Le ragioni del nostro voto contrario alla proposta avanzata da Tigros a Solbiate

Le opposizioni fanno le opposizioni e al sindaco Melis non va proprio giù. Si irrita, “sbotta”, scrive un giornale online. Sollevano dubbi, fanno critiche, palesano evidenti errori e contribuiscono con le proprie idee, ma al sindaco Melis questo non piace: che sia meglio abolirle queste minoranze e lasciare tutto in mano a una sola persona?

Stiamo parlando del piano integrato di intervento (in deroga al PGT) adottato lunedì sera dal Consiglio comunale, su proposta della Giunta. Una discussione molto lunga, al termine della quale abbiamo votato contro, per una serie di ragioni. Andiamo per punti.

Di che progetto stiamo parlando?

Stiamo parlando di un progetto che ricade sull’area “ex Rovelli”, che già nel 2009 fu oggetto di un piano approvato dal Consiglio comunale ma mai attuato dalla società richiedente, se non nella (fondamentale) demolizione degli edifici. La stessa area è stata acquisita da Tigros (per un milione di euro) che ha proposto un nuovo piano che prevede la realizzazione di una media struttura di vendita (1.500 mq circa) e di 7 palazzine (da 2 a 3 piani fuori terra), una villetta singola (e una palazzina comunale che pare però non si farà) per un totale di 55 unità immobiliari. Per realizzare questo intervento, così come per qualsiasi altro intervento urbanistico, il costruttore deve pagare al Comune degli oneri di urbanizzazione: in questo caso Tigros realizzerà, a scomputo degli oneri, delle opere di urbanizzazione utili alla zona interessata dall’intervento e una nuova area feste (per un importo dei lavori stimato in 720mila euro), collocata a lato del campo in calcare in via Ortigara. Il piano approvato nel 2009 prevedeva invece un versamento nelle casse del Comune di Solbiate pari a circa 2,5 milioni (anche in ragione di un intervento di più vasta portata, al quale non risparmiai critiche, anzi). Il progetto, è fondamentale ricordarlo, è in deroga alle regole dettate dal Piano di governo del territorio (si passa da un diritto edificatorio pari a 0,21 a una quota dello 0,30, quasi il 50% in più), quindi c’è una fondamentale volontà dell’amministrazione nel portarlo avanti, ed è stato adottato escludendo la Valutazione ambientale strategica (cosa assolutamente consentita dalla legge, ma comunque discutibile, dato che non viene effettuata una valutazione strategica degli effetti dal punto di vista ambientale).

C’è davvero bisogno di una nuova struttura commerciale ai margini del paese?

Nel progetto portato in votazione si sostiene che a Solbiate ci sia una scarsa presenza di esercizi di vicinato di natura alimentare e di medie strutture, sia in termini di numero di esercizi che di superficie per abitante. Al contempo si rileva che esiste una grande struttura di vendita (Iper) “fuori scala” rispetto alle dimensioni del comune: dei 79mila metri quadri di grandi strutture alimentari presenti in provincia, ben 5mila si trovano a Solbiate. Nel progetto si dice che «Ovviamente, la nuova media struttura non entrerà in competizione con il grande punto vendita “Iper”, che, per dimensioni e collocazione spaziale, conta su tutt’altro bacino d’utenza», dimenticando che sono innumerevoli i cittadini solbiatesi che ora si recano presso Iper. E si prosegue: «La realizzazione della media struttura, quindi, permetterà ai consumatori residenti nell’abitato più denso di Solbiate Olona di accedere ad un punto di vendita moderno, senza doversi spostare verso il grande centro commerciale “Iper”, a tutto vantaggio dei soggetti anziani o che comunque incontrano difficoltà di spostamento», dimenticando che esiste già un negozio di piccola/media dimensione posto esattamente nel centro del paese, raggiungibile a piedi più facilmente anche dagli stessi soggetti anziani, che sicuramente avrebbero maggiori difficoltà a recarsi nel nuovo Tigros, che sembra collocato in una posizione più rivolta a chi (e un totem pubblicitario alto oltre 20 metri lo conferma), in auto, si trova a passare lungo la direttrice nord-sud della provincia (quindi in competizione con Iper) che ai cittadini solbiatesi con difficoltà di deambulazione. Basti pensare che verrà costruita una ciclabile su via Rossini per collegare la zona con il centro commerciale, ma non si capisce come.

Ma ci sarà una nuova strada che comunque aiuterà a smaltire il traffico

«Chi semina asfalto raccoglie automobili», dice il saggio. Le strade raramente aiutano a smaltire il traffico, mentre è sicuro che ci sarà un aumento di traffico nella zona, attirato dalla presenza del nuovo centro commerciale e generato dalle persone che abiteranno le nuove palazzine, che inevitabilmente negli orari di punta dovranno transitare sulla provinciale. In compenso, non sono previste piste ciclabili su via Patrioti, via Mazzini (sicuramente le strade più trafficate) e la nuova strada interna al complesso: riqualificare un intero isolato senza prevedere piste ciclabili ovunque non ha senso nel 2018.

La palazzina comunale

Nel progetto (non solo nei disegni, ma anche nella relazione tecnica del piano) passato in Giunta figura la costruzione di una “palazzina comunale” . A piano terra veniva prevista la realizzazione di servizi di vicinato. Tale progetto è stato “revocato” da Tigros con una lettera del 5 febbraio, con la quale dice che la palazzina non fa parte del piano. Una palazzina comunale (non un mattoncino dei Lego: una palazzina comunale) che scompare.

 Il totem “Tigros”

Alto circa 22 metri (a Cassano Magnago è molto più basso), verrà posto a lato della strada provinciale, praticamente in faccia alla zona cimiteriale e all’entrata del paese: un pugno in un occhio.

Perché continuare a svuotare il centro del paese?

Ci lamentiamo continuamente e giustamente dello svuotamento delle vie centrali di Solbiate e però apriamo le porte (con permessi in deroga) a nuove strutture commerciali fuori dal centro abitato. Una scelta, tra l’altro, in controtendenza rispetto alla riqualificazione dell’asse centrale del Paese (da via Sant’Antonino alla piazza San Gervaso) che sta procedendo da anni e che verrà (si spera) conclusa a breve: un progetto di riqualificazione che però non sarà vissuto dai solbiatesi.

La nuova area feste

Come detto in precedenza, la nuova area feste non sarà “gentilmente offerta” da Tigros, ma sarà a scomputo degli oneri di urbanizzazione dovuti al comune, soldi coi quali avremmo potuto scegliere di fare altre cose. Bisogna inoltre tenere ben presente che Tigros non realizzerà tutto il progetto presentato (con campi da calcetto e tennis, struttura per le associazioni, bar), ma solamente il lotto 1, comprendente il palco, l’area per i tavoli e per cenare (scoperta), una struttura di servizio, i parcheggi (pochi, a fronte di una capienza di mille persone – guardate l’immagine qui sotto) e nemmeno completamente, nel senso che il comune dovrà intervenire a sue spese per completare l’opera.

Ma quanto ci costa?

Per il completamento dell’area feste, a carico del comune è previsto:

  • Fornitura e posa della cupola di copertura dell’area per i tavoli (una tensostruttura, non compatibile con gli attuali tendoni appartenenti alle associazioni);
  • Allacciamento acque nere e bianche e contatore gas;
  • Fornitura di corpi illuminanti su pali e illuminazione parcheggi, edifici servizi e palco;
  • Impianto di riscaldamento e fotovoltaico dell’edificio di servizio.

Inoltre bisognerà provvedere alla costruzione di parcheggi (ne sono previsti davvero pochi col primo lotto).

Un altro edificio pubblico che scompare

Si tratta dell’edificio polifunzionale a due piani, con bar e spazi riunione a piano terra e spazio per le associazioni al piano primo. Nella prima pagina della relazione del progetto definitivo rientra nel lotto 2 (non realizzato da Tigros, che farà solo il primo lotto), mentre a pagina 3 si dice che verrà realizzato da Tigros.

Il consumo di suolo fa male e costa

L’area feste ricade in un’area destinata a servizi che però, al momento, consiste in suolo libero e vergine che, pur non essendo interessata da vincolo paesaggistico, è classificata con sensibilità paesaggistica di classe II. Il consumo di suolo ha effetti devastanti sul clima, sulla qualità dell’aria, sulla capacità di gestire le acque piovane. Effetti che ci costringeranno a “inseguire” sempre, con interventi ad esempio per la gestione delle acque (pensiamo al mai ritirato progetto delle vasche di laminazione sul pratone in Valle). Viviamo in una zona già altamente cementificata, con una qualità dell’aria tanto terribile che ci spinge a fare la danza della pioggia: ogni intervento che consuma nuovo suolo deve necessariamente tenerne conto.

Un’altra area abbandonata

L’area feste attuale non è interessata dal progetto, ma rimarrà così com’è: sostituiremo un’area dismessa (ex Rovelli) con un’altra area dismessa, seppur più piccola (l’attuale area feste).

Ma l’area feste attuale causa problemi ai residenti

E’ vero, così come quella nuova sposterà solamente i problemi in un’altra area residenziale, se non saranno attuate misure di mitigazione del rumore (si è già detto che sarà necessario un regolamento apposito e a precisa domanda il sindaco non si è dichiarato convinto della disposizione del palco, orientato verso il centro abitato) che potevano essere invece adottate presso la struttura attuale, anche in maniera profonda.

Ma perché vi opponete alla costruzione? Un imprenditore non può investire come crede?

Noi non ci opponiamo alla costruzione, ogni imprenditore è libero di svolgere la propria attività nel rispetto della normativa vigente. Chiediamo solamente che non venga incentivata attraverso le deroghe al Piano di governo del territorio e che sia la cittadinanza a scegliere come destinare le risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione, per decidere quale futuro dare al paese. Inoltre, il piano viene approvato mentre è in corso una revisione del Piano di governo del territorio: sarebbe meglio attendere che questa fosse portata a compimento.

Ma voi come vedete il futuro di Solbiate?

Un futuro in cui il saldo ambientale degli interventi urbanistici sia positivo e non negativo, in cui si facciano scelte strategiche per fare di nuovo del centro del paese una zona viva e frequentata. Una scelta che vada verso la riqualificazione profonda degli edifici, mentre al momento ci troviamo con un futuro incerto per la piscina (che l’amministrazione pensa di vendere), con un’area adiacente vuota (dove sorgevano i campi da tennis) che poteva essere presa in considerazione, e per l’oratorio femminile (in stato di abbandono totale e che l’amministrazione pensa di vendere), oltre che in presenza di un’altra struttura di vendita chiusa ormai anni fa e rimasta tale (l’ex Mini Iper), mentre si sceglie di incentivarne l’apertura di una nuova.

Immaginiamo un futuro in cui la mobilità sia meno centrata sull’automobile e più su spostamenti sicuri a piedi e in bicicletta, soprattutto in comuni delle dimensioni di Solbiate e che si trovano al centro di aree fortemente antropizzate, e che per questo si blocchi il consumo di suolo, a maggior ragione quando non obbligato (perché vi sono alternative) e in aree al di fuori del tessuto urbanistico consolidato.

Immaginiamo un futuro in cui l’aria che respiriamo noi e che respirano i nostri figili e nipoti sia perlomeno decente, non come ora.

In conclusione

E’ assolutamente incredibile che di alcune contraddizioni interne al progetto (la palazzina e l’edificio a due piani) non ci sia accorti quando il progetto è passato in Giunta: il sindaco e i quattro assessori hanno letto il progetto? E’ ancor più incredibile che della contraddizioni sull’edificio destinato a servizi dell’area feste non se ne fossero accorti neppure i consiglieri di maggioranza: hanno letto il progetto? E del totem alto quasi 22 metri all’ingresso del paese cosa ne pensano? Se ne erano accorti? Hanno idea di quanti siano 22 metri? Il sindaco si è detto d’accordo con queste dimensioni, in Consiglio comunale: lo sono anche i consiglieri di maggioranza? A loro sembra normale riqualificare un intero isolato senza prevedere piste ciclabili ovunque? E siamo sicuri che la zona non sarà interessata da un incremento del traffico veicolare?

E perché gli oneri di urbanizzazione vengono gestiti “a scomputo”, prevedendo lo spostamento dell’area feste (che d’altra parte sarebbe “incompatibile” dove è ora con una nuova zona residenziale), invece che utilizzati aprendo un dibattito con i cittadini? Quanto costerà il completamento dell’area feste, senza il quale non risulterà utilizzabile? Quali disagi si creeranno a chi abita nei pressi del campo sportivo, tra rumori e parcheggio e traffico?

E perché dobbiamo scriverne noi, spiegare noi il progetto, e non l’ha fatto l’amministrazione comunale?

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