Il rivoluzionario

Qualche tempo fa, alla pesa di Solbiate, i Carabinieri mi fermarono per un normale controllo. Dopo aver eseguito la verifica dei miei documenti tornarono verso di me e mi dissero: “Ah, ma lei è il rivoluzionario!”. Era il periodo delle elezioni dell’anno scorso, in cui venivamo segnalati alla questura dal caro Melis per qualunque cosa, persino se ci trovavamo in Piazza Gabardi con la stampa.
Sentirsi dire certe cose da dei pubblici ufficiali, può scatenare varie reazioni, ma sicuramente non può lasciare impassibile. Dato che tutto mi sembrava alquanto ridicolo, mi misi a sorridere, scherzai e scambiai anche qualche battuta con le forze dell’ordine. Solo in un secondo momento mi fermai a riflettere: se i Carabinieri mi danno del rivoluzionario, chissà che fascicolo che hanno su di me! Sta di fatto che non mi arrestarono, e anche oggi sono a “piede libero”. Vuol dire che essere rivoluzionario, in fondo, non è vietato dalla legge. Vuol dire che essere rivoluzionario non equivale ad essere un Black bloc, ma semplicemente una persona che si batte per dei valori che vede calpestati, e che lotta, nel limite delle sue capacità, contro chi abusa del proprio potere.

E allora tutti noi di Una Buona Idea siamo rivoluzionari, e siamo anche orgogliosi di esserlo.

Ma cosa vuol dire oggi essere rivoluzionario? Viviamo in una sorta di mondo alla rovescia, dove l’illecito è diventato normale, dove i politici fanno spettacolo e gli attori, i cantanti, i comici, si occupano della politica. Dove la cultura è giudicata superflua e dispendiosa, praticamente inutile. Dove chi dovrebbe dare il buon esempio si vanta delle sue malefatte e giudica stupido chi si ostina a credere nella legalità, e lo discredita, lo calunnia, lo annienta [lo querela, aggiungiamo noi]. E la parola rivoluzione assume un significato più profondo, che riguarda anche il comportamento di ognuno di noi.

Oggi, rivoluzionario è il coraggio, rivoluzionaria è la sobrietà, l’educazione, la cultura, l’arte, rivoluzionario è il diritto alla scuola, al lavoro, alla salute, rivoluzionario è l’accesso alla conoscenza, rivoluzionario è il rifiuto della volgarità, anche quella dilagante dell’ostentazione del lusso, rivoluzionario è il rifiuto della violenza, anche quella verbale, rivoluzionario è dire a chi cerca di corromperti: “No, grazie”. Rivoluzionario è insegnare ai propri figli il rispetto di tutte le diversità, l’accoglienza, la compassione, la fratellanza, la capacità e la volontà di provare a condividere il dolore degli altri, rivoluzionario è combattere il pregiudizio, rivoluzionaria è la ricerca della bellezza, rivoluzionario è spegnere la televisione e dedicarsi ai propri cari, coltivare delle passioni, continuare a giocare, rivoluzionario è il sorriso, la gentilezza, l’umiltà, il saper ridere anche di noi stessi e delle nostre miserie, rivoluzionaria è la semplicità, il godere di un buon cibo, di un buon vino, rivoluzionario è divertirsi ballando fino alle quattro del mattino senza bisogno di additivi chimici, rivoluzionario è guardarsi allo specchio senza vergognarsi di ciò che vediamo riflesso, rivoluzionario è non sentirsi al centro dell’universo e guardare altro oltre noi stessi, rivoluzionario è fare bene il proprio lavoro qualsiasi esso sia, rivoluzionaria è l’onestà, anche e soprattutto quella intellettuale, rivoluzionaria è l’etica, rivoluzionario è il coraggio delle proprie idee, rivoluzionario è chiedersi sempre che cosa si nasconda dietro le notizie dell’informazione ufficiale, non smettere mai di cercare, ragionare con la propria testa e porsi sempre delle domande, rivoluzionario è l’approfondimento contro la superficialità, rivoluzionario è il giornalismo della “seconda domanda”, rivoluzionario è non piegare la testa di fronte ai potenti, chiunque essi siano. Rivoluzionario è schierarsi sempre dalla parte degli ultimi, chiunque essi siano.

Rivoluzionaria è la curiosità, la libertà di pensiero, rivoluzionaria è la coerenza, la gratitudine, la capacità di chiedere scusa, rivoluzionaria è la dignità, il rispetto, il perdono, rivoluzionaria è l’indignazione per l’ingiustizia ovunque si verifichi e avere il coraggio di gridarla, rivoluzionario è combattere l’avidità che è il più pericoloso dei mali, rivoluzionario è dare un senso alla propria vita rivendicando il diritto alla felicità ma avendo la consapevolezza che questo non passa solo attraverso il denaro. Rivoluzionario è fare ognuno il proprio dovere di cittadino ricercando sempre la verità, che è la più grande delle rivoluzioni.

Ho fatto mio un articolo di Fiorella Mannoia comparso sul Fatto Quotidiano, condividendo ogni singolo passaggio.

Ma oltre a essere rivoluzionari, siamo anche offesi, molto offesi. Offesi dai vecchi (mi riferisco al Vice-Sindaco) che anziché insegnare, dall’alto delle loro cariche non provano la minima vergogna a dichiarare il falso. Offesi dai giovani (consiglieri di maggioranza e altre figure…) che pur di apparire e mantenere un cadreghino di poco conto si prestano a scenette ridicole mossi come burattini. Offesi da professionisti (Ass. ai lavori pubblici e Ass. al bilancio) che non conoscono il lavoro svolto, che demandano ad altri l’acquisizione di conoscenze, e che si adeguano ad un sistema marcio. Offesi da autorità (Sindaco) autoritaria e mai autorevole.

Mercoledì 29 aprile, io e Giuseppe Catone (papà di Stefano, e una delle persone più buone del nostro gruppo) siamo stati espulsi dal Consiglio Comunale. L’onestà intellettuale ci impone di dire che è stato corretto allontanarci, in quanto siamo intervenuti verbalmente durante una seduta consiliare. Sono cose che non si dovrebbero fare perché vanno contro i regolamenti. Forse è la prima volta che accade nella storia solbiatese. Non so cosa ci succederà, se verremo diffidati, denunciati, sanzionati o crocefissi sulla pubblica piazza a monito degli altri cittadini solbiatesi che oseranno dire ciò che pensano.

In quell’occasione non siamo riusciti a trattenerci e abbiamo seguito l’impellente necessità di gridare a tutti che non è possibile continuare a stare zitti e impassibili. Non siamo riusciti a contenere la nostra collera di fronte ad un’amministrazione che:

  • Stende verbali di consiglio esclusivamente secondo la propria visione dei fatti, senza sottoporli alla regolare approvazione consiliare;
  • Vota contraria ad un emendamento sacrosanto presentato da Una Buona Idea che chiedeva di mettere a verbale quanto effettivamente accaduto nel consiglio comunale del 16 marzo 2015 relativamente alle bugie dette dal vice-sindaco;
  • Trasforma, a proprio favore, la documentazione del revisore dei conti nell’ambito del consiglio;
  • È dotata di un assessore al bilancio che non sa nemmeno cosa c’è scritto nel bilancio;
  • Concede deroghe al pagamento delle tasse agli amici imprenditori;
  • Presenta una mozione sbagliata nella forma (e successivamente corretta da quelli della minoranza);
  • Utilizza i propri consiglieri come burattini nell’ambito di un teatrino messo in scena in Consiglio comunale;
  • Su una pagina distribuita a minoranza e pubblico in cui descrive la “Maglia della sicurezza” riesce a scrivere sbagliate 3 parole su 34;
  • Pensa che “le travi in cemento della palestra si stanno sfaldando a causa del continuo sfregamento tra le parti” [parole dei Sindaco] dando una nuova definizione di spalling, fenomeno riscontrato dalla perizia, che nemmeno un ubriaco riuscirebbe a blaterare [Spalling: espulsione locale del copriferro, che avviene quando le tensioni che si generano nel calcestruzzo a causa dei fenomeni espansivi che accompagnano la formazione della ruggine, superano la resistenza a trazione del materiale];
  • Pensa che le mensole in acciaio zincato previste per la messa in sicurezza della palestra servano solo per non sporcare il pavimento a fronte della caduta di qualche calcinaccio[1];
  • Approva il “Progetto esecutivo lavori di messa in sicurezza e ripristino cementi armati trave appoggio copertura palestre scuole medie” fatto da non si sa chi della Solbiate Olona Servizi e firmato in qualità di progettista dal Segretario Comunale [ovviamente il Segretario non ha la benché minima competenza tecnica in materia di cemento, travi e quant’altro, e al massimo avrebbe potuto firmare in qualità di Responsabile del Procedimento, carica che riveste, e non di Progettista!];
  • Continua a sostenere il falso nell’ambito della mancata apposizione dell’ordinanza della chiusura della palestra;
  • Accusa la minoranza di non conoscere norme e leggi che vengono inventate sul momento da questa amministrazione, creativa e indisponente;
  • Urla e sbraita contro i componenti della minoranza, senza alcun rispetto dei ruoli e delle persone;
  • Non risponde a domande pertinenti e chiare, ribaltando ogni volta tutto il discorso.

A questo punto ci chiediamo: chi vuole continuare a rimanere in silenzio? Quanti di voi si sentono offesi? Chi ha voglia di partecipare attivamente a questa rivoluzione?

Roberto Viganò

PS: Un consiglio. Fate attenzione ad entrare nella palestra delle scuole medie. Guardatevi in alto, e magari indossate anche un bel caschetto di protezione. I lavori fatti non corrispondono a quanto prescritto nella perizia svolta dall’ingegnere strutturale incaricato dal Comune.

[1] Dalla prescrizioni della perizia per un intervento immediato di messa in sicurezza:
Realizzazione di un appoggio adeguato, in corrispondenza di ciascuna nervatura del regolo, mediante la costruzione di mensole in acciaio zincato, tassellate alla trave portante, che tengano conto dei carichi permanenti e accidentali che gravano intorno in corrispondenza dell’appoggio (la reazione vincolare in corrispondenza dell’appoggio di ciascuna nervatura del tegolo è di 50kN). Inoltre, a lavori conclusi si consiglia un monitoraggio semestrale della condizione superficiale delle travi e della superficie di appoggio dei tegoli.

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