Il rivoluzionario

Qualche tempo fa, alla pesa di Solbiate, i Carabinieri mi fermarono per un normale controllo. Dopo aver eseguito la verifica dei miei documenti tornarono verso di me e mi dissero: “Ah, ma lei è il rivoluzionario!”. Era il periodo delle elezioni dell’anno scorso, in cui venivamo segnalati alla questura dal caro Melis per qualunque cosa, persino se ci trovavamo in Piazza Gabardi con la stampa.
Sentirsi dire certe cose da dei pubblici ufficiali, può scatenare varie reazioni, ma sicuramente non può lasciare impassibile. Dato che tutto mi sembrava alquanto ridicolo, mi misi a sorridere, scherzai e scambiai anche qualche battuta con le forze dell’ordine. Solo in un secondo momento mi fermai a riflettere: se i Carabinieri mi danno del rivoluzionario, chissà che fascicolo che hanno su di me! Sta di fatto che non mi arrestarono, e anche oggi sono a “piede libero”. Vuol dire che essere rivoluzionario, in fondo, non è vietato dalla legge. Vuol dire che essere rivoluzionario non equivale ad essere un Black bloc, ma semplicemente una persona che si batte per dei valori che vede calpestati, e che lotta, nel limite delle sue capacità, contro chi abusa del proprio potere.

E allora tutti noi di Una Buona Idea siamo rivoluzionari, e siamo anche orgogliosi di esserlo.

Ma cosa vuol dire oggi essere rivoluzionario? Viviamo in una sorta di mondo alla rovescia, dove l’illecito è diventato normale, dove i politici fanno spettacolo e gli attori, i cantanti, i comici, si occupano della politica. Dove la cultura è giudicata superflua e dispendiosa, praticamente inutile. Dove chi dovrebbe dare il buon esempio si vanta delle sue malefatte e giudica stupido chi si ostina a credere nella legalità, e lo discredita, lo calunnia, lo annienta [lo querela, aggiungiamo noi]. E la parola rivoluzione assume un significato più profondo, che riguarda anche il comportamento di ognuno di noi.

Oggi, rivoluzionario è il coraggio, rivoluzionaria è la sobrietà, l’educazione, la cultura, l’arte, rivoluzionario è il diritto alla scuola, al lavoro, alla salute, rivoluzionario è l’accesso alla conoscenza, rivoluzionario è il rifiuto della volgarità, anche quella dilagante dell’ostentazione del lusso, rivoluzionario è il rifiuto della violenza, anche quella verbale, rivoluzionario è dire a chi cerca di corromperti: “No, grazie”. Rivoluzionario è insegnare ai propri figli il rispetto di tutte le diversità, l’accoglienza, la compassione, la fratellanza, la capacità e la volontà di provare a condividere il dolore degli altri, rivoluzionario è combattere il pregiudizio, rivoluzionaria è la ricerca della bellezza, rivoluzionario è spegnere la televisione e dedicarsi ai propri cari, coltivare delle passioni, continuare a giocare, rivoluzionario è il sorriso, la gentilezza, l’umiltà, il saper ridere anche di noi stessi e delle nostre miserie, rivoluzionaria è la semplicità, il godere di un buon cibo, di un buon vino, rivoluzionario è divertirsi ballando fino alle quattro del mattino senza bisogno di additivi chimici, rivoluzionario è guardarsi allo specchio senza vergognarsi di ciò che vediamo riflesso, rivoluzionario è non sentirsi al centro dell’universo e guardare altro oltre noi stessi, rivoluzionario è fare bene il proprio lavoro qualsiasi esso sia, rivoluzionaria è l’onestà, anche e soprattutto quella intellettuale, rivoluzionaria è l’etica, rivoluzionario è il coraggio delle proprie idee, rivoluzionario è chiedersi sempre che cosa si nasconda dietro le notizie dell’informazione ufficiale, non smettere mai di cercare, ragionare con la propria testa e porsi sempre delle domande, rivoluzionario è l’approfondimento contro la superficialità, rivoluzionario è il giornalismo della “seconda domanda”, rivoluzionario è non piegare la testa di fronte ai potenti, chiunque essi siano. Rivoluzionario è schierarsi sempre dalla parte degli ultimi, chiunque essi siano.

Rivoluzionaria è la curiosità, la libertà di pensiero, rivoluzionaria è la coerenza, la gratitudine, la capacità di chiedere scusa, rivoluzionaria è la dignità, il rispetto, il perdono, rivoluzionaria è l’indignazione per l’ingiustizia ovunque si verifichi e avere il coraggio di gridarla, rivoluzionario è combattere l’avidità che è il più pericoloso dei mali, rivoluzionario è dare un senso alla propria vita rivendicando il diritto alla felicità ma avendo la consapevolezza che questo non passa solo attraverso il denaro. Rivoluzionario è fare ognuno il proprio dovere di cittadino ricercando sempre la verità, che è la più grande delle rivoluzioni.

Ho fatto mio un articolo di Fiorella Mannoia comparso sul Fatto Quotidiano, condividendo ogni singolo passaggio.

Ma oltre a essere rivoluzionari, siamo anche offesi, molto offesi. Offesi dai vecchi (mi riferisco al Vice-Sindaco) che anziché insegnare, dall’alto delle loro cariche non provano la minima vergogna a dichiarare il falso. Offesi dai giovani (consiglieri di maggioranza e altre figure…) che pur di apparire e mantenere un cadreghino di poco conto si prestano a scenette ridicole mossi come burattini. Offesi da professionisti (Ass. ai lavori pubblici e Ass. al bilancio) che non conoscono il lavoro svolto, che demandano ad altri l’acquisizione di conoscenze, e che si adeguano ad un sistema marcio. Offesi da autorità (Sindaco) autoritaria e mai autorevole.

Mercoledì 29 aprile, io e Giuseppe Catone (papà di Stefano, e una delle persone più buone del nostro gruppo) siamo stati espulsi dal Consiglio Comunale. L’onestà intellettuale ci impone di dire che è stato corretto allontanarci, in quanto siamo intervenuti verbalmente durante una seduta consiliare. Sono cose che non si dovrebbero fare perché vanno contro i regolamenti. Forse è la prima volta che accade nella storia solbiatese. Non so cosa ci succederà, se verremo diffidati, denunciati, sanzionati o crocefissi sulla pubblica piazza a monito degli altri cittadini solbiatesi che oseranno dire ciò che pensano.

In quell’occasione non siamo riusciti a trattenerci e abbiamo seguito l’impellente necessità di gridare a tutti che non è possibile continuare a stare zitti e impassibili. Non siamo riusciti a contenere la nostra collera di fronte ad un’amministrazione che:

  • Stende verbali di consiglio esclusivamente secondo la propria visione dei fatti, senza sottoporli alla regolare approvazione consiliare;
  • Vota contraria ad un emendamento sacrosanto presentato da Una Buona Idea che chiedeva di mettere a verbale quanto effettivamente accaduto nel consiglio comunale del 16 marzo 2015 relativamente alle bugie dette dal vice-sindaco;
  • Trasforma, a proprio favore, la documentazione del revisore dei conti nell’ambito del consiglio;
  • È dotata di un assessore al bilancio che non sa nemmeno cosa c’è scritto nel bilancio;
  • Concede deroghe al pagamento delle tasse agli amici imprenditori;
  • Presenta una mozione sbagliata nella forma (e successivamente corretta da quelli della minoranza);
  • Utilizza i propri consiglieri come burattini nell’ambito di un teatrino messo in scena in Consiglio comunale;
  • Su una pagina distribuita a minoranza e pubblico in cui descrive la “Maglia della sicurezza” riesce a scrivere sbagliate 3 parole su 34;
  • Pensa che “le travi in cemento della palestra si stanno sfaldando a causa del continuo sfregamento tra le parti” [parole dei Sindaco] dando una nuova definizione di spalling, fenomeno riscontrato dalla perizia, che nemmeno un ubriaco riuscirebbe a blaterare [Spalling: espulsione locale del copriferro, che avviene quando le tensioni che si generano nel calcestruzzo a causa dei fenomeni espansivi che accompagnano la formazione della ruggine, superano la resistenza a trazione del materiale];
  • Pensa che le mensole in acciaio zincato previste per la messa in sicurezza della palestra servano solo per non sporcare il pavimento a fronte della caduta di qualche calcinaccio[1];
  • Approva il “Progetto esecutivo lavori di messa in sicurezza e ripristino cementi armati trave appoggio copertura palestre scuole medie” fatto da non si sa chi della Solbiate Olona Servizi e firmato in qualità di progettista dal Segretario Comunale [ovviamente il Segretario non ha la benché minima competenza tecnica in materia di cemento, travi e quant’altro, e al massimo avrebbe potuto firmare in qualità di Responsabile del Procedimento, carica che riveste, e non di Progettista!];
  • Continua a sostenere il falso nell’ambito della mancata apposizione dell’ordinanza della chiusura della palestra;
  • Accusa la minoranza di non conoscere norme e leggi che vengono inventate sul momento da questa amministrazione, creativa e indisponente;
  • Urla e sbraita contro i componenti della minoranza, senza alcun rispetto dei ruoli e delle persone;
  • Non risponde a domande pertinenti e chiare, ribaltando ogni volta tutto il discorso.

A questo punto ci chiediamo: chi vuole continuare a rimanere in silenzio? Quanti di voi si sentono offesi? Chi ha voglia di partecipare attivamente a questa rivoluzione?

Roberto Viganò

PS: Un consiglio. Fate attenzione ad entrare nella palestra delle scuole medie. Guardatevi in alto, e magari indossate anche un bel caschetto di protezione. I lavori fatti non corrispondono a quanto prescritto nella perizia svolta dall’ingegnere strutturale incaricato dal Comune.

[1] Dalla prescrizioni della perizia per un intervento immediato di messa in sicurezza:
Realizzazione di un appoggio adeguato, in corrispondenza di ciascuna nervatura del regolo, mediante la costruzione di mensole in acciaio zincato, tassellate alla trave portante, che tengano conto dei carichi permanenti e accidentali che gravano intorno in corrispondenza dell’appoggio (la reazione vincolare in corrispondenza dell’appoggio di ciascuna nervatura del tegolo è di 50kN). Inoltre, a lavori conclusi si consiglia un monitoraggio semestrale della condizione superficiale delle travi e della superficie di appoggio dei tegoli.

AAA Voce Solbiatese cerca “Persone adeguate”

Lo scorso mese di luglio, ben 9 mesi fa, il capogruppo della Voce Solbiatese Matteo Corti, aveva chiesto alle minoranze di indicare dei nomi da inserire nelle commissioni, e che, a detta sua, sarebbero dovute diventare ufficiali da lì a poco.

I nostri nominativi, noi li abbiamo forniti subito:

  • Commissione Attività produttive e Commercio: Nazzareno Iorfida
  • Commissione Bilancio: Mara Pezzoli
  • Commissione Ecologia: Emanuele Albizzi
  • Commissione Pubblica Istruzione: Alessandra Borsani
  • Commissione Socio Culturale: Giulia Bruschi
  • Commissione Viabilità: Antonio Vispo

Ad oggi risulta nominata solo la Commissione Pubblica Istruzione, convocata solo una volta per ratificare il premio per il diritto allo studio. Per quanto riguarda le altre commissioni, invece tutto tace.

All’ultimo consiglio comunale abbiamo quindi presentato un’interrogazione in cui si chiedeva l’istituzione delle commissioni.
Le commissioni, composte da cittadini in rappresentanza della varie forze politiche espresse in consiglio comunale, rappresentano sedi istituzionali volte a raccogliere proposte, elementi propositivi, discussioni e osservazioni di cittadini, associazioni, tecnici, e di chiunque altro avesse qualche idea nuova e migliorativa rispetto a progetti e argomenti che verranno discussi in Consiglio Comunale. Ad esempio, la Commissione Ecologia, potrebbe proporre delle migliorie al progetto semplicistico presentato dallo studio incaricato dal Comune, e che sembra [purtroppo] soddisfare appieno le richieste dell’Amministrazione.

L’interrogazione era volta a far sì che la Giunta si impegnasse a istituire nel più breve tempo possibile le commissioni, tavoli istituzionali in cui è prioritario il dialogo, la discussione ed il confronto tra le parti.
Purtroppo la risposta data dal Sindaco al Consiglio comunale è stata, per noi che siamo all’opposizione, tra il comico ed il surreale.
Ma per chi siede tra i banchi della maggioranza, per chi sostiene Melis, per chi ha votato alle passate amministrative la Voce Solbiatese e per chi si è successivamente alleato con loro, la stessa risposta riteniamo sia drammatica, per non dire offensiva. Sempre se hanno ancora un minimo di dignità…

Melis ha infatti risposto in consiglio con le seguenti testuali parole: “dobbiamo trovare le persone adatte” e subito dopo “appena abbiamo le persone adatte da inserire…”

Ci sono due ipotesi che possono spiegare questa dichiarazione.

Ipotesi 1: Melis non sa che per le commissioni può indicare anche i consiglieri comunali di maggioranza ed i membri della sua lista non eletti in consiglio.

Ipotesi 2: Melis sa benissimo che può indicare anche i consiglieri comunali di maggioranza ed i membri della sua lista non eletti in consiglio, ma non trova nessuno di adatto a ricoprire il delicato ruolo di membro di una commissione comunale.

Se fosse vera l’ipotesi 2, ci spieghiamo a questo punto quale sia stato il criterio nello scegliere gli appartenenti alla lista. I requisiti migliori per entrare in graduatoria, oltre alla parentela in grado di convogliare numerosi voti, sembrano essere stati:

  1. assoluta ignoranza su qualsiasi argomento di interesse pubblico;
  2. assoluta incapacità nel sostenere un discorso o un confronto.

Ciò spiega come mai nessuno dei consiglieri di maggioranza possa ricoprire il ruolo di membro di una commissione, in cui appunto il dialogo ed il confronto sono alla base di un buon lavoro.

Qualche tempo fa scrivemmo che Melis considera i solbiatesi “utili idioti”. Ci dispiace essere stati così schietti e forse risolutivi nella nostra sintesi, ma i fatti stanno testimoniando questo: Melis e la sua Giunta non riescono a trovare nessuna persona intelligente tra le 1400 e passa persone di Solbiate che gli hanno concesso di svolgere il secondo mandato. A conferma che siete stati “utili”, ma che per il Sindaco rimarrete anche “idioti”.
Questo è il rispetto che Melis ha del suo elettorato.
Noi invece il nostro elettorato lo consideriamo altamente preparato, e motivato a voler cambiare Solbiate in meglio. Consigliamo pertanto all’Amministrazione di scegliere tra i nostri elettori: sono persone affidabili, serie e prive di interessi personali, con uno sguardo lungimirante sul futuro del territorio.

 

Consiglio Comunale 16 marzo 2015 […ai limiti della realtà]

Cercherò di essere il più oggettivo possibile nella descrizione del consiglio comunale di lunedì 16 marzo.

Sarà un’impresa davvero difficile riuscire a descrivere un consiglio a tratti surreale. Metterò quindi delle note tra parentesi, per farvi capire anche il nostro pensiero su certi argomenti, che svilupperemo poi in altri post.

Questo è un blog aperto a tutti, quindi chi non vorrà leggere i nostri commenti potrà saltarli e leggere tranquillamente solo il resoconto.

Tutti presenti, tranne il consigliere Cera, che non c’era.

Si parte con una comunicazione del Sindaco riferita al prelevamento dal fondo di riserva di € 5.100,00 per affidamento servizio calcolo fondo incentivante dello stato pensionistico del personale (€ 2.600,00) e per incremento capitolo contributo per affitti (€ 2.500,00).

Subito dopo avviene la surroga della ex-consigliera Alessia Lazzaretti di Buongiorno Solbiate con il consigliere Lorenzo Castelli.

Prima di passare al secondo punto, il consigliere Brogin (Buongiorno Solbiate) chiede per quale motivo negli ultimi consigli comunali sia scomparso ai punti dell’o.d.g. l’approvazione dei verbali della seduta precedente. Il Sindaco risponde che è una prassi che “non serve più”, e che se vi è qualche osservazione in merito ai verbali, i consiglieri possono farla per iscritto [chiaramente dopo averli richiesti, perché non vengono nemmeno inseriti nella documentazione del consiglio. Il “non serve più” ricorda la vicenda della firma del consigliere anziano, sparita dai verbali del consiglio, e poi magicamente riapparsa]. Se l’osservazione viene ritenuta accettabile, si passa in consiglio per una ratifica, altrimenti il verbale ufficiale [in realtà la bozza di verbale, perché ogni delibera è in bozza finché non viene votata in consiglio] della seduta rimane quello che ha steso il Segretario comunale, che nessun consigliere ha condiviso perché non è stato portato in consiglio [in pratica se verrà steso un verbale fasullo della seduta consigliare, e un consigliere lo richiederà e in seguito farà notare eventuali errori , è verosimile che non verrà fatta alcuna correzione in merito, con buona pace della democrazia]. Il consigliere Catone (Una buona Idea) fa notare come questa prassi sia anomala, in quanto è compito dell’intero consiglio, maggioranza e minoranza, votare il verbale della seduta precedente, a garanzia che le discussioni e le osservazioni sorte in aula consiliare siano riportate in maniera corretta ed esaustiva, e condividendo in questo modo il verbale in assemblea. Il Sindaco [non comprendendo, almeno apparentemente, l’osservazione di Catone] risponde che ogni consigliere sa ciò che vota [in merito ho qualche dubbio, soprattutto rispetto ai consiglieri di maggioranza], e che quindi non serve la ratifica in consiglio ed è tempo perso confermare quanto già fatto. [Se volete vedere il frame del video ( 4’30’’/11’40’’) vi renderete conto di come alle domande di Catone il Sindaco abbia continuato imperterrito a rispondere tutt’altro].

Al secondo punto è stata conferita la cittadinanza onoraria alla Prof.ssa Monica Mazzoli. Tutti favorevoli. [Peccato l’assenza in aula della Professoressa].

Al terzo punto si è discusso dell’integrazione della Del. C.C. nr 16/2014 relativa al rimborso spese del revisore dei conti. Tale rimborso spese è dovuto per legge. Brogin chiede come mai non si sia tenuto conto di ciò già nella delibera di incarico. Il Sindaco risponde che non tutti i revisori richiedono il rimborso spese, ma siccome il rag. Pollini arriva da Brescia ne ha fatta lecita richiesta. Il sindaco fa inoltre notare come il revisore dei conti sia estratto dalla Prefettura e non scelto dal Comune. Catone chiede la stima dei costi, ma al momento non vi è alcuna valutazione in merito, se non un’ipotesi di circa 4/5 viaggi. Tutti favorevoli.

Quarto punto: approvazione convenzione segreteria comunale tra Rho e Solbiate Olona. Viene riconfermato il Segretario Bottari, che da Saronno si è trasferito a Rho. Brogin fa notare come i costi della convenzione non siano vantaggiosi per il Comune di Solbiate rispetto al precedente segretario, e che nella convenzione si dica che è prevista una retribuzione di risultato fissata al 10% del monte salari, pari a circa € 4.600 lordi [percentuale applicata all’indennità del Segretario, ma la frase è ambigua, in quanto si parla di monte salari]. Inoltre pone delle questioni relative all’orario di lavoro del Segretario. Il Sindaco risponde che il risparmio c’è sia in termini economici che di qualità del servizio [Quindi si risparmia in qualità? Si ha più qualità? Avrei molto da dire a proposito, ma lo faremo prossimamente]. Catone condivide le perplessità sul risparmio economico, e propone alcuni emendamenti. In primo luogo chiede di stralciare nelle premesse della delibera che la formula della convenzione sarà adottata anche per la centrale unica di committenza, argomento che sarà discusso nel successivo punto dell’o.d.g., in quanto non si può deliberare dando per scontato qualcosa di cui non vi è ancora certezza essendo argomento di votazione successiva. Il Segretario dapprima concorda, ma interviene poi il Sindaco che garantisce che quel punto sarà adottato e che quindi è corretto l’inserimento in premessa [dimenticandosi che è il Consiglio che delibera e che la premessa raccoglie i fatti che sono già stati sanciti e non delibere che potenzialmente potrebbero essere approvate! La querelle prosegue tra l’assoluta incomprensione di Melis ed il tentativo coraggioso di Catone di far comprendere un ragionamento semplice e basilare di logica temporale a Sindaco e Segretario]. La proposta viene messa ai voti: la maggioranza vota contro l’emendamento, la minoranza a favore. [Probabilmente siamo noi stupidi a non capire, ma vorremmo condividere con voi quanto accaduto. Vi consigliamo di guardarvi anche questo frame: 7’35’’-13’07’’]. Catone chiede inoltre che la retribuzione del risultato sia più flessibile, e che si preveda che tale somma non sia fissa al 10% ma variabile da 0 a 10 punti percentuali. Inoltre, anche con l’avallo di documentazione estratta da riviste specializzate, chiede di inserire che tale quota venga erogata compatibilmente alle capacità economiche del Comune, aspetto che potrebbe garantire un’eventuale rispetto del patto di stabilità, in caso di problematiche di gestione. [La curiosità è che nella precedente convenzione di segreteria con Saronno era assente la retribuzione di risultato… che dire… dettagli, oppure casualità… Confidiamo nella legge…]. Il Sindaco risponde che queste cose sono previste dal contratto nazionale, sancito dalla Costituzione [sulla Costituzione??? In effetti i CCNL sono citati in Costituzione all’art. 39, nel senso che i sindacati possono stipulare contratti collettivi – ovviamente non ci sono i singoli contratti e le singole disposizioni contrattuali] e che quindi non sono assolutamente modificali dal Consiglio Comunale. Segue una lunga ed estenuante discussione in cui Sindaco e Segretario prima hanno detto che la valutazione del 10% è flessibile, e subito dopo, invece, che è fissa. [frame 14’15’’- 20’01’’ che segue nel frame 0’00’’-3’59’’]. La maggioranza non recepisce quanto proposto dalla minoranza. Catone, considerando che le spese di viaggio del Segretario sono a carico del Comune di Solbiate Olona, chiede di inserire nella convenzione che tali spese siano debitamente documentate. Il Segretario risponde che già sussiste questa prassi. Il Sindaco risponde che la legge già lo prevede, obiettando all’osservazione di Catone, e rifiutandosi di inserire questo punto [tra l’altro già presente al precedente punto 3 del Consiglio nella delibera riguardante il revisore dei conti. Confidiamo nella legge… – Frame 5’40’’-8’13’’]. Seguono le dichiarazioni di voto dei gruppi di minoranza, che si dimostrano contrarie alla convenzione proposta.

Quinto punto: convenzione con il comune di Rho per la gestione della centrale unica di committenza per gli appalti pubblici. Catone fa ri-notare la non esattezza temporale tra questo punto ed il precedente e sottolinea come la scelta di attivare una convenzione di questo tipo con un Comune lontano da Solbiate, sia in termini geografici (circa 25 km di distanza), che amministrativi (Province differenti) e demografici (Rho ha oltre 50mila abitanti), non è corretta dal punto di vista formale, in quanto i due comuni oggetto della convenzione hanno criticità, esigenze e priorità nettamente differenti. Sarebbe più corretto e decisamente più proficuo istituire una centrale di committenza a livello territoriale, magari tra i comuni del Medio Olona. Brogin chiede chi sarà il responsabile della centrale unica, ma non viene data risposta a questo punto. Catone fa notare alcuni errori nella convenzione e forme di ambiguità in quanto i comuni della Convenzione hanno numero di abitanti differenti. Inoltre sottolinea come i costi di gestione di questa convenzione non siano stati ancora preventivati e siano espressi con la dicitura: “ogni Comune aderente alla convenzione riconosce al Comune capofila un rimborso forfettario che sarà definito tra le parti in un successivo accordo”. [Frame 11’44’’-19’59’’ che segue nel frame 0’00’’-7’10’’].

Sesto punto: mozione dei gruppi di minoranza relativa all’adeguamento degli sfioratori comunali. La storia di questa mozione la trovate qui. Il Sindaco fa distribuire ai consiglieri [anche a quelli di maggioranza, a dimostrazione lampante di quanto siano informati… forse in pre-consiglio Melis si è dimenticato di affrontare la questione in maniera approfondita, limitandosi a dire di votare contro la mozione] una cartella gialla contenente delibere e rassegna stampa sull’argomento. Successivamente comincia a raccontare la storia del progetto, basata ovviamente sul rispetto della Legge regionale del 2006. Il Sindaco dichiara che il progetto è preliminare, e di conseguenza aperto a qualsiasi indicazione tecnica migliorativa, purché sia proposta e discussa nelle sedi adatte [purtroppo non è chiaro quali siano tali sedi]. Catone fa inoltre presente che molti attori, tra cui ATO, non erano informati. Anche in questo caso segue una lunga ed estenuante discussione tra Sindaco e minoranze [ovviamente su argomenti non di interesse consigliare, a partire da Facebook (frame 8’40’’-12’50’’)]. Nonostante ciò le minoranze più volte ribadiscono che la mozione non è volta a criticare il progetto ma a trovare una sede istituzionale, la commissione ecologia ad esempio, in cui esponenti della maggioranza e della minoranza, insieme a tecnici, cittadini e associazioni, possano discutere in maniera partecipata del progetto, sia dal punto di vista tecnico, che relativamente all’impatto ambientale e sociale. Il Sindaco ribadisce che la sede per la discussione non è la commissione, e che non è intenzione dell’amministrazione istituire in tempi brevi la commissione [frame 12’50’’-16’42’’], e invita la minoranza a organizzare un’assemblea pubblica e a presentare un progetto alternativo. Inoltre, ad un certo punto, ammette di non comprendere cosa si intende per partecipazione [ma su questo non avevamo dubbi… – frame 20’52’’-21’04’’], e ribadisce che le proposte alternative le possono fare solo i tecnici, e che i cittadini, le minoranze e la maggioranza stessa non hanno le competenze per fare un progetto migliore [qualcuno disse che Melis considera tutti i solbiatesi utili idioti… forse aveva ragione! – frame 1’12’’-1’45’’]. Catone chiede di conoscere anche il parere dei consiglieri di maggioranza, che si attengono a quanto detto dal Sindaco in maniera molto stringata, prima che la mozione venga respinta. [Consiglio di guardarvi questo passaggio, in cui Catone cerca di far passare la mozione con qualche modifica per venire incontro alle esigenze della maggioranza, e con il Sindaco che anziché proporre emendamenti la vuole riscrivere da capo (frame 17’20’’-21’58’’ e segue nel frame 0’00’’-4’28’’). Simpatico anche il momento in cui il Sindaco, a causa di un lapsus, ad un certo punto vota a favore della mozione!].

Punto sette: interrogazione da parte di Una Buona Idea relativamente alla palestra delle scuole medie (la trovate qui). Il Sindaco risponde, anche per voce del Vice-Sindaco e Ass. allo sport Macchi, che l’ordinanza è stata comunicata telefonicamente il giorno stesso della sua emissione (18 dicembre 2014) alla Presidentessa della Consulta Sportiva e affissa ai locali della palestra. Purtroppo però è emerso che alcune associazioni hanno utilizzato la palestra fino al 7 gennaio, data in cui l’ordinanza è stata effettivamente pubblicata sull’albo pretorio. Ne è seguita un’ulteriore discussione in cui l’amministrazione ha ribadito la correttezza dell’informazione a tutte le associazioni e l’affissione immediata dell’ordinanza nei locali. [Chiunque volesse confermare il fatto che la palestra è stata utilizzata anche dal 18 dicembre 2014 al 7 gennaio 2015, può commentare]. Il Sindaco riferisce anche sulla situazione attuale, ovvero sul supporto dato alle associazioni grazie alla collaborazione con l’oratorio Giovanni Paolo II (che ha un costo giornaliero pari a € 80,00), e sulle procedure di sistemazione della palestra comunale, garantendo che non ci sono problemi strutturali ma affermando anche che stanno ipotizzando la messa in opera di staffe, che di certo non sono decorazioni… [Frame 8’09’’-19’54’’] [anche su questa vicenda seguiranno aggiornamenti e dettagli].

Punto otto: interrogazione del gruppo Una Buona Idea circa la costituzione delle commissioni consiliari. Catone chiede che le commissioni vengano istituite quanto prima, in modo da poter contribuire in maniera partecipata alle attività amministrative. Il Sindaco risponde che non appena l’amministrazione avrà trovato e identificato delle persone adatte, procederà alla nomina delle commissioni. La minoranza fa notare come sia abbastanza strano che, a distanza di nove mesi dall’insediamento, non si siano ancora trovati dei membri adatti a ricoprire questo ruolo da parte della maggioranza, mentre le minoranze hanno fornito subito i nominativi [Frame 2’20’’-3’47’’]. Il Sindaco ha chiaramente cambiato argomento e attaccato le minoranze, [anche in questo caso, proprio per non farci mancare nulla], sollevando l’ennesima discussione, ovviamente su temi che non c’entravano niente con il punto all’ordine del giorno [Frame 3’48’’- 8’03’’], riuscendo perfino ad accusare il gruppo consiliare Una Buona Idea di avere eseguito i lavori delle via S. Anna e Matteotti senza la lungimiranza di dividere le fognature tra acque bianche e acque nere [Mah, lasciamo a voi ogni parere…].

L’arroganza di Melis

L’arroganza di Melis non ha limiti. Gioca con i solbiatesi considerandoli (quasi tutti) degli “utili idioti”. “Utili” perché gli hanno consentito di ottenere un plebiscito alle ultime elezioni. “Idioti” perché purtroppo sa che solo qualche suo piccolo sparuto elettore investirà del tempo per leggere i documenti pubblicati sull’albo pretorio, analizzarli in maniera oggettiva, comprenderli e arrivare all’idea che, forse, quello che sta facendo questa Giunta, non va esattamente nella direzione di salvaguardia della Comunità.

Ma se anche qualcuno dovesse accorgersene, il divario di voti con le minoranze è talmente ampio, che non c’è nulla di cui preoccuparsi. Il sindaco continuerà imperterrito sulla sua strada, citando norme che nemmeno lui conosce, violandone altre che conosce benissimo, e accusando le minoranze di voler usare le commissioni esclusivamente per finalità politiche.

Melis oltre a non aver il benché minimo rispetto per le minoranze consiliari, che a tutti gli effetti rappresentano altri cittadini solbiatesi (quelli fastidiosi, che si sono tolti le fette di salame dagli occhi e hanno avuto il coraggio di aprire bocca), non ha nemmeno la minima capacità di distinguere tra azioni politiche atte alla discussione pubblica e costruttiva di un questione, e aziono invece pseudo-politiche, che tanto adora e di cui non sa proprio fare a meno, volte sempre a polemizzare attraverso accuse, contro-accuse e infamie attribuite unicamente alle persone e alla loro sfera personale.

L’arroganza del primo cittadino raggiunge il suo apice nell’articolo de La Settimana di venerdì 13 febbraio. Quelle righe sintetizzano magistralmente quanto detto sopra. Sono la dimostrazione lampante della sua reale essenza.

LaSettimana_13feb2015

Al sindaco non interessa assolutamente sapere qual è il parere degli altri. Lui è stato eletto dalla stragrande maggioranza dei solbiatesi (vedi sopra), e quindi, forte di ciò, può tranquillamente permettersi di dire che:

  1. Non ci sarà nessuna progettazione partecipata (a che serve sapere il parere di una massa di “utili idioti”? Perderebbero la loro utilità);
  2. La mozione presentata dalle minoranze non ha senso di essere discussa in consiglio comunale (forse richiamando la stessa legge democratica che vige nello stato del califfato);
  3. La commissione ecologia, facoltà prevista dallo statuto comunale, non ha alcun diritto di esprimersi e di valutare un progetto supervisionato dagli Enti preposti a norma di legge (peccato che l’ATO non sa nulla di questo progetto, e che nessuna commissione comunale, a distanza di 8 mesi dalle elezioni, sia stata nominata ufficialmente).

Occorre sottolineare un altro aspetto. Oltre agli “utili idioti” e ai “fastidiosi che vogliono dire la loro”, Solbiate è composto anche da una “massa dormiente”, che si sveglia solo se le questioni vanno a toccare i propri interessi e il proprio orticello.

Ecco perché Melis ha e continuerà ad avere gioco facile, e potrà proseguire imperterrito per la sua strada, eludendo norme una dietro l’altra, incaricando amici, sopprimendo associazioni e commissioni e qualunque tipo di organo destinato alla partecipazione, distruggendo il nostro territorio. IL NOSTRO, NON IL SUO!

Noi vogliamo svegliare questa massa, portarla a conoscenza di fatti che sono loro sfuggiti o di cui non hanno voglia di informarsi, vorremo rendere “fastidiosi” quegli “utili idioti” che si sono fidati delle promesse elettorali di Melis e che non hanno creduto nella capacità di giovani privi di interessi personali. Se riusciremo Solbiate potrà migliorare ad evitare di essere sfigurata da un’opera costosa, obsoleta e devastante per il nostro territorio. Se non riusciremo, allora dovremo dare ragione al sindaco, e concordare con lui che gli “utili idioti” non sono solamente un numero di persone, ma una malattia contagiosa che infesta e degenera la società, che consuma piano piano dall’interno una comunità fino a logorarla, lasciando spazio e potere solamente all’arroganza.

Noi i solbiatesi non li consideriamo affatto “idioti”, ma un po’ distratti o assopiti sì. Siamo noi, noi tutti, che diamo vita alla nostra comunità, dobbiamo essere un pochino più attenti e partecipi, per non ritrovarci a vivere in un luogo che ci appartiene sempre meno, ogni giorno che passa, e per non consegnare nelle mani di chi verrà un paese deturpato sotto molteplici aspetti.

E allora… sveglia!!!

Lascio il posto, non il gruppo!

DimissioniIeri, 14 ottobre 2014, ho formalmente rassegnato le dimissioni dall’incarico di Consigliere comunale e Capogruppo di Una Buona Idea, per lasciare posto ad un altro rappresentante del nostro gruppo.
In questo modo mi auguro sinceramente che il Sindaco riesca finalmente a vedere, seduto tra i banchi dell’opposizione, il 13% di solbiatesi che ha riposto la propria fiducia nella nostra lista civica, e non solo quell’ex-Assessore così scomodo.
Scomodo sia prima che ora, scomodo perché preparato, meticoloso, coerente, testardo e privo di interessi personali.
Quell’ex-Assessore ha sempre dato noia, con la sua dedizione e la sua voglia di fare bene nell’interesse di tutti, non solo nelle discipline strettamente legate alla delega rivestita.
Uno stacanovista rigoroso e disponibile, uno che spesso può far comodo, ma che può diventare d’intralcio a un’amministrazione che vuole fare la furbetta, e allora diventa fastidioso, problematico, da eliminare.
Chissà se l’ex-Consigliere di minoranza, ora Sindaco, riuscirà a vedere in aula consiliare quel 13% di votanti che ha chiaramente espresso consenso per Una Buona Idea.
Oppure riuscirà a vedere solamente il Segretario della sezione locale del PD che ha fatto comunella con l’ex-Assessore, la figlia di un carissimo amico dell’ex-Assessore, l’ex coordinatore della Protezione Civile comunale nonché compagno di vita dell’ex-Assessore, il potenziale genero dell’ex-Sindaco, e così via.
Chissà se, con l’ausilio indispensabile di un binocolo, il primo cittadino, frontman di quel partito tutto suo, sarà in grado di riconoscere fra i consiglieri alla sua sinistra il Capogruppo di Una Buona Idea, insieme eterogeneo di persone valide, preparate, appassionate.
O forse l’ha già individuato, e anche messo a fuoco nitidamente, e sferra l’attacco su argomenti riguardanti la vita personale perché non ha nient’altro a cui aggrapparsi.
Tranquillo Melis, lascio il posto in Consiglio comunale, ma non lascio il gruppo, anzi!
Lascio il posto perché Noi siamo una squadra che privilegia l’interesse generale, e se l’ex-Assessore innervosisce così tanto allora cambiamo schema, così, almeno in Consiglio comunale, forse la maggioranza sarà più serena, forse.
Lascio l’opportunità di distinguersi in sala consiliare e tenere alto l’onore di Una Buona Idea ad un altro giocatore, ma non lascio nient’altro, tanto meno l’attività di monitoraggio dell’operato discutibile di un’amministrazione che non sa rispondere a semplici quesiti e che si fregia di atti illegittimi, uno dietro l’altro.
La sottoscritta, Maria Cristina De Simone, ora ex-Capogruppo di Una Buona Idea, prima ex-Assessore, prima ancora Assessore dal quale il Sindaco correva spesso e volentieri per innumerevoli questioni, continuerà ad operare.
Del resto «è tutto agli atti…ogni cittadino è libero di richiedere i documenti e visionarli…».
Bene, vedremo se sarà concesso anche al famigerato Ex consultare gli atti tanto decantati nella consueta cantilena e che nemmeno da Assessore ha potuto condividere.

Maria Cristina De Simone

 

Dichiarazione di voto – Consiglio comunale 22 settembre 2014

Pubblichiamo di seguito la dichiarazione di voto contrario espressa dal nostro gruppo in merito all’approvazione del bilancio di previsione nella seduta consigliare del 22 settembre 2014.


 

Riguardo al punto n° 2 dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato in seduta ordinaria il 22 settembre 2014, approvazione bilancio di previsione 2014 – bilancio pluriennale e relazione previsionale e programmatica per gli anni 2014/2016 – programma triennale delle opere pubbliche ed elenco annuale 2014 – verifica stato di attuazione dei programmi e verifica del permanere degli equilibri di bilancio, il gruppo consiliare Una buona Idea esprime voto contrario in quanto:

  • Trattasi di bilancio di previsione per l’anno 2014 formulato in base a tariffe della IUC e al valore dell’addizionale IRPEF approvati in seduta di Consiglio Comunale illegittimo (seduta straordinaria di Consiglio Comunale del 9 settembre 2014), come formalmente segnalato a questa Amministrazione e agli organi competenti.
  • Inoltre, la mancata modulazione della TASI e l’aumento indiscriminato dell’addizionale IRPEF ricadranno sulle tasche dei solbiatesi indistintamente, senza tenere alcun conto dei diversi redditi dei nuclei familiari.

Le modalità di stesura del bilancio in oggetto non hanno minimamente tenuto conto delle minoranze rappresentate in consiglio, contrariamente a quanto proferito sia in campagna elettorale che in sede di riunione, tenutasi il 28 giugno 2014, della quale attendiamo ancora il verbale di cui il Sindaco ha incaricato della stesura un componente del Movimento 5 stelle.

Un comportamento che non rispetta le parti, i ruoli, e nemmeno le persone; purtroppo il tipico comportamento di questa amministrazione.

Troviamo ridicolo il modo di agire di questa amministrazione, che propina ai cittadini notizie false tramite i principali organi di stampa di cui riportiamo un esempio:

«Abbiamo fatto come i farmacisti, centellinando ogni spesa». È così che il sindaco di Solbiate Olona, Luigi Melis, presenta le nuove aliquote per le tasse che i contribuenti dovranno pagare: «Per il terzo anno consecutivo non chiederemo l’IMU sulla prima casa -spiega il Primo Cittadino- terremo l’addizionale Irpef allo 0,2 e per la Tasi adotteremo lo 0,8 per la prima casa e lo 0,5 per le altre realtà». (http://www3.varesenews.it/busto/centelliniamo-come-i-farmacisti-ma-le-tasserimangono-al-minimo-293305.html)

Il voto di maggio che ha visto prevalere La Voce Solbiatese non è un buon argomento per prendere in giro i cittadini solbiatesi con annunci e proclami a mezzo stampa che poi non vengono rispettati.

Infine, un bilancio di previsione approvato a settembre è pressoché inutile ai fini della programmazione delle attività dell’Ente.

Le norme di legge in vigore concedono di approvare il bilancio con queste tempistiche, ma non vietano di essere virtuosi e lungimiranti, approvando quindi il bilancio di previsione in tempi adeguati all’effettiva programmazione delle attività del Comune nell’interesse dei cittadini.

Questa amministrazione è al secondo mandato, aveva tutti i mezzi per poter approvare il bilancio di previsione in tempi più consoni.

Solbiate Olona, 22 settembre 2014

Maria Cristina De Simone – Capogruppo Una Buona Idea