Fantasie amministrative

Dagli organi di stampa (Varesenews e L’Informazione) apprendiamo che il sindaco Melis si sia lasciato andare alle ormai consuete falsità, dichiarando che “l’opposizione non ha accolto l’invito a partecipare ad una riunione allargata sul bilancio”, che “non ha proposto suggerimenti”, e che “si è persa nei meandri tecnici delle sterili polemiche”.
Se la riunione a cui si fa riferimento è quella svoltasi il 28 giugno scorso alle ore 11,30 presso il Municipio di Solbiate, affermiamo con piena certezza che la Lista Una Buona Idea ha partecipato. Se invece si tratta di un’altra riunione, allora non ci è pervenuto alcun invito.
Relativamente all’incontro di cui sopra la convocazione è stata comunicata dal capogruppo di maggioranza prima informalmente per telefono e poi in via più ufficiale tramite mail, ed in entrambi i casi è stato detto e scritto che si trattava di una riunione dei capogruppo per parlare di bilancio e in particolare della nuova IUC, Imposta Unica Comunale. Entrambi i gruppi di minoranza presenti in consiglio sono stati chiamati a partecipare esclusivamente con un altro, e uno soltanto, componente del proprio gruppo. Il primo pensiero è stato: ottimo, un buon tavolo di discussione.
Tuttavia a quel tavolo di discussione ci siamo trovati anche i rappresentanti delle altre forze politiche che non hanno seggi in consiglio. Niente di male se fosse stata una riunione allargata come l’ha definita Melis, ma doveva essere una convocazione dei capogruppo, rimanere sorpresi è più che lecito. Oltretutto se troviamo già seduti al tavolo ben tre rappresentanti del Movimento Cinque Stelle quando a noi era stato severamente imposto di partecipare al massimo in due persone, la sorpresa è non solo lecita, ma d’obbligo.
All’inizio di questa riunione è stata concordata la stesura di un verbale (ad opera di un componente del M5S su proposta di Melis) che a distanza di quasi un mese non abbiamo ancora ricevuto. Ci siamo aggiornati ad una nuova seduta con del materiale concreto su cui discutere, ovvero numeri, cifre, spese da coprire, che il Sindaco ha garantito ci avrebbe fornito al più presto. Probabilmente è ancora troppo presto, in quanto al momento non è ancora giunto nessun documento e nessuna nuova convocazione.
Sta di fatto che in questa riunione, in cui si doveva discutere della proposta della maggioranza, sono mancate proprio le basi su cui discutere: la maggioranza non ha fatto nessuna proposta. Si aspettava forse che fossero le minoranze a stendere il bilancio?
Siamo stati invitati a raccontare le nostre strategie a proposito di bilancio subito, in prima battuta, senza avere sotto mano nemmeno uno straccio di proposta della maggioranza, mentre invece dovrebbe essere prassi comune che chi amministra debba esporre le proprie proposte. Nonostante le ripetute domande, il Sindaco ha risposto sempre in maniera evasiva, molto evasiva, sugli orientamenti della Voce Solbiatese a proposito di bilancio, tranne che su di un argomento, sull’addizionale IRPEF, manifestando palesemente l’intenzione di aumentarla, applicando tra l’altro un metodo proporzionale suggerito tempo fa dal nostro candidato Vice-Sindaco Stefano Catone, che va a proteggere una fascia debole più ampia dell’attuale e applica coefficienti differenti a seconda delle fasce di reddito, per rendere la tassazione più equa possibile, così come espressamente definito nel programma elettorale di Una Buona Idea.
Teniamo inoltre a ribadire che l’IMU sulla prima casa non è che non la fa pagare il sindaco Melis: l’IMU sulla prima casa non è più prevista dalla legge di Stabilità, e ciò vale su tutto il territorio nazionale. Invitiamo il Sindaco a informarsi bene sulle norme, prima di sbandierare defiscalizzazioni che non sono certo merito suo.

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Panificio Frontini, un pezzo di Solbiate che se ne va. Forse.

IMG-20140701-WA0018In occasione della chiusura del Panificio & Alimentari Frontini, la lista una Buona Idea intende, nel suo piccolo, rendergli omaggio attraverso una breve intervista. Nessun intento politico nascosto: ci è solo sembrato doveroso dare voce a chi, per oltre un secolo, ha ‘servito’ solbiatesi e non con costanza e cordialità. A parlare è il figlio di Angelo, Emilio:

D: Ciao Emilio, raccontaci come nasce l’attività di famiglia…

R: Il primo forno viene avviato dal mio trisavolo, Frontini Luigi, verso fine 800; poi l’attività viene proseguita dal bisnonno Angelo, e dunque da mio nonno Francesco, che tutti ancora ricordate. Nel corso degli anni il forno cambia diverse ubicazioni senza però mai lasciare Solbiate, fino ad approdare nella piazzetta di Solbiello, diventandone il simbolo. Il negozio viene inaugurato il 2 agosto 1947 da mio nonno, insieme alla sorella Teresa, per poi diventare famoso come “l’Ambrogia” grazie all’ingresso di mia nonna, che letteralmente vi spende la propria vita. Il resto è storia dei nostri giorni: mio padre lavora lì dentro fin da quando è bambino e coinvolge ben presto anche mia madre, Fulvia.

D: Purtroppo chiude anche l’ultimo ‘alimentari’ di Solbiate Olona, come mai?

R: Lo stile di vita necessariamente cambia con l’evolvere della società e negli ultimi 20-30 anni si è assistito ad una vera e propria rivoluzione in tal senso: nuovi ritmi, nuove abitudini, nuove necessità. Anche l’alimentari in senso stretto deve pertanto trasformarsi per stare al passo con i tempi, tuttavia i miei genitori hanno finalmente e meritatamente raggiunto la pensione dopo anni di sacrifici ed ora è giunto il momento di godersi la vita con maggiore tranquillità. Inoltre io e mia sorella, almeno per il momento, abbiamo scelto strade professionali diverse, più attinenti ai nostri studi.

D: Momento amarcord: mi ricordo quando per mangiare si preferiva andare da te in negozio piuttosto che restare all’oratorio feriale e quando, alle elementari, si facevano le gite al panificio. Quali sono i tuoi ricordi più belli legati al negozio?

R: Ci sono tanti momenti belli… Sicuramente le gite da te menzionate: non posso negare l’orgoglio di essere un punto di riferimento nel tessuto commerciale locale. Pensa a cosa significavano quelle gite: mostrare alle nuove generazioni come funziona un’impresa artigianale che ha come unico carburante, oltre alla maestria dei lavoranti, lo spirito di squadra e di sacrificio e la passione con cui fare il proprio lavoro! E poi il lavoro in panificio: non un dovere, ma il piacere di creare qualcosa, in allegria, scherzando tra un’infornata e l’altra. Ed infine, con un pizzico di malinconia, ricordo l’abitudine, ancora bambino, di scendere in forno il venerdì sera verso le 23:00 con mia sorella e i nonni e “rubare” i panini appena sfornati…

D: Secondo te, che contributo ha dato il panificio alla comunità solbiatese?

R: Sicuramente siamo stati un punto di riferimento per la comunità; lo posso affermare senza immodestia:  lo conferma la commozione che mostrano i nostri clienti in questi giorni, quasi increduli all’idea che “l’Ambrogia” chiuda i battenti.

Abbiamo sempre cercato di sostenere le iniziative della comunità, ad esempio fornendo il pranzo al sacco per le gite comunali e sostenendo le persone in difficoltà concedendo quanto più credito possibile. Infine permettimi di sottolineare la funzione sociale degli esercizi come il nostro, che purtroppo viene a mancare alla comunità solbiatese: gli alimentari di paese sono una risorsa preziosissima soprattutto per la popolazione anziana o per chi è solo e non ha possibilità di muoversi. Il servizio a domicilio, gratuito o quasi, anche per quantitativi minimi di spesa è un sostegno importante; il rapporto umano che si crea con la clientela è insostituibile: diventa un momento di scambio, a volte anche di sfogo, un contatto umano cui ambisce soprattutto chi è solo. Solbiate, purtroppo, è un paese con pochissimi esercizi commerciali e in questo modo si perde proprio il contatto umano, il senso della comunità, cadendo nella spersonalizzazione tipica dei grandi centri urbani.

D: Siamo arrivati alla fine. A nome della lista e dei solbiatesi, ringrazio te e la tua famiglia per aver accettato di scambiare due chiacchere con noi e, ovviamente, per il ‘servizio’ offerto dal negozio alla nostra comunità. Prima di salutarci però vorrei chiederti un’ultima cosa… c’è la remota possibilità che il negozio riprenda l’attività?

R: Prima di rispondere, se posso, vorrei ringraziare tutte le persone che per tanti anni hanno collaborato con  noi.

Riprendere l’attività?…come recita il cartello esposto in vetrina, ora ci concediamo una meritata pausa. L’estate sarà l’occasione per riposarci e, perché no, magari anche per ripensarci…

A cura di Nazzareno Iorfida

La divisione di incarichi e responsabilità, questa sconosciuta

Lunedì sera, durante il Consiglio comunale, si è votato il rinnovo della convenzione tra Comune di Saronno e Comune di Solbiate Olona per i servizi legati alla Segreteria Generale. La maggioranza guidata da Luigi Melis ha scelto di rinnovare l’incarico di Segretario comunale al Segretario già in carica, il dott. Bottari.

Un dato che è stato appurato riguarda il costo di tale convenzione, stimato in circa 48mila euro annui, contro i circa 43mila euro anni relativi all’operato del dott. Guerra, negli anni scorsi. Sono inoltre state sollevate perplessità dai consiglieri comunali di minoranza rispetto al tempo messo a disposizione dal dott. Bottari, che sarà reperibile in Comune solamente uno o due giorni alla settimana. Cristina De Simone, inoltre, ha rimarcato perplessità riguardanti rimborsi spese e compensi che il Comune dovrà corrispondere al supplente, quando il dott. Bottari sarà assente, a causa dell’assenza di un vicesegretario. Il sindaco ha assicurato che tale somma non supererà i mille euro annui. Infine, non avevo mai visto un Consiglio comunale con una discussione tanto lunga sui verbali della seduta precedente: quelli posti in votazione lunedì erano zeppi di errori, più o meno gravi. Da firme che non ci dovevano essere, a presenze in consiglio comunale sbagliate, a riferimenti normativi del tutto errati, che avrebbero potuto avere gravi conseguenze, come nel caso del punto all’ordine del giorno riguardante la composizione della Giunta. In questo, si rimandava a una norma che prevede l’incompatibilità tra i ruoli di Consigliere e di Assessore, ma che si applica solo ai comuni con più di 15.000 abitanti. Errori più o meno banali – si potrà dire – ma comunque indicativi di una scarsa attenzione nel momento di preparazione degli atti.

Torniamo a noi. Il sindaco Melis quindi ha rivendicato e difeso la sua scelta, portando un ulteriore argomento: la scelta di affidare al segretario Bottari tutte le responsabilità di servizio che erano in capo ai dirigenti comunali. Una scelta che – pare – permetterà di risparmiare 60mila euro all’anno (e allora perché non lo si è fatto anche nei passati cinque anni, causando una spesa inutile di 300mila euro, se è così semplice?), ma che ha un effetto ben preciso, quello di concentrare in un’unica persona sia funzioni “orizzontali” – che stanno sullo stesso piano, e cioè quelle dei diversi servizi comunali – che funzioni “verticali”, e cioè di consulenza e controllo.

Le responsabilità di servizio riguardano infatti la “gestione amministrativa, finanziaria e tecnica [dell’ente comunale] mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo”[1]. Per fare un esempio, sui dirigenti ricade “la responsabilità delle procedure d’appalto e di concorso”[2], ma anche “i provvedimenti di autorizzazione, concessione e analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizia”[3]. Questo per tutti i settori in cui opera la macchina comunale, dalla gestione finanziaria dell’ente alle competenze che hanno ricadute estremamente dirette sul territorio.

Quali sono, invece, le competenze del Segretario comunale? Il Segretario comunale, tra le altre cose, “sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l’attività”[4].

A livello legale, non esiste incompatibilità: il Segratario comunale può assumere responsabilità di servizio. La scelta voluta dal Sindaco Melis è del tutto legittima, ma il problema che si pone è di opportunità. Un campanello d’allarme che segnala l’inopportunità di tale scelta è costituito «l’articolo 1 del contratto collettivo nazionale integrativo di lavoro dei Segretari comunali del 22 dicembre 2003 (accordo n. 2)[4] che, nel declinare le condizioni oggettive e soggettive necessarie a giustificare la maggiorazione dell’indennità di posizione disciplinata dall’art. 41 del CCNL stipulato il 16 maggio 2001 (quadriennio normativo 1998/2001)[5], prevede espressamente, tra le condizioni soggettive, il conferimento di incarichi gestionali, precisando che “occorre che gli stessi siano conferiti in via temporanea, e dopo aver accertato l’inesistenza delle necessarie professionalità all’interno dell’ente”».

Questo perché, per definizione, la concentrazione di responsabilità – orizzontali e verticali, come abbiamo visto – è un punto segnato a sfavore della trasparenza sia delle scelte che dei processi decisionali. E’ dalla trasparenza dei processi, quindi dalla dialettica che si crea tra le diverse responsabilità, che si può garantire la migliore gestione di qualsiasi struttura, soprattutto se di carattere pubblico. Quindi, ci sarà un risparmio immediato stimato in 60mila euro, ma il costo che si va a sostenere incide sulla trasparenza dei processi, una di quelle cose che non ci permetterà di asfaltare dopodomani una strada, ma che è necessaria per la sostenibilità dell’ente (sostenibilità anche finanziaria) nel lungo periodo. Perché la divisioni di incarichi e di responsabilità non è solo “mettere una firma”, come sostenuto dal sindaco.

Per concludere, riportiamo un passaggio di un articolo, che invitiamo a leggere per intero: «Da ultimo, la scelta del legislatore di individuare il Segretario comunale quale cardine del sistema dei controlli interni e del complesso e ambizioso meccanismo previsto dalla legge 190/2012 in materia di contrasto alla corruzione all’interno degli enti locali, rende sempre meno difendibile la scelta di affidare ad esso funzioni gestionali. È infatti evidente che il Segretario comunale che svolga nell’ente il ruolo di primo attore nel sistema dei controlli non può essere coinvolto nell’attività di gestione, pena il venir meno delle condizioni di terzietà ed imparzialità che una seria e completa attività di controllo impongono; l’alternativa non può che essere di mettere in conto ed accettare l’inaccettabile, e cioè che una fetta più o meno consistente dell’attività dell’ente – quella affidata alle competenze gestionali del Segretario – sia sottratta al controllo, non potendo lo stesso soggetto rivestire, contemporaneamente, la qualità di controllore e controllato».

Stefano Catone

[1] TUEL, art. 107, comma 1

[2] TUEL, art. 107, comma 3

[3] Ibidem.

[4] TUEL, art. 97, comma 4