L’arroganza di Melis

L’arroganza di Melis non ha limiti. Gioca con i solbiatesi considerandoli (quasi tutti) degli “utili idioti”. “Utili” perché gli hanno consentito di ottenere un plebiscito alle ultime elezioni. “Idioti” perché purtroppo sa che solo qualche suo piccolo sparuto elettore investirà del tempo per leggere i documenti pubblicati sull’albo pretorio, analizzarli in maniera oggettiva, comprenderli e arrivare all’idea che, forse, quello che sta facendo questa Giunta, non va esattamente nella direzione di salvaguardia della Comunità.

Ma se anche qualcuno dovesse accorgersene, il divario di voti con le minoranze è talmente ampio, che non c’è nulla di cui preoccuparsi. Il sindaco continuerà imperterrito sulla sua strada, citando norme che nemmeno lui conosce, violandone altre che conosce benissimo, e accusando le minoranze di voler usare le commissioni esclusivamente per finalità politiche.

Melis oltre a non aver il benché minimo rispetto per le minoranze consiliari, che a tutti gli effetti rappresentano altri cittadini solbiatesi (quelli fastidiosi, che si sono tolti le fette di salame dagli occhi e hanno avuto il coraggio di aprire bocca), non ha nemmeno la minima capacità di distinguere tra azioni politiche atte alla discussione pubblica e costruttiva di un questione, e aziono invece pseudo-politiche, che tanto adora e di cui non sa proprio fare a meno, volte sempre a polemizzare attraverso accuse, contro-accuse e infamie attribuite unicamente alle persone e alla loro sfera personale.

L’arroganza del primo cittadino raggiunge il suo apice nell’articolo de La Settimana di venerdì 13 febbraio. Quelle righe sintetizzano magistralmente quanto detto sopra. Sono la dimostrazione lampante della sua reale essenza.

LaSettimana_13feb2015

Al sindaco non interessa assolutamente sapere qual è il parere degli altri. Lui è stato eletto dalla stragrande maggioranza dei solbiatesi (vedi sopra), e quindi, forte di ciò, può tranquillamente permettersi di dire che:

  1. Non ci sarà nessuna progettazione partecipata (a che serve sapere il parere di una massa di “utili idioti”? Perderebbero la loro utilità);
  2. La mozione presentata dalle minoranze non ha senso di essere discussa in consiglio comunale (forse richiamando la stessa legge democratica che vige nello stato del califfato);
  3. La commissione ecologia, facoltà prevista dallo statuto comunale, non ha alcun diritto di esprimersi e di valutare un progetto supervisionato dagli Enti preposti a norma di legge (peccato che l’ATO non sa nulla di questo progetto, e che nessuna commissione comunale, a distanza di 8 mesi dalle elezioni, sia stata nominata ufficialmente).

Occorre sottolineare un altro aspetto. Oltre agli “utili idioti” e ai “fastidiosi che vogliono dire la loro”, Solbiate è composto anche da una “massa dormiente”, che si sveglia solo se le questioni vanno a toccare i propri interessi e il proprio orticello.

Ecco perché Melis ha e continuerà ad avere gioco facile, e potrà proseguire imperterrito per la sua strada, eludendo norme una dietro l’altra, incaricando amici, sopprimendo associazioni e commissioni e qualunque tipo di organo destinato alla partecipazione, distruggendo il nostro territorio. IL NOSTRO, NON IL SUO!

Noi vogliamo svegliare questa massa, portarla a conoscenza di fatti che sono loro sfuggiti o di cui non hanno voglia di informarsi, vorremo rendere “fastidiosi” quegli “utili idioti” che si sono fidati delle promesse elettorali di Melis e che non hanno creduto nella capacità di giovani privi di interessi personali. Se riusciremo Solbiate potrà migliorare ad evitare di essere sfigurata da un’opera costosa, obsoleta e devastante per il nostro territorio. Se non riusciremo, allora dovremo dare ragione al sindaco, e concordare con lui che gli “utili idioti” non sono solamente un numero di persone, ma una malattia contagiosa che infesta e degenera la società, che consuma piano piano dall’interno una comunità fino a logorarla, lasciando spazio e potere solamente all’arroganza.

Noi i solbiatesi non li consideriamo affatto “idioti”, ma un po’ distratti o assopiti sì. Siamo noi, noi tutti, che diamo vita alla nostra comunità, dobbiamo essere un pochino più attenti e partecipi, per non ritrovarci a vivere in un luogo che ci appartiene sempre meno, ogni giorno che passa, e per non consegnare nelle mani di chi verrà un paese deturpato sotto molteplici aspetti.

E allora… sveglia!!!

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