La programmazione che non c’è, e che si dimentica anche dell’esistente

Il Consiglio comunale del 20 luglio 2017 ha avuto un protagonista principale, come giusto che fosse. Si tratta del Documento Unico di Programmazione 2018-2020, cioè il documento che contiene le linee strategiche di intervento dell’amministrazione, sul quale dovrebbe quindi basarsi il bilancio.

Come abbiamo evidenziato in fase di dibattito e con la nostra dichiarazione di voto, il DUP posto in votazione è un documento assolutamente scarno, composto alternando copia e incolla da altri documenti simili (in particolare si trovano ampie sovrapposizioni con quello di Cassano Magnago) con i titoli di alcune proposte, senza che siano minimamente dettagliate. Per fare un esempio, il DUP di Cassano Magnago esplicita tutte le asfaltature previste, strada per strada, mese per mese, mentre per interventi di enorme portata che dovrebbero coinvolgere il nostro territorio ci sono solamente i titoli. Su tutti “Ricollocazione dell’area feste”, senza nessuna altra informazione: come sia possibile chiedere un voto favorevole su una proposta tanto vaga resta a noi incomprensibile. Ma c’è di più: il DUP posto in votazione, infatti, dimentica palesemente di citare interventi e questioni che necessariamente ci troveremo ad affrontare. Non vengono mai citati i lavori connessi a Pedemontana in piazza a Solbiello, l’ex Oratorio femminile, la piscina comunale, la questione della gestione sovracomunale dei rifiuti, il programma per dotare Solbiate di hotspot wi-fi. Insieme a loro, anche il piano di intervento che porterà alla costruzione di un nuovo centro commerciale, che il sindaco, durante il dibattito, ha dichiarato apparterrà alla catena “Tigros”. Di tutte queste opere, e delle criticità relative alla loro gestione, non c’è traccia. Abbiamo votato contro «un documento scarno, che tradisce il proprio intento di programmazione, appiattendosi sulle necessità del momento».

Sempre in tema di bilancio, la maggioranza ha corretto se stessa, dopo che durante l’ultimo Consiglio comunale avevamo fatto osservare un errore nel bilancio pari a 696mila euro. L’errore era evidentissimo, eppure La Voce Solbiatese ha preferito approvare il documento per poi correggerlo.

Ci siamo invece astenuti sull’ampliamento della cartellonistica pubblicitaria, aumentata da 200 a 500 mq. Sulla base della normativa vigente il minimo per Solbiate è circa 66 mq e, inoltre, il bilancio 2016 prevedeva entrate pari a 76k euro, di cui ne sono state accertate 62k e, infine, incassate 52k. Il bilancio 2017 prevede un’entrata inferiore rispetto al 2016, pari a 61k euro. La maggioranza sostiene che si siano create nuove condizioni, ma in assenza di una mancata esplicitazione sia di queste che della localizzazione dei nuovi impianti pubblicitari abbiamo preferito astenerci.

Ha trovato il nostro consenso, invece, quanto proposto in termini di rivisitazione dei servizi socio-assistenziali: da un lato si è approvato un regolamento più chiaro dell’attuale che rende uniformi gli stessi su tutto il territorio del Medio Olona, mentre dall’altro lato sono state parallelamente portate alcune modifiche allo Statuto della relativa azienda speciale. Rispetto a queste modifiche abbiamo però voluto puntualizzare che Solbiate perderà potere di voto in base al nuovo sistema di votazione e che, inoltre, sono state previste maggioranze diverse per l’elezione e la revoca del presidente dell’Azienda (prima erano necessari i 2/3 dei voti per entrambe le cose, ora l’elezione viene innalzata al 75% e la revoca abbassata al 60%, cosa che ci sembra abbastanza paradossale).

Ci siamo espressi favorevolmente rispetto al rinnovo della convenzione sul coordinamento della polizia locale con Olgiate Olona e Marnate facendo notare, anche in questo caso, che il focus della convenzione è messo sui mesi estivi, ma il rinnovo è avvenuto solo a luglio inoltrato, essendo la convenzione scaduta a fine dicembre 2016. Inoltre, abbiamo chiesto delucidazioni sullo stato di avanzamento (che, in pratica, non si rileva) della cosiddetta “Maglia di sicurezza” del Medio Olona, progetto che avrebbe dovuto coinvolgere Comando Prov. CC, Prefettura, Questura, Castellanza, Cairate, Marnate, Gorla Minore e Maggiore, Fagnano, Solbiate e Olgiate. La proposta era stata avanzata dalla maggioranza, il Consiglio comunale l’ha approvata all’unanimità il 29 aprile 2015, eppure da allora non è stato realizzato nulla.

Infine, abbiamo espresso voto contrario sull’acquisizione dei terreni (nei pressi della rotonda tra via IV novembre e la provinciale) dove sono già iniziati i lavori per installare una stele a memoria del cimitero dei cecoslovacchi che lì sorgeva. Questo progetto passa solo incidentalmente in Consiglio comunale, dato che l’amministrazione ha portato avanti il tutto in Giunta, senza alcun tipo di condivisione, col risultato paradossale che è già stato commissionato e realizzato un progetto e sono stati previsti 35k euro per la realizzazione senza neppure che il Comune fosse proprietario dell’area, che era di proprietà del Demanio. L’acquisizione dell’area ci è costata circa 6k euro, che sommandosi ai 35k già citati portano a un totale di oltre 40k euro. Una cifra comunque importante, che crediamo avrebbe meritato una maggiore discussione pubblica. Tutto ciò non può che farci tornare all’inizio, alla discussione sul DUP, evidenziando ancora una volta come l’agire dell’amministrazione non sia basato su una attenta pianificazione, ma sulle sole necessità e idee del momento.

Annunci

Dalla parte della trasparenza. Sempre.

Il Consiglio comunale del 2 agosto 2016, convocato per votare una variante al Piano di Governo del Territorio, cioè un atto amministrativo che va in deroga alla normativa vigente, si è tenuto due volte. La prima volta è andata così:

consiglio solbiate

Sono le ore 13. Quelli vuoti sono i banchi della maggioranza, la Voce Solbiatese, che ha scientificamente disertato la seduta (nemmeno il sindaco Melis si è presentato) così da approvare la variante in seconda convocazione, la sera del 2 agosto, quando non è stato necessario raggiungere il numero legale. Un episodio che rimarrà nella storia di Solbiate, a segnarla negativamente: per quanto l’intervento in variante posto in votazione fosse limitato non bisogna infatti dimenticare che stiamo comunque approvando un progetto che va in deroga alla normativa ordinaria, costituita dal Piano di Governo del Territorio, cioè quello strumento pensato per bilanciare gli interessi del pubblico e gli interessi del privato. Una deroga percorre binari differenti, non previsti dalla normativa. Una deroga alla cui discussione si è sottratto il sindaco Melis, non presente neppure alla seconda convocazione. In questi casi risulta particolarmente importante porre attenzione sul metodo adottato, ed è proprio sul metodo che si è concentrata la prima parte della nostra dichiarazione di voto, che trovate di seguito e che vi invitiamo a leggere:

 

Dichiarazione di voto in merito al progetto in variante al PGT inerente al complesso industriale sito in via Ronchi 91 (Società Bea Srl/Immobiliare Ronchi Sas)

UNA QUESTIONE DI METODO

Merito e metodo sullo stesso piano. Il metodo spesso è il merito delle cose, soprattutto nel momento in cui si operano scelte che escono dal dettato normativo ordinario.

Sono due in questo caso le questioni di metodo che si pongono fortissime.

La prima riguarda il concetto di opportunità politica proprio di questa amministrazione. Non è possibile non rilevare, infatti, che nel medesimo periodo in cui Bea Srl-Immobiliare Ronchi sas proponeva il progetto in discussione, in deroga al vigente Piano di Governo del Territorio, la stessa figurava tra gli sponsor (cfr. la locandina dell’evento) della manifestazione organizzata dall’amministrazione comunale denominata “Echi della Valle Olona”, tenutasi nei giorni 20-24-25-26 giugno 2016. In particolare (cfr. Delibera GC 34/2016), il ricorso a sponsor è stato gestito attraverso il coinvolgimento dellla Soc. Coop. V. Veneto di Solbiate Olona (“relazione con gli sponsor, pagamento, prestazioni associazioni, fornitori e quanto altro occorrente per la buona riuscita della manifestazione”, si legge nella citata delibera), la quale avrebbe dovuto rendicontare “all’Amministrazione Comunale l’esito dei costi delle attività nonché i proventi ricevuti per le diverse fasi della manifestazione”. A seguito di verifica con gli uffici di Segreteria comunale, lo specchio di rendicontazione non risulta essere agli atti comunali, mentre il Sindaco sostiene di averlo visionato pubblicamente: quale valore può avere una rendicontazione che non si trova agli atti comunali, a detta del Sindaco, e della quale non c’è riscontro pubblica? Perché i cittadini solbiatesi non possono accedere liberamente – senza alcuna richiesta di accesso agli atti – all’elenco di privati che ha finanziato iniziative volute dall’amministrazione, nonostante la rendicontazione fosse richiesta dalla Giunta stessa?

I precedenti fatti configurano una evidente situazione di conflitto di interessi, di per sé non foriera di alcun illecito, ma che avrebbe certamente consigliato – data anche la mancata trasparenza – un’astensione dalla creazione di rapporti di sponsorizzazione, funzionali, tra l’altro, a una “cena offerta dagli sponsor, cui hanno partecipato l’amministrazione comunale, le autorità ospiti e la popolazione” (cfr. Echi Liberi, Luglio Agosto 2016, p. 41). Un’astensione maggiormente dovuta a causa della mancata dimensione pubblica della rendicontazione richiesta dall’amministrazione comunale.

Ricordiamo che «Il conflitto di interessi, in ambito giuspubblicistico, indica quella situazione in cui il titolare di una carica elettiva o di un pubblico ufficio ha (o è preposto alla cura di) un interesse economico privato tale da influenzare (o anche soltanto apparire di influenzare) l’esercizio dei suoi doveri pubblici, potendo preferire tale interesse all’interesse pubblico che dovrebbe perseguire in considerazione delle funzioni che è chiamato a svolgere.». (Pertici, 2002).

Se, come dice, l’amministrazione intende ispirare il proprio operato a criteri di trasparenza, il consiglio è quello di astenersi da condotte che configurano conflitti di interessi e di rendere di dominio pubblico la rendicontazione delle sponsorizzazioni private funzionali all’organizzazione di iniziative che essa stessa organizza delegando la gestione finanziaria a società private. D’altra parte la trasparenza è il primo metodo di prevenzione dei conflitti di interesse.

In secondo luogo, la variante al PGT che stiamo discutendo è la seconda variante di cui usufruirà la società Bea Srl-Immobiliare Ronchi sas. Pur essendo suo pieno diritto avanzare tale richiesta, ricordiamo all’amministrazione comunale che anche di recente il Consiglio di Stato ha ribadito il carattere eccezionale della procedura, “la quale non può essere surrettiziamente trasformata in una modalità “ordinaria” di variazione dello strumento urbanistico generale: pertanto, perché a tale procedura possa legittimamente farsi luogo, occorre che siano preventivamente accertati in modo oggettivo e rigoroso i presupposti di fatto richiesti dalla norma, e quindi anche l’assenza nello strumento urbanistico di aree destinate ad insediamenti produttivi ovvero l’insufficienza di queste, laddove per “insufficienza” deve intendersi, in costanza degli standard previsti, una superficie non congrua (e, quindi, insufficiente) in ordine all’insediamento da realizzare”.

Due varianti in pochi anni configurano una fuoriuscita dalla pianificazione territoriale che configura un metodo alternativo, costruito sulla deroga che infatti è uno strumento ideale per agire in conflitto di interessi.

Infine, non siamo per nulla sorpresi del fatto che la votazione si terrà in seconda seduta, dato che la prima convocazione è stata scientificamente disertata dai rappresentati della maggioranza facendo mancare il numero legale. Si tratta dell’ulteriore prova di disprezzo del Consiglio comunale da parte dell’amministrazione, utilizzato a proprio uso e consumo al solo fine di perseguire le politiche già adottata dalla Giunta. Per questo mi chiedo – e chiedo soprattutto a voi Consiglieri comunali di maggioranza -, che senso abbia il lavoro del Consiglio comunale: davvero credete che il vostro ruolo sia quello di sottostare a qualsiasi decisione presa dalla Giunta? Il mandato che vi è stato assegnato deriva dai cittadini solbiatesi ed è in nome di essi che dovete agire, non in nome del Sindaco pro tempore del Comune di Solbiate Olona.

 

UNA QUESTIONE DI MERITO

Essendo schierati da sempre dalla parte della tutela ambientale è doveroso rilevare alcuni elementi del progetto in variante che meritano una particolare attenzione.

  • La variante insiste su un’area già fortemente colpita dall’antropizzazione, tanto da non rispettare i criteri previsti dal PGT in merito alla superficie drenante.
  • Dalla documentazione non è possibile rilevare se si realizzerà un’ulteriore diminuzione di tale superficie, dato che si afferma che non si produrrà consumo di suolo, ma ARPA certifica una “diminuzione della superficie permeabile”.
  • ARPA stessa invita a prevedere “misure per contenere l’aumento delle pressioni sulle matrici ambientali”, ma di tali misure non vi è traccia nel progetto.
  • ARPA individua criticità anche per quanto riguarda l’intervento di ristrutturazione, in particolare in tema di efficientamento energetico, rilevando che il materiale utilizzato per la realizzazione delle pareti e delle coperture rispetterà i valori di trasmittanza termica previsti dalla DGR 8745/2008, mentre la norma ultima di riferimento è la DGR 3868/2015 e il Decreto 6480 del 30 luglio 2015, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla direttiva UE 2010/31 e successivi decreti ministeriali.
  • Nella relazione illustrativa (Elab. 01 e Elab. 02) si dice che “l’ampliamento che verrà realizzato in un secondo tempo con superfici indicate che potranno essere ubicate in aree diverse nel rispetto della SLP autorizzata nella presente Procedura”. L’aleatorietà della previsione è stata rilevata dalla provincia stessa, che ha ribadito come “la variante a mezzo SUAP approva un preciso progetto e solo quello, non anche modifiche successivi dello stesso”, le quali necessiterebbero a loro volta di un’ulteriore variante.

Per i motivi elencati in precedenza non posso che esprimere il voto contrario a nome del gruppo Una Buona Idea.

Stefano Catone

Tre mozioni per l’ambiente, il benessere e per fornire aiuti concreti

Abbiamo depositato oggi tre mozioni consiliari, con la richiesta che vengano messe in discussione durante il prossimo Consiglio comunale.

Si tratta di tre proposte che svariano su temi diversi, ma legate da un filo conduttore, quello della qualità della vita delle persone, del diritto a una vita dignitosa e del diritto a vivere in un ambiente sano. Sono questi, d’altra parte, i principi che ispiravano il nostro programma elettorale.

Mozione per la lotta agli sprechi alimentari e il recupero del cibo che andrebbe altrimenti sprecato

Dopo aver descritto le dimensioni dello spreco alimentare in Italia e nel mondo (che rappresentano un vero scandalo) si propone di intervenire con percorsi di sensibilizzazione e azioni concrete, rivolte soprattutto alle mense scolastiche e agli esercizi commerciali, per facilitare il recupero delle eccedenze in accordo con le associazioni presenti sul territorio.

Mozione per la costruzione di un’area fitness all’aperto

Abbiamo pensato che nella zona dove sorgevano i campi da tennis sarebbe molto bello – in virtù della vocazione sportiva dell’area – allestire una area fitness all’aperto, pubblica e ad accesso libero, dove chiunque possa recarsi per fare esercizio fisico. Un modo per mantenersi in forma, per socializzare, per restituire vitalità a un’area del paese troppo a lungo dimenticata.

Mozione per la raccolta dei rifiuti dispersi

In diverse zone di Solbiate, soprattutto quelle ai confini del Paese, non è raro imbattersi in rifiuti dispersi. Con questa mozione proponiamo che l’amministrazione stimoli nuovamente l’organizzazione della giornata ecologica, mettendo a disposizione strumenti, ma invitando soprattutto i cittadini a rendersi attivi.

Infine, abbiamo inviato al sindaco la richiesta di rendere navigabile l’archivio online dell’albo pretorio, che da troppo tempo risulta non funzionante.

Si tratta delle ennesime proposte che avanziamo in Consiglio comunale, convinti che il ruolo delle minoranze non sia solo di critica e sorveglianza rispetto all’azione dell’amministrazione, ma anche di stimolo, soprattutto nel momento in cui si riscontra una mancanza di progettualità.

Per la tutela dell’ambiente e del verde

Consiglio comunale dai pochi punti all’ordine del giorno, quello del 29 febbraio scorso, ma non per questo di minore importanza, anzi.

I lavori hanno visto la discussione di tre punti, il primo dei quali non prevedeva discussione, mentre i restanti due vertevano su un’unica questione.
Ma andiamo con ordine.
Il primo punto è stata la comunicazione della revoca delle deleghe all’assessore ai Servizi sociali e all’Istruzione, Andrea Aspesani. I motivi non sono stati chiariti, se non attraverso la lettura dell’atto amministrativo da parte del sindaco Melis, nel quale si esplicitava che tale decisione fosse necessaria per la prosecuzione dell’azione amministrativa. Cosa sia successo, quali siano i problemi sorti tra l’assessore e il sindaco (o il resto della Giunta? Non è dato sapere) non lo sappiamo, dato che il sindaco ha rifiutato, appellandosi alle prerogative garantite dalla legge, di fornire alcuna motivazione di carattere politico. Quel che restano sono i dubbi: come mai sono state revocate le deleghe a un assessore che ricopriva quel ruolo oramai dal 2009? Come mai il sindaco rifiuta di esporre le motivazioni? Cosa è successo perché si arrivasse alla revoca delle deleghe? Tutte queste domande, come dicevamo, restano ora senza risposta, e qui le riproponiamo.
Il secondo punto all’ordine del giorno prevedeva, su iniziativa dell’amministrazione, l’inserimento di un terreno di proprietà comunale nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del Patrimonio Immobiliare, il che vuol dire trasferirlo tra i beni “disponibili”, che sono quei beni che non sono funzionali all’esercizio delle funzioni istituzionali, e che quindi si possono vendere. Ovviamente si tratta di una scelta politica e programmatica: l’amministrazione può anche voler valorizzare un terreno mantenendolo a verde, ad esempio. In questo caso, invece, la scelta è di “valorizzarlo” consumandolo, cioè edificandovi secondo la propria destinazione urbanistica, “T4 Sistemi insediativi per l’economia locale”. Si tratta di un terreno collocato alle spalle del mini Iper, della dimensione di oltre 5.000 mq, sul quale ora insiste un bosco ceduo. Il terzo punto prevedeva la sdemanializzazione di una strada consorziale che insiste su questi stessi terreni.
Il fine, perciò, sembra essere chiaro, come dicevamo all’inizio: l’urbanizzazione di quest’area. Ritenendo che ci siano già numerose aree dismesse ed abbandonate da poter recuperare e ritenendo che l’urbanizzazione dei suoli abbia già oltrepassato la soglia di criticità, così come dimostrano tutti gli indicatori ambientali (dal consumo di suolo stesso, alla qualità dell’aria, a quella delle acque – perché anche se non sembra, la qualità di queste ultime e la capacità di assorbimento delle stesse è strettamente legata alla disponibilità di suolo), abbiamo espresso il nostro voto contrario, unici all’interno del Consiglio comunale. Siamo convinti che si possano coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo economico, e che, anzi, senza uno non ci possa essere l’altro. Un’amministrazione che non si limiti al presente ma che abbia uno sguardo lungo sul nostro futuro e su quello delle prossime generazioni non può prescindere da queste valutazioni.

12 ottobre 2015: report del Consiglio comunale

Del Consiglio comunale di lunedì 12 ottobre 2015 rimarranno solamente poche cose, ed è un peccato, perché poteva essere l’occasione per sperimentare percorsi che escono al di fuori dell’ordinaria amministrazione.

Anzi, l’ordinaria amministrazione è diventata straordinaria, lunedì 12 ottobre. Infatti il Consiglio comunale ha votato (con voto contrario delle minoranze) due variazioni di bilancio molto corpose (170mila e 228mila euro), approvate dalla Giunta a una distanza molto ristretta rispetto all’approvazione del bilancio preventivo (meno di un mese la prima, meno di due mesi la seconda). Nel merito, la prima variazione è determinata perlopiù da spostamenti da un capitolo all’altro di risorse e di nuove risorse determinate da un’errata stima del recupero di gettito IMU e dalla pubblicità. La seconda variazione, invece, prende 228mila euro di avanzo di amministrazione (dalla gestione precedente) per impegnarli in alcuni investimenti che a fine luglio non erano stati previsti e che – magicamente – sono stati previsti il 9 di settembre, quando la Giunta ha votato la variazione di cui stiamo parlando. Ovviamente una variazione di bilancio deve essere giustificata, e in questo caso si è parlato di “esigenze che presentavano carattere di urgenza”, per scoprire durante il dibattito che si trattava perlopiù di interventi di manutenzione (vedi i nuovi giochi per i parchi pubblici). E’ un bene che si facciano questi interventi, è un bene che i soldi se ci sono – e ci sono, come appare evidente – vengano spesi e non rimangano nelle casse pubbliche, ma allo stesso tempo non si può non rilevare l’incapacità di pianificare spese e investimenti.

Successivamente il Consiglio ha votato la presa d’atto del nuovo regolamento dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari dei Comuni di… Dei Comuni di… Ecco, è già stato un problema capire di quali Comuni stessimo parlando, perché nel documento nelle mani dell’amministrazione si parlava di Solbiate, Fagnano, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Marnate e Olgiate, mentre nel documento posto in votazione Olgiate non era presente! A seguito di alcune telefonate dell’assessore Aspesani, a Consiglio sospeso, si scopriva che Olgiate effettivamente non era da includere e che perciò il documento nelle mani dell’amministrazione era sbagliato. La discussione sul tema è proseguita trattando diversi punti del regolamento, che a una lettura approfondita risultano in alcuni casi di difficile interpretazione. Ne siamo usciti con i medesimi dubbi che avevamo all’inizio… Da parte nostra abbiamo proposto che tutti i documenti (regolamento, allegati, tabelle di compartecipazione alla spesa) siano resi disponibili sul sito del Comune, nel caso corredati da schede esplicative.

Il voto sulle nostre quattro mozioni (QUI i testi) è stato rapido e indolore in alcuni casi. Per la precisione:

  • Progressività fiscale: la maggioranza vota contro e d’altra parte c’era già stato modo di confrontarsi più volte. La Voce Solbiatese ritiene che sia giusta un’aliquota piatta, quindi tasse che incidono in proporzione uguale su tutti, a prescindere da reddito e patrimonio, mentre Una Buona Idea è per un’impostazione più progressiva.
  • Baratto amministrativo: la maggioranza vota contro, un po’ perché ci sono i voucher, un po’ perché è una pratica amministrativa non ancora consolidata, un po’ perché difficile da attuare. A noi sembrava e sembra una buona idea per offrire un’opportunità in più.
  • Bilancio partecipato: la maggioranza vota… A favore! Siamo contentissimi e ora aspettiamo di essere coinvolti nell’elaborazione, che speriamo avvenga il più presto possibile!
  • Mozione “no slot”: la maggioranza vota contro, e sinceramente non è chiaro il motivo. Un insieme di “andrebbero a giocare in altri paesi… chi dovrebbe fare qualcosa per davvero è il governo… bisogna fare formazione nelle scuole (cosa prevista nella mozione, tra l’altro)… non sarebbe comunque efficace… tanto a Solbiate sono poche le slot machines…”. Insomma, tanti argomenti, decisamente deboli. Ricordiamo che la nostra proposta prevedeva la creazione di un marchio “free slot” per gli esercizi commerciali senza slot machines e VLT, con conseguente agevolazione fiscale, e una campagna di sensibilizzazione sul territorio. La nostra proposta – lo specifichiamo – non conteneva alcun obbligo per le attività commerciali, ma solamente la possibilità di aderire alla campagna di sensibilizzazione. Resta un argomento che ci sta molto a cuore: ci inventeremo qualcosa per riportarlo all’attenzione.

Il Consiglio si è chiuso con due interrogazioni a firma Buongiorno Solbiate. La prima era la seguente:

Schermata 2015-10-19 alle 21.28.49
​Segnatevi “Delibera di Giunta GC53”, “successive determinazioni”, “affidamento dell’incarico legale”, “sviluppi riguardo alla pratica giudiziaria”. Ve le siete segnate? Ok. A seguito della lettura di un lungo dossier preparato dall’amministrazione per rispondere all’interrogazione (dossier senz’altro esaustivo), e della domanda del consigliere Brogin con la quale si è scoperto che ora la pratica è nelle mani del solo avvocato Luigi Ciaraffa, il sottoscritto Stefano Catone chiedeva di intervenire per avere delucidazioni riguardo l’affidamento degli incarichi legali. Il sindaco Melis e il segretario Bottari hanno ritenuto di non dover rispondere e di non permettere che il sottoscritto potesse porre domande per due ragioni: la prima che l’interrogante fosse il consigliere Brogin e non il sottoscritto, la seconda che fosse un argomento non compreso nell’interrogazione. Se la prima obiezione potrebbe essere accettata (nonostante la prassi in Consiglio comunale a Solbiate sia opposta), la seconda no, e il motivo risulta evidente se vi siete segnati i virgolettati che ho citato qui sopra: la domanda era assolutamente pertinente e in tema.

Con la seconda interrogazione l’amministrazione ha garantito la posa delle mensole della copertura della palestra delle scuole medie in tempi rapidi, contestualmente ai lavori di ristrutturazione (la stessa amministrazione aveva garantito che sarebbe avvenuta durante l’estate, per non arrecare disturbo).

Per concludere, come abbiamo fatto anche in Consiglio, evidenziamo il fatto che, nonostante l’impegno dell’amministrazione per la convocazione dei capigruppo prima del consiglio, questa non sia avvenuta, e ci auguriamo che la prossima volta ci sia occasione.

Lungo report del (lungo) Consiglio comunale di lunedì 20 luglio

Ancor prima dell’inizio dei lavori abbiamo chiesto lumi sulla mancata calendarizzazione della nostra mozione in tema di progressività fiscale (assolutamente pertinente con l’ordine del giorno del Consiglio stesso, tra l’altro). Il Sindaco, come ha comunicato per iscritto contestualmente alla convocazione del Consiglio, riteneva fosse stata discussa durante la riunione dei capigruppo sul bilancio preventivo di fine giugno… Dato che il ritiro di una mozione (così come di un’interrogazione) è esclusiva facoltà del consigliere comunale che l’ha presentata, non si capisce da dove sia derivato questo potere del sindaco. La mozione verrà perciò ripresentata.

I primi due punti all’ordine del giorno sono durati il tempo di una votazione. Erano entrambe richieste di emendamenti ai verbali della seduta precedenti, formulati anche sulla base delle registrazioni. Ma non c’è stato niente da fare: la maggioranza ha votato contro.

Il terzo punto prevedeva una modifica del regolamento IUC per quanto riguarda la «produzione di rifiuti urbani o assimilati e di rifiuti speciali non assimilati o di sostanze comunque non conferibili al pubblico servizio», in particolare la percentuale di abbattimento della superficie imponibile nel caso in cui «non sia obiettivamente possibile o sia sommamente difficoltoso individuare le superfici escluse da tributo». La modifica prevede l’individuazione di diverse categorie e quindi di diverse percentuali d’abbattimento. Se tale modulazione può apparire necessaria, è sicuramente altrettanto necessario che questa possibilità venga comunicata alle aziende (dato che spetta a loro fornire la documentazione e inoltrare la domanda). Abbiamo perciò chiesto che l’Amministrazione si impegni in una campagna comunicativa.

I punti quattro, cinque, sei e sette sono stati discussi cumulativamente, dato che (non) intervenivano sulle aliquote delle imposte locali. Di fatto resta tutto invariato. L’unica variazione che si registra è sulla TARI: l’anno scorso era stato stimato un costo del servizio più alto. Per quanto riguarda l’IMU abbiamo chiesto un’aliquota agevolata per gli immobili ad uso abitazione principale concessa in uso gratuito a figli o genitori – come già avviene a Gorla Maggiore. Per quanto riguarda TASI e addizionale IRPEF, invece, abbiamo riproposto di rivederle ispirandosi a criteri di progressività, perché chi ha di meno paghi di meno, e chi ha di più paghi di più – a gettito invariato. Una cosa che si fa in diversi comuni della zona, e che potevamo fare anche a Solbiate già dall’anno scorso. Ma si sa, è molto più semplice dire che la TASI è allo 0,1% per tutti… A conclusione, il gettito fiscale rimarrà di fatto invariato, nonostante l’ampio avanzo dell’anno scorso.

Punto otto: bilancio di previsione 2015. A metà luglio, e già questo dovrebbe dire (quasi) tutto. Ad ogni modo, la discussione è stata decisamente lunga e difficile da sintetizzare, avendo spaziato per tutti i settori del bilancio. Riportiamo solamente alcuni punti:

  • Per quanto riguarda le entrate, la voce “altre imposte” ammontava a oltre 30mila euro sia nel preventivo che nel consuntivo 2014. Ora è scesa a 9mila euro. Non ci è stata data risposta sulle ragioni e sulla composizione di tale voce.
  • Aumenta notevolmente la voce di spesa corrente «Funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo» (Consuntivo 2013: 903k; Preventivo 2014: 939k; Consuntivo 2014: 825k; Preventivo 2015: 1.042k). Dopo diverse ricerche ci è stato detto che l’aumento è dovuto a un cambiamento nelle risorse umane.
  • Per quanto riguarda la chiusura dell’asilo nido, alla fine siamo riusciti ad avere una cifra dall’assessore Aspesani: 12mila euro è il risparmio che la soppressione dell’asilo genererà da qui alla fine dell’anno. Rimane la nostra critica alla scelta di chiudere l’asilo nido, nonostante la domanda di posti non sia svanita, ma semplicemente si è spostata da altre parti (asilo nido privato e caserma). Il problema sta alla fonte: come mai l’asilo nido di Solbiate non era più competitivo? E nel caso la domanda totale non potesse essere soddisfatta dalle altre strutture, come si farà? La chiusura di una struttura comunale toglie garanzie ai solbiatesi nel medio periodo.
  • Segnaliamo nuovamente – con la speranza che tutto si concluda nel migliore dei modi – la questione #scuolenuove. Si tratta dello sblocco del patto di stabilità concesso dal governo per interventi di edilizia scolastica. Solbiate poteva beneficiare di 150mila euro nel 2014 e 150mila euro nel 2015, per interventi “immediatamente cantierabili”. In realtà l’Amministrazione, a ridosso delle elezioni, ha fatto richiesta pur in mancanza di interventi “immediatamente cantierabili”, e quindi non ha speso i 150mila euro previsti nel 2014. Ci auguriamo possano essere spesi nel 2015, anche se:
    1. La progettazione è ancora in una fase molto preliminare (studio di fattibilità).
    2. Sul sito del Ministero si legge:Il nostro Comune ha ricevuto l’allentamento del Patto di Stabilità per il 2014. Non siamo riusciti a concludere tutti i pagamenti entro il 31/12/2014. E’ possibile trasferire i pagamenti residui nel 2015? E’ previsto un allentamento del Patto di Stabilità anche per l’anno corrente?

      L’utilizzo degli spazi finanziari in un esercizio finanziario diverso da quello individuato dalla norma comporta l’individuazione di una nuova copertura finanziaria che permetta l’allentamento del Patto di Stabilità anche nel 2015.

      Al momento tale copertura non è stata individuata ma la Struttura di missione per l’edilizia scolastica si sta adoperando perché entro pochi mesi si possa procedere ad un nuovo allentamento del Patto, proprio per permettere ai Comuni di concludere i lavori e liquidare le imprese.

  • 28mila euro di proventi da oneri di urbanizzazione finanzieranno la spesa corrente: una scelta assolutamente sbagliata. Non è vendendo il territorio che si garantisce stabilità finanziaria a un ente pubblico.
  • Nella relazione previsionale e programmatica vi sono diversi refusi (una tabella sui posti nelle strutture scolastiche, compreso l’asilo nido, fa addirittura una previsione sugli anni passati, e non sul futuro…), ma ci siamo soffermati su:
    1. Farmacia comunale. Il sindaco riferisce che ci sono contatti avviati con Fagnano e Rho, e che riprenderanno a settembre.
    2. Si dice che si modificherà il PGT. L’assessore Caprioli spiega che la modifica riguarda il rapporto tra edifici e parcheggi.
    3. Non si cita quanto ribadito a più riprese dal sindaco rispetto alla gestione sovracomunale del servizio rifiuti.

Punti 10 e 11. Si tratta della modifica dei regolamenti dell’Area feste e del Centro socioculturale. Gli emendamenti vengono presentati dal sindaco come studiati per concedere a tutte le associazioni le medesime opportunità. Premettendo che i regolamenti sono stati approvati dalla stessa amministrazione Melis nel 2010, gli emendamenti sono i seguenti:

Da così:

L’utilizzo delle strutture è in forma gratuita per le iniziative dell’Amministrazione Comunale e per le attività della biblioteca comunale; la gratuità è estesa ai seguenti soggetti pubblici:

  • Pro Loco
  • Istituto Comprensivo “Aldo Moro” di Solbiate Olona
  • Parrocchia e oratorio di Solbiate Olona
  • Manifestazioni patrocinate dal comune di Solbiate Olona”

A così:

L’utilizzo delle strutture è in forma gratuita per le iniziative dell’Amministrazione Comunale e per le attività della biblioteca comunale; la gratuità è estesa ai seguenti soggetti pubblici:

  • Istituto Comprensivo “Aldo Moro” di Solbiate Olona;
  • Per le manifestazioni della Pro Loco e di tutte le associazioni solbiatesi, solo se sono patrocinate dal Comune di Solbiate Olona,  con specifica della gratuità  delle  sale oppure delle aree interessate, ed a condizione che tali iniziative siano preventivamente concordate e segnalate alla  Società  Servizi.

In realtà l’unico effetto degli emendamenti è ridurre il margine di manovra della Pro Loco. Ciò risulta molto evidente dal momento che le condizioni (richiesta del patrocinio) per le altre associazioni sono invariate. Curioso, infine, che nella nuova formulazione si parli di “Pro Loco e di tutte le associazioni solbiatesi”: ma se la Pro Loco è un’associazione come tutte le altre, perché citarla espressamente nel regolamento? Abbiamo chiesto al sindaco quali manifestazioni organizzate in passato dalla Pro Loco potrebbero non ricevere il patrocinio, senza avere risposta.

Abbiamo approfittato della discussione per proporre due nostri emendamenti al regolamento, che sono stati accolti e che introducono la possibilità di inoltrare le richieste via email.

In conclusione è stata approvata una convenzione per quanto riguarda la banda larga (che era rimasta in sospeso fin troppo a lungo) e una mozione del gruppo Buongiorno Solbiate in tema di sicurezza stradale. Quel che si è riusciti ad ottenere è l’apertura di un tavolo di lavoro – dato che di nominare l’apposita commissione non c’è verso.

Il rivoluzionario

Qualche tempo fa, alla pesa di Solbiate, i Carabinieri mi fermarono per un normale controllo. Dopo aver eseguito la verifica dei miei documenti tornarono verso di me e mi dissero: “Ah, ma lei è il rivoluzionario!”. Era il periodo delle elezioni dell’anno scorso, in cui venivamo segnalati alla questura dal caro Melis per qualunque cosa, persino se ci trovavamo in Piazza Gabardi con la stampa.
Sentirsi dire certe cose da dei pubblici ufficiali, può scatenare varie reazioni, ma sicuramente non può lasciare impassibile. Dato che tutto mi sembrava alquanto ridicolo, mi misi a sorridere, scherzai e scambiai anche qualche battuta con le forze dell’ordine. Solo in un secondo momento mi fermai a riflettere: se i Carabinieri mi danno del rivoluzionario, chissà che fascicolo che hanno su di me! Sta di fatto che non mi arrestarono, e anche oggi sono a “piede libero”. Vuol dire che essere rivoluzionario, in fondo, non è vietato dalla legge. Vuol dire che essere rivoluzionario non equivale ad essere un Black bloc, ma semplicemente una persona che si batte per dei valori che vede calpestati, e che lotta, nel limite delle sue capacità, contro chi abusa del proprio potere.

E allora tutti noi di Una Buona Idea siamo rivoluzionari, e siamo anche orgogliosi di esserlo.

Ma cosa vuol dire oggi essere rivoluzionario? Viviamo in una sorta di mondo alla rovescia, dove l’illecito è diventato normale, dove i politici fanno spettacolo e gli attori, i cantanti, i comici, si occupano della politica. Dove la cultura è giudicata superflua e dispendiosa, praticamente inutile. Dove chi dovrebbe dare il buon esempio si vanta delle sue malefatte e giudica stupido chi si ostina a credere nella legalità, e lo discredita, lo calunnia, lo annienta [lo querela, aggiungiamo noi]. E la parola rivoluzione assume un significato più profondo, che riguarda anche il comportamento di ognuno di noi.

Oggi, rivoluzionario è il coraggio, rivoluzionaria è la sobrietà, l’educazione, la cultura, l’arte, rivoluzionario è il diritto alla scuola, al lavoro, alla salute, rivoluzionario è l’accesso alla conoscenza, rivoluzionario è il rifiuto della volgarità, anche quella dilagante dell’ostentazione del lusso, rivoluzionario è il rifiuto della violenza, anche quella verbale, rivoluzionario è dire a chi cerca di corromperti: “No, grazie”. Rivoluzionario è insegnare ai propri figli il rispetto di tutte le diversità, l’accoglienza, la compassione, la fratellanza, la capacità e la volontà di provare a condividere il dolore degli altri, rivoluzionario è combattere il pregiudizio, rivoluzionaria è la ricerca della bellezza, rivoluzionario è spegnere la televisione e dedicarsi ai propri cari, coltivare delle passioni, continuare a giocare, rivoluzionario è il sorriso, la gentilezza, l’umiltà, il saper ridere anche di noi stessi e delle nostre miserie, rivoluzionaria è la semplicità, il godere di un buon cibo, di un buon vino, rivoluzionario è divertirsi ballando fino alle quattro del mattino senza bisogno di additivi chimici, rivoluzionario è guardarsi allo specchio senza vergognarsi di ciò che vediamo riflesso, rivoluzionario è non sentirsi al centro dell’universo e guardare altro oltre noi stessi, rivoluzionario è fare bene il proprio lavoro qualsiasi esso sia, rivoluzionaria è l’onestà, anche e soprattutto quella intellettuale, rivoluzionaria è l’etica, rivoluzionario è il coraggio delle proprie idee, rivoluzionario è chiedersi sempre che cosa si nasconda dietro le notizie dell’informazione ufficiale, non smettere mai di cercare, ragionare con la propria testa e porsi sempre delle domande, rivoluzionario è l’approfondimento contro la superficialità, rivoluzionario è il giornalismo della “seconda domanda”, rivoluzionario è non piegare la testa di fronte ai potenti, chiunque essi siano. Rivoluzionario è schierarsi sempre dalla parte degli ultimi, chiunque essi siano.

Rivoluzionaria è la curiosità, la libertà di pensiero, rivoluzionaria è la coerenza, la gratitudine, la capacità di chiedere scusa, rivoluzionaria è la dignità, il rispetto, il perdono, rivoluzionaria è l’indignazione per l’ingiustizia ovunque si verifichi e avere il coraggio di gridarla, rivoluzionario è combattere l’avidità che è il più pericoloso dei mali, rivoluzionario è dare un senso alla propria vita rivendicando il diritto alla felicità ma avendo la consapevolezza che questo non passa solo attraverso il denaro. Rivoluzionario è fare ognuno il proprio dovere di cittadino ricercando sempre la verità, che è la più grande delle rivoluzioni.

Ho fatto mio un articolo di Fiorella Mannoia comparso sul Fatto Quotidiano, condividendo ogni singolo passaggio.

Ma oltre a essere rivoluzionari, siamo anche offesi, molto offesi. Offesi dai vecchi (mi riferisco al Vice-Sindaco) che anziché insegnare, dall’alto delle loro cariche non provano la minima vergogna a dichiarare il falso. Offesi dai giovani (consiglieri di maggioranza e altre figure…) che pur di apparire e mantenere un cadreghino di poco conto si prestano a scenette ridicole mossi come burattini. Offesi da professionisti (Ass. ai lavori pubblici e Ass. al bilancio) che non conoscono il lavoro svolto, che demandano ad altri l’acquisizione di conoscenze, e che si adeguano ad un sistema marcio. Offesi da autorità (Sindaco) autoritaria e mai autorevole.

Mercoledì 29 aprile, io e Giuseppe Catone (papà di Stefano, e una delle persone più buone del nostro gruppo) siamo stati espulsi dal Consiglio Comunale. L’onestà intellettuale ci impone di dire che è stato corretto allontanarci, in quanto siamo intervenuti verbalmente durante una seduta consiliare. Sono cose che non si dovrebbero fare perché vanno contro i regolamenti. Forse è la prima volta che accade nella storia solbiatese. Non so cosa ci succederà, se verremo diffidati, denunciati, sanzionati o crocefissi sulla pubblica piazza a monito degli altri cittadini solbiatesi che oseranno dire ciò che pensano.

In quell’occasione non siamo riusciti a trattenerci e abbiamo seguito l’impellente necessità di gridare a tutti che non è possibile continuare a stare zitti e impassibili. Non siamo riusciti a contenere la nostra collera di fronte ad un’amministrazione che:

  • Stende verbali di consiglio esclusivamente secondo la propria visione dei fatti, senza sottoporli alla regolare approvazione consiliare;
  • Vota contraria ad un emendamento sacrosanto presentato da Una Buona Idea che chiedeva di mettere a verbale quanto effettivamente accaduto nel consiglio comunale del 16 marzo 2015 relativamente alle bugie dette dal vice-sindaco;
  • Trasforma, a proprio favore, la documentazione del revisore dei conti nell’ambito del consiglio;
  • È dotata di un assessore al bilancio che non sa nemmeno cosa c’è scritto nel bilancio;
  • Concede deroghe al pagamento delle tasse agli amici imprenditori;
  • Presenta una mozione sbagliata nella forma (e successivamente corretta da quelli della minoranza);
  • Utilizza i propri consiglieri come burattini nell’ambito di un teatrino messo in scena in Consiglio comunale;
  • Su una pagina distribuita a minoranza e pubblico in cui descrive la “Maglia della sicurezza” riesce a scrivere sbagliate 3 parole su 34;
  • Pensa che “le travi in cemento della palestra si stanno sfaldando a causa del continuo sfregamento tra le parti” [parole dei Sindaco] dando una nuova definizione di spalling, fenomeno riscontrato dalla perizia, che nemmeno un ubriaco riuscirebbe a blaterare [Spalling: espulsione locale del copriferro, che avviene quando le tensioni che si generano nel calcestruzzo a causa dei fenomeni espansivi che accompagnano la formazione della ruggine, superano la resistenza a trazione del materiale];
  • Pensa che le mensole in acciaio zincato previste per la messa in sicurezza della palestra servano solo per non sporcare il pavimento a fronte della caduta di qualche calcinaccio[1];
  • Approva il “Progetto esecutivo lavori di messa in sicurezza e ripristino cementi armati trave appoggio copertura palestre scuole medie” fatto da non si sa chi della Solbiate Olona Servizi e firmato in qualità di progettista dal Segretario Comunale [ovviamente il Segretario non ha la benché minima competenza tecnica in materia di cemento, travi e quant’altro, e al massimo avrebbe potuto firmare in qualità di Responsabile del Procedimento, carica che riveste, e non di Progettista!];
  • Continua a sostenere il falso nell’ambito della mancata apposizione dell’ordinanza della chiusura della palestra;
  • Accusa la minoranza di non conoscere norme e leggi che vengono inventate sul momento da questa amministrazione, creativa e indisponente;
  • Urla e sbraita contro i componenti della minoranza, senza alcun rispetto dei ruoli e delle persone;
  • Non risponde a domande pertinenti e chiare, ribaltando ogni volta tutto il discorso.

A questo punto ci chiediamo: chi vuole continuare a rimanere in silenzio? Quanti di voi si sentono offesi? Chi ha voglia di partecipare attivamente a questa rivoluzione?

Roberto Viganò

PS: Un consiglio. Fate attenzione ad entrare nella palestra delle scuole medie. Guardatevi in alto, e magari indossate anche un bel caschetto di protezione. I lavori fatti non corrispondono a quanto prescritto nella perizia svolta dall’ingegnere strutturale incaricato dal Comune.

[1] Dalla prescrizioni della perizia per un intervento immediato di messa in sicurezza:
Realizzazione di un appoggio adeguato, in corrispondenza di ciascuna nervatura del regolo, mediante la costruzione di mensole in acciaio zincato, tassellate alla trave portante, che tengano conto dei carichi permanenti e accidentali che gravano intorno in corrispondenza dell’appoggio (la reazione vincolare in corrispondenza dell’appoggio di ciascuna nervatura del tegolo è di 50kN). Inoltre, a lavori conclusi si consiglia un monitoraggio semestrale della condizione superficiale delle travi e della superficie di appoggio dei tegoli.