Dalla parte della trasparenza. Sempre.

Il Consiglio comunale del 2 agosto 2016, convocato per votare una variante al Piano di Governo del Territorio, cioè un atto amministrativo che va in deroga alla normativa vigente, si è tenuto due volte. La prima volta è andata così:

consiglio solbiate

Sono le ore 13. Quelli vuoti sono i banchi della maggioranza, la Voce Solbiatese, che ha scientificamente disertato la seduta (nemmeno il sindaco Melis si è presentato) così da approvare la variante in seconda convocazione, la sera del 2 agosto, quando non è stato necessario raggiungere il numero legale. Un episodio che rimarrà nella storia di Solbiate, a segnarla negativamente: per quanto l’intervento in variante posto in votazione fosse limitato non bisogna infatti dimenticare che stiamo comunque approvando un progetto che va in deroga alla normativa ordinaria, costituita dal Piano di Governo del Territorio, cioè quello strumento pensato per bilanciare gli interessi del pubblico e gli interessi del privato. Una deroga percorre binari differenti, non previsti dalla normativa. Una deroga alla cui discussione si è sottratto il sindaco Melis, non presente neppure alla seconda convocazione. In questi casi risulta particolarmente importante porre attenzione sul metodo adottato, ed è proprio sul metodo che si è concentrata la prima parte della nostra dichiarazione di voto, che trovate di seguito e che vi invitiamo a leggere:

 

Dichiarazione di voto in merito al progetto in variante al PGT inerente al complesso industriale sito in via Ronchi 91 (Società Bea Srl/Immobiliare Ronchi Sas)

UNA QUESTIONE DI METODO

Merito e metodo sullo stesso piano. Il metodo spesso è il merito delle cose, soprattutto nel momento in cui si operano scelte che escono dal dettato normativo ordinario.

Sono due in questo caso le questioni di metodo che si pongono fortissime.

La prima riguarda il concetto di opportunità politica proprio di questa amministrazione. Non è possibile non rilevare, infatti, che nel medesimo periodo in cui Bea Srl-Immobiliare Ronchi sas proponeva il progetto in discussione, in deroga al vigente Piano di Governo del Territorio, la stessa figurava tra gli sponsor (cfr. la locandina dell’evento) della manifestazione organizzata dall’amministrazione comunale denominata “Echi della Valle Olona”, tenutasi nei giorni 20-24-25-26 giugno 2016. In particolare (cfr. Delibera GC 34/2016), il ricorso a sponsor è stato gestito attraverso il coinvolgimento dellla Soc. Coop. V. Veneto di Solbiate Olona (“relazione con gli sponsor, pagamento, prestazioni associazioni, fornitori e quanto altro occorrente per la buona riuscita della manifestazione”, si legge nella citata delibera), la quale avrebbe dovuto rendicontare “all’Amministrazione Comunale l’esito dei costi delle attività nonché i proventi ricevuti per le diverse fasi della manifestazione”. A seguito di verifica con gli uffici di Segreteria comunale, lo specchio di rendicontazione non risulta essere agli atti comunali, mentre il Sindaco sostiene di averlo visionato pubblicamente: quale valore può avere una rendicontazione che non si trova agli atti comunali, a detta del Sindaco, e della quale non c’è riscontro pubblica? Perché i cittadini solbiatesi non possono accedere liberamente – senza alcuna richiesta di accesso agli atti – all’elenco di privati che ha finanziato iniziative volute dall’amministrazione, nonostante la rendicontazione fosse richiesta dalla Giunta stessa?

I precedenti fatti configurano una evidente situazione di conflitto di interessi, di per sé non foriera di alcun illecito, ma che avrebbe certamente consigliato – data anche la mancata trasparenza – un’astensione dalla creazione di rapporti di sponsorizzazione, funzionali, tra l’altro, a una “cena offerta dagli sponsor, cui hanno partecipato l’amministrazione comunale, le autorità ospiti e la popolazione” (cfr. Echi Liberi, Luglio Agosto 2016, p. 41). Un’astensione maggiormente dovuta a causa della mancata dimensione pubblica della rendicontazione richiesta dall’amministrazione comunale.

Ricordiamo che «Il conflitto di interessi, in ambito giuspubblicistico, indica quella situazione in cui il titolare di una carica elettiva o di un pubblico ufficio ha (o è preposto alla cura di) un interesse economico privato tale da influenzare (o anche soltanto apparire di influenzare) l’esercizio dei suoi doveri pubblici, potendo preferire tale interesse all’interesse pubblico che dovrebbe perseguire in considerazione delle funzioni che è chiamato a svolgere.». (Pertici, 2002).

Se, come dice, l’amministrazione intende ispirare il proprio operato a criteri di trasparenza, il consiglio è quello di astenersi da condotte che configurano conflitti di interessi e di rendere di dominio pubblico la rendicontazione delle sponsorizzazioni private funzionali all’organizzazione di iniziative che essa stessa organizza delegando la gestione finanziaria a società private. D’altra parte la trasparenza è il primo metodo di prevenzione dei conflitti di interesse.

In secondo luogo, la variante al PGT che stiamo discutendo è la seconda variante di cui usufruirà la società Bea Srl-Immobiliare Ronchi sas. Pur essendo suo pieno diritto avanzare tale richiesta, ricordiamo all’amministrazione comunale che anche di recente il Consiglio di Stato ha ribadito il carattere eccezionale della procedura, “la quale non può essere surrettiziamente trasformata in una modalità “ordinaria” di variazione dello strumento urbanistico generale: pertanto, perché a tale procedura possa legittimamente farsi luogo, occorre che siano preventivamente accertati in modo oggettivo e rigoroso i presupposti di fatto richiesti dalla norma, e quindi anche l’assenza nello strumento urbanistico di aree destinate ad insediamenti produttivi ovvero l’insufficienza di queste, laddove per “insufficienza” deve intendersi, in costanza degli standard previsti, una superficie non congrua (e, quindi, insufficiente) in ordine all’insediamento da realizzare”.

Due varianti in pochi anni configurano una fuoriuscita dalla pianificazione territoriale che configura un metodo alternativo, costruito sulla deroga che infatti è uno strumento ideale per agire in conflitto di interessi.

Infine, non siamo per nulla sorpresi del fatto che la votazione si terrà in seconda seduta, dato che la prima convocazione è stata scientificamente disertata dai rappresentati della maggioranza facendo mancare il numero legale. Si tratta dell’ulteriore prova di disprezzo del Consiglio comunale da parte dell’amministrazione, utilizzato a proprio uso e consumo al solo fine di perseguire le politiche già adottata dalla Giunta. Per questo mi chiedo – e chiedo soprattutto a voi Consiglieri comunali di maggioranza -, che senso abbia il lavoro del Consiglio comunale: davvero credete che il vostro ruolo sia quello di sottostare a qualsiasi decisione presa dalla Giunta? Il mandato che vi è stato assegnato deriva dai cittadini solbiatesi ed è in nome di essi che dovete agire, non in nome del Sindaco pro tempore del Comune di Solbiate Olona.

 

UNA QUESTIONE DI MERITO

Essendo schierati da sempre dalla parte della tutela ambientale è doveroso rilevare alcuni elementi del progetto in variante che meritano una particolare attenzione.

  • La variante insiste su un’area già fortemente colpita dall’antropizzazione, tanto da non rispettare i criteri previsti dal PGT in merito alla superficie drenante.
  • Dalla documentazione non è possibile rilevare se si realizzerà un’ulteriore diminuzione di tale superficie, dato che si afferma che non si produrrà consumo di suolo, ma ARPA certifica una “diminuzione della superficie permeabile”.
  • ARPA stessa invita a prevedere “misure per contenere l’aumento delle pressioni sulle matrici ambientali”, ma di tali misure non vi è traccia nel progetto.
  • ARPA individua criticità anche per quanto riguarda l’intervento di ristrutturazione, in particolare in tema di efficientamento energetico, rilevando che il materiale utilizzato per la realizzazione delle pareti e delle coperture rispetterà i valori di trasmittanza termica previsti dalla DGR 8745/2008, mentre la norma ultima di riferimento è la DGR 3868/2015 e il Decreto 6480 del 30 luglio 2015, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla direttiva UE 2010/31 e successivi decreti ministeriali.
  • Nella relazione illustrativa (Elab. 01 e Elab. 02) si dice che “l’ampliamento che verrà realizzato in un secondo tempo con superfici indicate che potranno essere ubicate in aree diverse nel rispetto della SLP autorizzata nella presente Procedura”. L’aleatorietà della previsione è stata rilevata dalla provincia stessa, che ha ribadito come “la variante a mezzo SUAP approva un preciso progetto e solo quello, non anche modifiche successivi dello stesso”, le quali necessiterebbero a loro volta di un’ulteriore variante.

Per i motivi elencati in precedenza non posso che esprimere il voto contrario a nome del gruppo Una Buona Idea.

Stefano Catone

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