

Possiamo semplificare facendo alcuni esempi inerenti la prima casa:

  • Abitazione civile, categoria A2, 4 vani, con rendita catastale pari a 330,53 Euro.
    • Solbiate: 55,53 Euro;
    • Gorla Maggiore: 18,82 Euro. (Con almeno un figlio minorenne, ZERO).
    • Fagnano Olona: 38,83 Euro.
  • Abitazione di tipo economico, categoria A3, 3 vani (appartamento) con rendita pari 185,92 Euro.
    • Solbiate: 31,24 Euro.
    • Gorla Maggiore: ZERO.
    • Fagnano Olona: ZERO.

Dalle simulazioni che abbiamo fatto, si possono fare ulteriori paragoni molto interessanti, su immobili che non sono prime case:

  • Ufficio di proprietà, categoria A10.
    • Solbiate: 60,74 Euro.
    • Gorla Maggiore: ZERO
  • Abitazione civile affittata, categoria A2, 8 vani, rendita catastale pari a 661,06 Euro.
    • Solbiate: 77,74 Euro (15,55 inquilino, 62,19 proprietario);
    • Gorla Maggiore: ZERO.
  • Laboratorio per arti e mestieri affittato, 135 mq, rendita pari a 160,36 Euro.
    • Solbiate: 16,50 Euro (3,30 inquilino, 13,20 proprietario);
    • Gorla Maggiore: ZERO.

Dove avrà mai preso i soldi Gorla Maggiore? Ovviamente dai proprietari di prime case con rendita catastale maggiore, ai quali ha chiesto un contributo maggiore.

La cosa difficile da fare era proprio questa: rendere l’imposta progressiva, gravando di meno sulle fasce di popolazione più in difficoltà. La cosa facile e populista è applicare la stessa aliquota a tutti, indistintamente.

CONCLUSIONI

Di sicuro negli altri comuni della Valle i rispettivi sindaci non potranno sbandierare la loro capacità di tenere l’aliquota al minimo (0,1%), ma saranno certi di aver applicato una politica fiscale più favorevole alle fasce di popolazione in particolare difficoltà, sulle quali la crisi pesa maggiormente. E la cosa difficile da fare è modulare, ricercare un’uguaglianza sostanziale, non spalmare su tutti lo stesso balzello. Sarà più difficile da spiegare, ma avremo fatto la cosa giusta per i nostri concittadini. Come rappresentato qui:

EQUITA' copia

[Aggiornamento] Ci abbiamo preso gusto e abbiamo fatto un paio di altre simulazioni.

  • Villino categoria A7 vani 6,5 rendita 503,55
    • Solbiate: Euro 84,60;
    • Gorla Maggiore: Euro 136,49 (con un figlio minorenne 111,49, con due figli minorenni 86,49);
    • Fagnano Olona: Euro 211,49 (nessuna detrazione prevista).

Inoltre, un caso per mostrare gli effetti dell’incremento dell’addizionale IRPEF: un lavoratore dipendente con stipendio netto mensile di 1.100 Euro:

Imponibile Irpef Euro 17.145,00

Addizionale comunale 2013: Euro 34,29

Addizionale comunale 2014: Euro 60,00

Un ringraziamento a Mara e Clara per “l’assistenza fiscale”.

Fantasie amministrative

Dagli organi di stampa (Varesenews e L’Informazione) apprendiamo che il sindaco Melis si sia lasciato andare alle ormai consuete falsità, dichiarando che “l’opposizione non ha accolto l’invito a partecipare ad una riunione allargata sul bilancio”, che “non ha proposto suggerimenti”, e che “si è persa nei meandri tecnici delle sterili polemiche”.
Se la riunione a cui si fa riferimento è quella svoltasi il 28 giugno scorso alle ore 11,30 presso il Municipio di Solbiate, affermiamo con piena certezza che la Lista Una Buona Idea ha partecipato. Se invece si tratta di un’altra riunione, allora non ci è pervenuto alcun invito.
Relativamente all’incontro di cui sopra la convocazione è stata comunicata dal capogruppo di maggioranza prima informalmente per telefono e poi in via più ufficiale tramite mail, ed in entrambi i casi è stato detto e scritto che si trattava di una riunione dei capogruppo per parlare di bilancio e in particolare della nuova IUC, Imposta Unica Comunale. Entrambi i gruppi di minoranza presenti in consiglio sono stati chiamati a partecipare esclusivamente con un altro, e uno soltanto, componente del proprio gruppo. Il primo pensiero è stato: ottimo, un buon tavolo di discussione.
Tuttavia a quel tavolo di discussione ci siamo trovati anche i rappresentanti delle altre forze politiche che non hanno seggi in consiglio. Niente di male se fosse stata una riunione allargata come l’ha definita Melis, ma doveva essere una convocazione dei capogruppo, rimanere sorpresi è più che lecito. Oltretutto se troviamo già seduti al tavolo ben tre rappresentanti del Movimento Cinque Stelle quando a noi era stato severamente imposto di partecipare al massimo in due persone, la sorpresa è non solo lecita, ma d’obbligo.
All’inizio di questa riunione è stata concordata la stesura di un verbale (ad opera di un componente del M5S su proposta di Melis) che a distanza di quasi un mese non abbiamo ancora ricevuto. Ci siamo aggiornati ad una nuova seduta con del materiale concreto su cui discutere, ovvero numeri, cifre, spese da coprire, che il Sindaco ha garantito ci avrebbe fornito al più presto. Probabilmente è ancora troppo presto, in quanto al momento non è ancora giunto nessun documento e nessuna nuova convocazione.
Sta di fatto che in questa riunione, in cui si doveva discutere della proposta della maggioranza, sono mancate proprio le basi su cui discutere: la maggioranza non ha fatto nessuna proposta. Si aspettava forse che fossero le minoranze a stendere il bilancio?
Siamo stati invitati a raccontare le nostre strategie a proposito di bilancio subito, in prima battuta, senza avere sotto mano nemmeno uno straccio di proposta della maggioranza, mentre invece dovrebbe essere prassi comune che chi amministra debba esporre le proprie proposte. Nonostante le ripetute domande, il Sindaco ha risposto sempre in maniera evasiva, molto evasiva, sugli orientamenti della Voce Solbiatese a proposito di bilancio, tranne che su di un argomento, sull’addizionale IRPEF, manifestando palesemente l’intenzione di aumentarla, applicando tra l’altro un metodo proporzionale suggerito tempo fa dal nostro candidato Vice-Sindaco Stefano Catone, che va a proteggere una fascia debole più ampia dell’attuale e applica coefficienti differenti a seconda delle fasce di reddito, per rendere la tassazione più equa possibile, così come espressamente definito nel programma elettorale di Una Buona Idea.
Teniamo inoltre a ribadire che l’IMU sulla prima casa non è che non la fa pagare il sindaco Melis: l’IMU sulla prima casa non è più prevista dalla legge di Stabilità, e ciò vale su tutto il territorio nazionale. Invitiamo il Sindaco a informarsi bene sulle norme, prima di sbandierare defiscalizzazioni che non sono certo merito suo.