Tre mozioni per l’ambiente, il benessere e per fornire aiuti concreti

Abbiamo depositato oggi tre mozioni consiliari, con la richiesta che vengano messe in discussione durante il prossimo Consiglio comunale.

Si tratta di tre proposte che svariano su temi diversi, ma legate da un filo conduttore, quello della qualità della vita delle persone, del diritto a una vita dignitosa e del diritto a vivere in un ambiente sano. Sono questi, d’altra parte, i principi che ispiravano il nostro programma elettorale.

Mozione per la lotta agli sprechi alimentari e il recupero del cibo che andrebbe altrimenti sprecato

Dopo aver descritto le dimensioni dello spreco alimentare in Italia e nel mondo (che rappresentano un vero scandalo) si propone di intervenire con percorsi di sensibilizzazione e azioni concrete, rivolte soprattutto alle mense scolastiche e agli esercizi commerciali, per facilitare il recupero delle eccedenze in accordo con le associazioni presenti sul territorio.

Mozione per la costruzione di un’area fitness all’aperto

Abbiamo pensato che nella zona dove sorgevano i campi da tennis sarebbe molto bello – in virtù della vocazione sportiva dell’area – allestire una area fitness all’aperto, pubblica e ad accesso libero, dove chiunque possa recarsi per fare esercizio fisico. Un modo per mantenersi in forma, per socializzare, per restituire vitalità a un’area del paese troppo a lungo dimenticata.

Mozione per la raccolta dei rifiuti dispersi

In diverse zone di Solbiate, soprattutto quelle ai confini del Paese, non è raro imbattersi in rifiuti dispersi. Con questa mozione proponiamo che l’amministrazione stimoli nuovamente l’organizzazione della giornata ecologica, mettendo a disposizione strumenti, ma invitando soprattutto i cittadini a rendersi attivi.

Infine, abbiamo inviato al sindaco la richiesta di rendere navigabile l’archivio online dell’albo pretorio, che da troppo tempo risulta non funzionante.

Si tratta delle ennesime proposte che avanziamo in Consiglio comunale, convinti che il ruolo delle minoranze non sia solo di critica e sorveglianza rispetto all’azione dell’amministrazione, ma anche di stimolo, soprattutto nel momento in cui si riscontra una mancanza di progettualità.

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Per la tutela dell’ambiente e del verde

Consiglio comunale dai pochi punti all’ordine del giorno, quello del 29 febbraio scorso, ma non per questo di minore importanza, anzi.

I lavori hanno visto la discussione di tre punti, il primo dei quali non prevedeva discussione, mentre i restanti due vertevano su un’unica questione.
Ma andiamo con ordine.
Il primo punto è stata la comunicazione della revoca delle deleghe all’assessore ai Servizi sociali e all’Istruzione, Andrea Aspesani. I motivi non sono stati chiariti, se non attraverso la lettura dell’atto amministrativo da parte del sindaco Melis, nel quale si esplicitava che tale decisione fosse necessaria per la prosecuzione dell’azione amministrativa. Cosa sia successo, quali siano i problemi sorti tra l’assessore e il sindaco (o il resto della Giunta? Non è dato sapere) non lo sappiamo, dato che il sindaco ha rifiutato, appellandosi alle prerogative garantite dalla legge, di fornire alcuna motivazione di carattere politico. Quel che restano sono i dubbi: come mai sono state revocate le deleghe a un assessore che ricopriva quel ruolo oramai dal 2009? Come mai il sindaco rifiuta di esporre le motivazioni? Cosa è successo perché si arrivasse alla revoca delle deleghe? Tutte queste domande, come dicevamo, restano ora senza risposta, e qui le riproponiamo.
Il secondo punto all’ordine del giorno prevedeva, su iniziativa dell’amministrazione, l’inserimento di un terreno di proprietà comunale nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del Patrimonio Immobiliare, il che vuol dire trasferirlo tra i beni “disponibili”, che sono quei beni che non sono funzionali all’esercizio delle funzioni istituzionali, e che quindi si possono vendere. Ovviamente si tratta di una scelta politica e programmatica: l’amministrazione può anche voler valorizzare un terreno mantenendolo a verde, ad esempio. In questo caso, invece, la scelta è di “valorizzarlo” consumandolo, cioè edificandovi secondo la propria destinazione urbanistica, “T4 Sistemi insediativi per l’economia locale”. Si tratta di un terreno collocato alle spalle del mini Iper, della dimensione di oltre 5.000 mq, sul quale ora insiste un bosco ceduo. Il terzo punto prevedeva la sdemanializzazione di una strada consorziale che insiste su questi stessi terreni.
Il fine, perciò, sembra essere chiaro, come dicevamo all’inizio: l’urbanizzazione di quest’area. Ritenendo che ci siano già numerose aree dismesse ed abbandonate da poter recuperare e ritenendo che l’urbanizzazione dei suoli abbia già oltrepassato la soglia di criticità, così come dimostrano tutti gli indicatori ambientali (dal consumo di suolo stesso, alla qualità dell’aria, a quella delle acque – perché anche se non sembra, la qualità di queste ultime e la capacità di assorbimento delle stesse è strettamente legata alla disponibilità di suolo), abbiamo espresso il nostro voto contrario, unici all’interno del Consiglio comunale. Siamo convinti che si possano coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo economico, e che, anzi, senza uno non ci possa essere l’altro. Un’amministrazione che non si limiti al presente ma che abbia uno sguardo lungo sul nostro futuro e su quello delle prossime generazioni non può prescindere da queste valutazioni.