La divisione di incarichi e responsabilità, questa sconosciuta

Lunedì sera, durante il Consiglio comunale, si è votato il rinnovo della convenzione tra Comune di Saronno e Comune di Solbiate Olona per i servizi legati alla Segreteria Generale. La maggioranza guidata da Luigi Melis ha scelto di rinnovare l’incarico di Segretario comunale al Segretario già in carica, il dott. Bottari.

Un dato che è stato appurato riguarda il costo di tale convenzione, stimato in circa 48mila euro annui, contro i circa 43mila euro anni relativi all’operato del dott. Guerra, negli anni scorsi. Sono inoltre state sollevate perplessità dai consiglieri comunali di minoranza rispetto al tempo messo a disposizione dal dott. Bottari, che sarà reperibile in Comune solamente uno o due giorni alla settimana. Cristina De Simone, inoltre, ha rimarcato perplessità riguardanti rimborsi spese e compensi che il Comune dovrà corrispondere al supplente, quando il dott. Bottari sarà assente, a causa dell’assenza di un vicesegretario. Il sindaco ha assicurato che tale somma non supererà i mille euro annui. Infine, non avevo mai visto un Consiglio comunale con una discussione tanto lunga sui verbali della seduta precedente: quelli posti in votazione lunedì erano zeppi di errori, più o meno gravi. Da firme che non ci dovevano essere, a presenze in consiglio comunale sbagliate, a riferimenti normativi del tutto errati, che avrebbero potuto avere gravi conseguenze, come nel caso del punto all’ordine del giorno riguardante la composizione della Giunta. In questo, si rimandava a una norma che prevede l’incompatibilità tra i ruoli di Consigliere e di Assessore, ma che si applica solo ai comuni con più di 15.000 abitanti. Errori più o meno banali – si potrà dire – ma comunque indicativi di una scarsa attenzione nel momento di preparazione degli atti.

Torniamo a noi. Il sindaco Melis quindi ha rivendicato e difeso la sua scelta, portando un ulteriore argomento: la scelta di affidare al segretario Bottari tutte le responsabilità di servizio che erano in capo ai dirigenti comunali. Una scelta che – pare – permetterà di risparmiare 60mila euro all’anno (e allora perché non lo si è fatto anche nei passati cinque anni, causando una spesa inutile di 300mila euro, se è così semplice?), ma che ha un effetto ben preciso, quello di concentrare in un’unica persona sia funzioni “orizzontali” – che stanno sullo stesso piano, e cioè quelle dei diversi servizi comunali – che funzioni “verticali”, e cioè di consulenza e controllo.

Le responsabilità di servizio riguardano infatti la “gestione amministrativa, finanziaria e tecnica [dell’ente comunale] mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo”[1]. Per fare un esempio, sui dirigenti ricade “la responsabilità delle procedure d’appalto e di concorso”[2], ma anche “i provvedimenti di autorizzazione, concessione e analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizia”[3]. Questo per tutti i settori in cui opera la macchina comunale, dalla gestione finanziaria dell’ente alle competenze che hanno ricadute estremamente dirette sul territorio.

Quali sono, invece, le competenze del Segretario comunale? Il Segretario comunale, tra le altre cose, “sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l’attività”[4].

A livello legale, non esiste incompatibilità: il Segratario comunale può assumere responsabilità di servizio. La scelta voluta dal Sindaco Melis è del tutto legittima, ma il problema che si pone è di opportunità. Un campanello d’allarme che segnala l’inopportunità di tale scelta è costituito «l’articolo 1 del contratto collettivo nazionale integrativo di lavoro dei Segretari comunali del 22 dicembre 2003 (accordo n. 2)[4] che, nel declinare le condizioni oggettive e soggettive necessarie a giustificare la maggiorazione dell’indennità di posizione disciplinata dall’art. 41 del CCNL stipulato il 16 maggio 2001 (quadriennio normativo 1998/2001)[5], prevede espressamente, tra le condizioni soggettive, il conferimento di incarichi gestionali, precisando che “occorre che gli stessi siano conferiti in via temporanea, e dopo aver accertato l’inesistenza delle necessarie professionalità all’interno dell’ente”».

Questo perché, per definizione, la concentrazione di responsabilità – orizzontali e verticali, come abbiamo visto – è un punto segnato a sfavore della trasparenza sia delle scelte che dei processi decisionali. E’ dalla trasparenza dei processi, quindi dalla dialettica che si crea tra le diverse responsabilità, che si può garantire la migliore gestione di qualsiasi struttura, soprattutto se di carattere pubblico. Quindi, ci sarà un risparmio immediato stimato in 60mila euro, ma il costo che si va a sostenere incide sulla trasparenza dei processi, una di quelle cose che non ci permetterà di asfaltare dopodomani una strada, ma che è necessaria per la sostenibilità dell’ente (sostenibilità anche finanziaria) nel lungo periodo. Perché la divisioni di incarichi e di responsabilità non è solo “mettere una firma”, come sostenuto dal sindaco.

Per concludere, riportiamo un passaggio di un articolo, che invitiamo a leggere per intero: «Da ultimo, la scelta del legislatore di individuare il Segretario comunale quale cardine del sistema dei controlli interni e del complesso e ambizioso meccanismo previsto dalla legge 190/2012 in materia di contrasto alla corruzione all’interno degli enti locali, rende sempre meno difendibile la scelta di affidare ad esso funzioni gestionali. È infatti evidente che il Segretario comunale che svolga nell’ente il ruolo di primo attore nel sistema dei controlli non può essere coinvolto nell’attività di gestione, pena il venir meno delle condizioni di terzietà ed imparzialità che una seria e completa attività di controllo impongono; l’alternativa non può che essere di mettere in conto ed accettare l’inaccettabile, e cioè che una fetta più o meno consistente dell’attività dell’ente – quella affidata alle competenze gestionali del Segretario – sia sottratta al controllo, non potendo lo stesso soggetto rivestire, contemporaneamente, la qualità di controllore e controllato».

Stefano Catone

[1] TUEL, art. 107, comma 1

[2] TUEL, art. 107, comma 3

[3] Ibidem.

[4] TUEL, art. 97, comma 4

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