Per la tutela dell’ambiente e del verde

Consiglio comunale dai pochi punti all’ordine del giorno, quello del 29 febbraio scorso, ma non per questo di minore importanza, anzi.

I lavori hanno visto la discussione di tre punti, il primo dei quali non prevedeva discussione, mentre i restanti due vertevano su un’unica questione.
Ma andiamo con ordine.
Il primo punto è stata la comunicazione della revoca delle deleghe all’assessore ai Servizi sociali e all’Istruzione, Andrea Aspesani. I motivi non sono stati chiariti, se non attraverso la lettura dell’atto amministrativo da parte del sindaco Melis, nel quale si esplicitava che tale decisione fosse necessaria per la prosecuzione dell’azione amministrativa. Cosa sia successo, quali siano i problemi sorti tra l’assessore e il sindaco (o il resto della Giunta? Non è dato sapere) non lo sappiamo, dato che il sindaco ha rifiutato, appellandosi alle prerogative garantite dalla legge, di fornire alcuna motivazione di carattere politico. Quel che restano sono i dubbi: come mai sono state revocate le deleghe a un assessore che ricopriva quel ruolo oramai dal 2009? Come mai il sindaco rifiuta di esporre le motivazioni? Cosa è successo perché si arrivasse alla revoca delle deleghe? Tutte queste domande, come dicevamo, restano ora senza risposta, e qui le riproponiamo.
Il secondo punto all’ordine del giorno prevedeva, su iniziativa dell’amministrazione, l’inserimento di un terreno di proprietà comunale nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del Patrimonio Immobiliare, il che vuol dire trasferirlo tra i beni “disponibili”, che sono quei beni che non sono funzionali all’esercizio delle funzioni istituzionali, e che quindi si possono vendere. Ovviamente si tratta di una scelta politica e programmatica: l’amministrazione può anche voler valorizzare un terreno mantenendolo a verde, ad esempio. In questo caso, invece, la scelta è di “valorizzarlo” consumandolo, cioè edificandovi secondo la propria destinazione urbanistica, “T4 Sistemi insediativi per l’economia locale”. Si tratta di un terreno collocato alle spalle del mini Iper, della dimensione di oltre 5.000 mq, sul quale ora insiste un bosco ceduo. Il terzo punto prevedeva la sdemanializzazione di una strada consorziale che insiste su questi stessi terreni.
Il fine, perciò, sembra essere chiaro, come dicevamo all’inizio: l’urbanizzazione di quest’area. Ritenendo che ci siano già numerose aree dismesse ed abbandonate da poter recuperare e ritenendo che l’urbanizzazione dei suoli abbia già oltrepassato la soglia di criticità, così come dimostrano tutti gli indicatori ambientali (dal consumo di suolo stesso, alla qualità dell’aria, a quella delle acque – perché anche se non sembra, la qualità di queste ultime e la capacità di assorbimento delle stesse è strettamente legata alla disponibilità di suolo), abbiamo espresso il nostro voto contrario, unici all’interno del Consiglio comunale. Siamo convinti che si possano coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo economico, e che, anzi, senza uno non ci possa essere l’altro. Un’amministrazione che non si limiti al presente ma che abbia uno sguardo lungo sul nostro futuro e su quello delle prossime generazioni non può prescindere da queste valutazioni.
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