Perché scegliere l’accoglienza fatta bene

La Voce Solbiatese che sta arrivando nelle case dei solbiatesi attacca la nostra proposta di adesione allo Sprar, il sistema di accoglienza fatta bene. La risposta, però, non c’entra nulla con la domanda. L’accoglienza fatta bene è una scelta delle amministrazioni locali (finanziata dallo Stato), che possono decidere se prendersi delle responsabilità e gestire in modo intelligente, diffuso e trasparente, o se lasciare spazio a chi sull’accoglienza sta costruendo un vero e proprio business, con tutti i problemi che conosciamo.

La nostra risposta in un video, che spiega brevemente perché bisogna fare lo Sprar e arginare la gestione straordinaria.

La programmazione che non c’è, e che si dimentica anche dell’esistente

Il Consiglio comunale del 20 luglio 2017 ha avuto un protagonista principale, come giusto che fosse. Si tratta del Documento Unico di Programmazione 2018-2020, cioè il documento che contiene le linee strategiche di intervento dell’amministrazione, sul quale dovrebbe quindi basarsi il bilancio.

Come abbiamo evidenziato in fase di dibattito e con la nostra dichiarazione di voto, il DUP posto in votazione è un documento assolutamente scarno, composto alternando copia e incolla da altri documenti simili (in particolare si trovano ampie sovrapposizioni con quello di Cassano Magnago) con i titoli di alcune proposte, senza che siano minimamente dettagliate. Per fare un esempio, il DUP di Cassano Magnago esplicita tutte le asfaltature previste, strada per strada, mese per mese, mentre per interventi di enorme portata che dovrebbero coinvolgere il nostro territorio ci sono solamente i titoli. Su tutti “Ricollocazione dell’area feste”, senza nessuna altra informazione: come sia possibile chiedere un voto favorevole su una proposta tanto vaga resta a noi incomprensibile. Ma c’è di più: il DUP posto in votazione, infatti, dimentica palesemente di citare interventi e questioni che necessariamente ci troveremo ad affrontare. Non vengono mai citati i lavori connessi a Pedemontana in piazza a Solbiello, l’ex Oratorio femminile, la piscina comunale, la questione della gestione sovracomunale dei rifiuti, il programma per dotare Solbiate di hotspot wi-fi. Insieme a loro, anche il piano di intervento che porterà alla costruzione di un nuovo centro commerciale, che il sindaco, durante il dibattito, ha dichiarato apparterrà alla catena “Tigros”. Di tutte queste opere, e delle criticità relative alla loro gestione, non c’è traccia. Abbiamo votato contro «un documento scarno, che tradisce il proprio intento di programmazione, appiattendosi sulle necessità del momento».

Sempre in tema di bilancio, la maggioranza ha corretto se stessa, dopo che durante l’ultimo Consiglio comunale avevamo fatto osservare un errore nel bilancio pari a 696mila euro. L’errore era evidentissimo, eppure La Voce Solbiatese ha preferito approvare il documento per poi correggerlo.

Ci siamo invece astenuti sull’ampliamento della cartellonistica pubblicitaria, aumentata da 200 a 500 mq. Sulla base della normativa vigente il minimo per Solbiate è circa 66 mq e, inoltre, il bilancio 2016 prevedeva entrate pari a 76k euro, di cui ne sono state accertate 62k e, infine, incassate 52k. Il bilancio 2017 prevede un’entrata inferiore rispetto al 2016, pari a 61k euro. La maggioranza sostiene che si siano create nuove condizioni, ma in assenza di una mancata esplicitazione sia di queste che della localizzazione dei nuovi impianti pubblicitari abbiamo preferito astenerci.

Ha trovato il nostro consenso, invece, quanto proposto in termini di rivisitazione dei servizi socio-assistenziali: da un lato si è approvato un regolamento più chiaro dell’attuale che rende uniformi gli stessi su tutto il territorio del Medio Olona, mentre dall’altro lato sono state parallelamente portate alcune modifiche allo Statuto della relativa azienda speciale. Rispetto a queste modifiche abbiamo però voluto puntualizzare che Solbiate perderà potere di voto in base al nuovo sistema di votazione e che, inoltre, sono state previste maggioranze diverse per l’elezione e la revoca del presidente dell’Azienda (prima erano necessari i 2/3 dei voti per entrambe le cose, ora l’elezione viene innalzata al 75% e la revoca abbassata al 60%, cosa che ci sembra abbastanza paradossale).

Ci siamo espressi favorevolmente rispetto al rinnovo della convenzione sul coordinamento della polizia locale con Olgiate Olona e Marnate facendo notare, anche in questo caso, che il focus della convenzione è messo sui mesi estivi, ma il rinnovo è avvenuto solo a luglio inoltrato, essendo la convenzione scaduta a fine dicembre 2016. Inoltre, abbiamo chiesto delucidazioni sullo stato di avanzamento (che, in pratica, non si rileva) della cosiddetta “Maglia di sicurezza” del Medio Olona, progetto che avrebbe dovuto coinvolgere Comando Prov. CC, Prefettura, Questura, Castellanza, Cairate, Marnate, Gorla Minore e Maggiore, Fagnano, Solbiate e Olgiate. La proposta era stata avanzata dalla maggioranza, il Consiglio comunale l’ha approvata all’unanimità il 29 aprile 2015, eppure da allora non è stato realizzato nulla.

Infine, abbiamo espresso voto contrario sull’acquisizione dei terreni (nei pressi della rotonda tra via IV novembre e la provinciale) dove sono già iniziati i lavori per installare una stele a memoria del cimitero dei cecoslovacchi che lì sorgeva. Questo progetto passa solo incidentalmente in Consiglio comunale, dato che l’amministrazione ha portato avanti il tutto in Giunta, senza alcun tipo di condivisione, col risultato paradossale che è già stato commissionato e realizzato un progetto e sono stati previsti 35k euro per la realizzazione senza neppure che il Comune fosse proprietario dell’area, che era di proprietà del Demanio. L’acquisizione dell’area ci è costata circa 6k euro, che sommandosi ai 35k già citati portano a un totale di oltre 40k euro. Una cifra comunque importante, che crediamo avrebbe meritato una maggiore discussione pubblica. Tutto ciò non può che farci tornare all’inizio, alla discussione sul DUP, evidenziando ancora una volta come l’agire dell’amministrazione non sia basato su una attenta pianificazione, ma sulle sole necessità e idee del momento.

Tempo di bilanci

Consiglio comunale dell’8 maggio 2017. All’ordine del giorno il bilancio consuntivo (rendiconto) della gestione 2016, l’approvazione delle linee guida per la gara per la gestione sovracomunale della raccolta rifiuti, la mozione per l’adesione allo Sprar proposta dal nostro gruppo.
Le principali questioni emerse dalla discussione del bilancio sono le seguenti:
  • L’incasso della fideiussione (950mila euro) ha garantito la piena sostenibilità del bilancio. Abbiamo fatto notare come però da un lato siano già state spesi diverse centinaia di migliaia di euro per la piscina (tra mancati incassi del canone, spese legali, lavori) e come l’amministrazione si sia fatta trovare impreparata alla gestione dell’importo liquidato in una unica soluzione. Abbiamo inoltre registrato una diminuzione delle entrate correnti (2,85milioni, mentre negli ultimi esercizi si era stati sopra ai 3milioni) e un aumento delle spese correnti (3,3 milioni contro i 3 milioni precedenti), quest’ultimo probabilmente dovuto anche all’incasso della fideiussione.
  • Nello stato patrimoniale sono stati iscritti dei crediti per 696mila euro, che però non sono poi stati contabilizzati. Probabilmente si tratta di un errore materiale, ma resta il fatto che il bilancio è stato approvato così:
  • Il bilancio della Solbiate Olona Servizi (SOS), di cui il Comune è socio unico, presenta la seguente situazione debitoria:In azzurro, quelli che dovrebbero essere mutui, il cui importo di fatti diminuisce di anno in anno. In giallo, invece, debiti che dovrebbero essere verso fornitori: dal 2013 l’importo cresce costantemente e a una velocità maggiore rispetto al pagamento dei mutui, generando un debito totale in costante aumento, che nel 2016 ha superato il milione di euro. Incassata la fideiussione da parte del Comune, a fine 2016 la giunta ha approvato una variazione di bilancio con lo scopo di trasferire circa 250mila euro alla SOS (probabilmente per riparare alla situazione debitoria). Nonostante il parere favorevole del revisore dei conti e il voto favorevole del Consiglio comunale (non il nostro, quello de La Voce Solbiatese), la transazione non è poi stata eseguita perché – ci è stato spiegato in Consiglio – a seguito della consultazione di un consulente si è ritenuto che potesse configurarsi come un aiuto pubblico a una società privata. L’amministrazione ha fatto e disfatto tutto da sé. A partire dal 2014 sono in aumento anche i crediti che ha la SOS, passati da 215mila euro a 315mila euro. L’assessora Martina ci ha spiegato sia una questione strettamente contabile (e speriamo sia così, dato che speriamo di poterli incassare tutti, questi crediti). Abbiamo anche notato che il costo per il godimento di beni di terzi sostenuto dalla SOS (affitti, noleggi) è passato da una media di 22mila euro (2012/2015) a oltre 110mila euro, ma l’amministrazione non ha saputo spiegarne le ragioni. In definitiva, ci troviamo di fronte a una situazione che desta qualche preoccupazione.
Il secondo punto prevedeva, come anticipato, l’approvazione delle linee guida per la gara per la gestione sovracomunale della raccolta rifiuti. Come già fatto in una precedente occasione, abbiamo ribadito la necessità di andare verso sistemi di tariffazione puntuale e di conseguenza abbiamo proposto un emendamento, accolto dalla maggioranza, per dare mandato al sindaco di attivarsi in questo senso.
Infine, riportiamo la parte centrale della mozione da noi proposta per l’adesione al Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), uno dei due strumenti di accoglienza. L’altro è quello dei cosiddetti Centri di Accoglienza Straordinari (CAS):
La maggioranza ha rigettato la proposta divulgando un lungo documento che (senza alcuna voglia di far polemica, nonostante le affermazioni al limite della diffamazione contenuto nel documento) mostra una scarsa conoscenza del fenomeno migratorio e del sistema di accoglienza, che durante la discussione in Consiglio è emersa nuovamente, come dimostrano alcune dichiarazioni del signor sindaco, su tutte il riferimento alla presenza di un centro SPRAR a Fagnano Olona, quando invece vi è presente un CAS. Lo SPRAR è un sistema che, con tutti i suoi limiti, funziona, che garantisce un’accoglienza diffusa, rendicontata, parametrata alla popolazione residente, e che evita il presentarsi di situazioni critiche sulle quali l’amministrazione comunale non può intervenire in alcun modo. Si tratta molto semplicemente di una scelta: assumersi delle responsabilità e gestire il fenomeno per la propria (piccola) quota, oppure lasciare spazio a chi ha altri interessi, differenti da quelli dell’accoglienza. Per qualsiasi approfondimento sul tema potete scrivermi a stefanocatone chiocciola gmail punto com: beviamo un caffè e cerchiamo di capire assieme come si possono fare le cose bene. Senza demagogia e senza parole urlate, ma con i numeri e la normativa sottomano.

Ancora per il contrasto delle ludopatie

Dopo la mozione per il contrasto delle ludopatie discussa in Consiglio comunale oltre un anno fa – e bocciata dalla maggioranza –, siamo tornati sul tema, convinti che la questione sia di notevole importanza date le ricadute sociali generate dalla ludopatia. Per questo motivo abbiamo invitato l’amministrazione a partecipare a un bando regionale per il contrasto al gioco d’azzardo patologico.

Il bando prevede il finanziamento all’80% di progetti che operano in questa direzione. Come scrivemmo all’epoca, la nostra proposta è la «creazione di un marchio “free slot” per gli esercizi commerciali senza slot machines e VLT, con conseguente agevolazione fiscale, e una campagna di sensibilizzazione sul territorio. La nostra proposta – lo specifichiamo – non conteneva alcun obbligo per le attività commerciali, ma solamente la possibilità di aderire alla campagna di sensibilizzazione».

Speriamo, questa volta, di trovare ascolto.

Qui il bando regionale.

[LEGGI L’INTERROGAZIONE]

Dalla parte della trasparenza. Sempre.

Il Consiglio comunale del 2 agosto 2016, convocato per votare una variante al Piano di Governo del Territorio, cioè un atto amministrativo che va in deroga alla normativa vigente, si è tenuto due volte. La prima volta è andata così:

consiglio solbiate

Sono le ore 13. Quelli vuoti sono i banchi della maggioranza, la Voce Solbiatese, che ha scientificamente disertato la seduta (nemmeno il sindaco Melis si è presentato) così da approvare la variante in seconda convocazione, la sera del 2 agosto, quando non è stato necessario raggiungere il numero legale. Un episodio che rimarrà nella storia di Solbiate, a segnarla negativamente: per quanto l’intervento in variante posto in votazione fosse limitato non bisogna infatti dimenticare che stiamo comunque approvando un progetto che va in deroga alla normativa ordinaria, costituita dal Piano di Governo del Territorio, cioè quello strumento pensato per bilanciare gli interessi del pubblico e gli interessi del privato. Una deroga percorre binari differenti, non previsti dalla normativa. Una deroga alla cui discussione si è sottratto il sindaco Melis, non presente neppure alla seconda convocazione. In questi casi risulta particolarmente importante porre attenzione sul metodo adottato, ed è proprio sul metodo che si è concentrata la prima parte della nostra dichiarazione di voto, che trovate di seguito e che vi invitiamo a leggere:

 

Dichiarazione di voto in merito al progetto in variante al PGT inerente al complesso industriale sito in via Ronchi 91 (Società Bea Srl/Immobiliare Ronchi Sas)

UNA QUESTIONE DI METODO

Merito e metodo sullo stesso piano. Il metodo spesso è il merito delle cose, soprattutto nel momento in cui si operano scelte che escono dal dettato normativo ordinario.

Sono due in questo caso le questioni di metodo che si pongono fortissime.

La prima riguarda il concetto di opportunità politica proprio di questa amministrazione. Non è possibile non rilevare, infatti, che nel medesimo periodo in cui Bea Srl-Immobiliare Ronchi sas proponeva il progetto in discussione, in deroga al vigente Piano di Governo del Territorio, la stessa figurava tra gli sponsor (cfr. la locandina dell’evento) della manifestazione organizzata dall’amministrazione comunale denominata “Echi della Valle Olona”, tenutasi nei giorni 20-24-25-26 giugno 2016. In particolare (cfr. Delibera GC 34/2016), il ricorso a sponsor è stato gestito attraverso il coinvolgimento dellla Soc. Coop. V. Veneto di Solbiate Olona (“relazione con gli sponsor, pagamento, prestazioni associazioni, fornitori e quanto altro occorrente per la buona riuscita della manifestazione”, si legge nella citata delibera), la quale avrebbe dovuto rendicontare “all’Amministrazione Comunale l’esito dei costi delle attività nonché i proventi ricevuti per le diverse fasi della manifestazione”. A seguito di verifica con gli uffici di Segreteria comunale, lo specchio di rendicontazione non risulta essere agli atti comunali, mentre il Sindaco sostiene di averlo visionato pubblicamente: quale valore può avere una rendicontazione che non si trova agli atti comunali, a detta del Sindaco, e della quale non c’è riscontro pubblica? Perché i cittadini solbiatesi non possono accedere liberamente – senza alcuna richiesta di accesso agli atti – all’elenco di privati che ha finanziato iniziative volute dall’amministrazione, nonostante la rendicontazione fosse richiesta dalla Giunta stessa?

I precedenti fatti configurano una evidente situazione di conflitto di interessi, di per sé non foriera di alcun illecito, ma che avrebbe certamente consigliato – data anche la mancata trasparenza – un’astensione dalla creazione di rapporti di sponsorizzazione, funzionali, tra l’altro, a una “cena offerta dagli sponsor, cui hanno partecipato l’amministrazione comunale, le autorità ospiti e la popolazione” (cfr. Echi Liberi, Luglio Agosto 2016, p. 41). Un’astensione maggiormente dovuta a causa della mancata dimensione pubblica della rendicontazione richiesta dall’amministrazione comunale.

Ricordiamo che «Il conflitto di interessi, in ambito giuspubblicistico, indica quella situazione in cui il titolare di una carica elettiva o di un pubblico ufficio ha (o è preposto alla cura di) un interesse economico privato tale da influenzare (o anche soltanto apparire di influenzare) l’esercizio dei suoi doveri pubblici, potendo preferire tale interesse all’interesse pubblico che dovrebbe perseguire in considerazione delle funzioni che è chiamato a svolgere.». (Pertici, 2002).

Se, come dice, l’amministrazione intende ispirare il proprio operato a criteri di trasparenza, il consiglio è quello di astenersi da condotte che configurano conflitti di interessi e di rendere di dominio pubblico la rendicontazione delle sponsorizzazioni private funzionali all’organizzazione di iniziative che essa stessa organizza delegando la gestione finanziaria a società private. D’altra parte la trasparenza è il primo metodo di prevenzione dei conflitti di interesse.

In secondo luogo, la variante al PGT che stiamo discutendo è la seconda variante di cui usufruirà la società Bea Srl-Immobiliare Ronchi sas. Pur essendo suo pieno diritto avanzare tale richiesta, ricordiamo all’amministrazione comunale che anche di recente il Consiglio di Stato ha ribadito il carattere eccezionale della procedura, “la quale non può essere surrettiziamente trasformata in una modalità “ordinaria” di variazione dello strumento urbanistico generale: pertanto, perché a tale procedura possa legittimamente farsi luogo, occorre che siano preventivamente accertati in modo oggettivo e rigoroso i presupposti di fatto richiesti dalla norma, e quindi anche l’assenza nello strumento urbanistico di aree destinate ad insediamenti produttivi ovvero l’insufficienza di queste, laddove per “insufficienza” deve intendersi, in costanza degli standard previsti, una superficie non congrua (e, quindi, insufficiente) in ordine all’insediamento da realizzare”.

Due varianti in pochi anni configurano una fuoriuscita dalla pianificazione territoriale che configura un metodo alternativo, costruito sulla deroga che infatti è uno strumento ideale per agire in conflitto di interessi.

Infine, non siamo per nulla sorpresi del fatto che la votazione si terrà in seconda seduta, dato che la prima convocazione è stata scientificamente disertata dai rappresentati della maggioranza facendo mancare il numero legale. Si tratta dell’ulteriore prova di disprezzo del Consiglio comunale da parte dell’amministrazione, utilizzato a proprio uso e consumo al solo fine di perseguire le politiche già adottata dalla Giunta. Per questo mi chiedo – e chiedo soprattutto a voi Consiglieri comunali di maggioranza -, che senso abbia il lavoro del Consiglio comunale: davvero credete che il vostro ruolo sia quello di sottostare a qualsiasi decisione presa dalla Giunta? Il mandato che vi è stato assegnato deriva dai cittadini solbiatesi ed è in nome di essi che dovete agire, non in nome del Sindaco pro tempore del Comune di Solbiate Olona.

 

UNA QUESTIONE DI MERITO

Essendo schierati da sempre dalla parte della tutela ambientale è doveroso rilevare alcuni elementi del progetto in variante che meritano una particolare attenzione.

  • La variante insiste su un’area già fortemente colpita dall’antropizzazione, tanto da non rispettare i criteri previsti dal PGT in merito alla superficie drenante.
  • Dalla documentazione non è possibile rilevare se si realizzerà un’ulteriore diminuzione di tale superficie, dato che si afferma che non si produrrà consumo di suolo, ma ARPA certifica una “diminuzione della superficie permeabile”.
  • ARPA stessa invita a prevedere “misure per contenere l’aumento delle pressioni sulle matrici ambientali”, ma di tali misure non vi è traccia nel progetto.
  • ARPA individua criticità anche per quanto riguarda l’intervento di ristrutturazione, in particolare in tema di efficientamento energetico, rilevando che il materiale utilizzato per la realizzazione delle pareti e delle coperture rispetterà i valori di trasmittanza termica previsti dalla DGR 8745/2008, mentre la norma ultima di riferimento è la DGR 3868/2015 e il Decreto 6480 del 30 luglio 2015, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla direttiva UE 2010/31 e successivi decreti ministeriali.
  • Nella relazione illustrativa (Elab. 01 e Elab. 02) si dice che “l’ampliamento che verrà realizzato in un secondo tempo con superfici indicate che potranno essere ubicate in aree diverse nel rispetto della SLP autorizzata nella presente Procedura”. L’aleatorietà della previsione è stata rilevata dalla provincia stessa, che ha ribadito come “la variante a mezzo SUAP approva un preciso progetto e solo quello, non anche modifiche successivi dello stesso”, le quali necessiterebbero a loro volta di un’ulteriore variante.

Per i motivi elencati in precedenza non posso che esprimere il voto contrario a nome del gruppo Una Buona Idea.

Stefano Catone

Piazza di Solbiello e raccolta dei rifiuti

Abbiamo depositato quest’oggi un’interrogazione al signor sindaco riguardante i lavori in piazza San Gervaso. Come tutti avranno visto, è da diverse settimane che sono partiti i lavori di rifacimento della piazza stessa, a partire dai sottoservizi. Delle dichiarazioni rilasciate dal sindaco alla stampa spiegano, però, che Pedemontana – che avrebbe dovuto finanziare interamente i lavori di rifacimento – ha cambiato idea rispetto alla convezione un tempo firmata. L’interrogazione chiede appunto al signor sindaco di entrare nel dettaglio della discussione con Pedemontana e di informare la cittadinanza rispetto alle iniziative prese per garantire la piena applicazione della convenzione (clicca qui per leggere l’interrogazione).

Settimana scorsa abbiamo inoltre ricevuto una proposta da parte degli attivisti del Movimento 5 stelle di Solbiate. Si tratta di una proposta di deliberazione consigliare affinché il sindaco si impegni per fare in modo che il prossimo gestore della raccolta dei servizi – la raccolta, se tutto andrà liscio, verrà gestita con gli altri comuni della Valle, come da convenzione approvata nel dicembre scorso – sia attrezzato per effettuare la raccolta puntuale.

Si tratta di una finalità che condividiamo, tanto da essere presente nel nostro programma elettorale di due anni fa:

Schermata 2016-04-14 alle 11.22.14

Inoltre, nel momento dell’approvazione della convenzione per la gestione sovracomunale del servizio, su nostra iniziativa è stato presentato un emendamento che persegue esattamente lo stesso fine, e che è stato votato all’unanimità dal Consiglio comunale:

Schermata 2016-04-14 alle 11.25.24

Per questi motivi accogliamo la proposta, invitando tutte le parti interessati a un incontro per decidere con che modalità presentarla in Consiglio comunale (clicca qui per leggere la nostra risposta protocollata in Comune).

Tre mozioni per l’ambiente, il benessere e per fornire aiuti concreti

Abbiamo depositato oggi tre mozioni consiliari, con la richiesta che vengano messe in discussione durante il prossimo Consiglio comunale.

Si tratta di tre proposte che svariano su temi diversi, ma legate da un filo conduttore, quello della qualità della vita delle persone, del diritto a una vita dignitosa e del diritto a vivere in un ambiente sano. Sono questi, d’altra parte, i principi che ispiravano il nostro programma elettorale.

Mozione per la lotta agli sprechi alimentari e il recupero del cibo che andrebbe altrimenti sprecato

Dopo aver descritto le dimensioni dello spreco alimentare in Italia e nel mondo (che rappresentano un vero scandalo) si propone di intervenire con percorsi di sensibilizzazione e azioni concrete, rivolte soprattutto alle mense scolastiche e agli esercizi commerciali, per facilitare il recupero delle eccedenze in accordo con le associazioni presenti sul territorio.

Mozione per la costruzione di un’area fitness all’aperto

Abbiamo pensato che nella zona dove sorgevano i campi da tennis sarebbe molto bello – in virtù della vocazione sportiva dell’area – allestire una area fitness all’aperto, pubblica e ad accesso libero, dove chiunque possa recarsi per fare esercizio fisico. Un modo per mantenersi in forma, per socializzare, per restituire vitalità a un’area del paese troppo a lungo dimenticata.

Mozione per la raccolta dei rifiuti dispersi

In diverse zone di Solbiate, soprattutto quelle ai confini del Paese, non è raro imbattersi in rifiuti dispersi. Con questa mozione proponiamo che l’amministrazione stimoli nuovamente l’organizzazione della giornata ecologica, mettendo a disposizione strumenti, ma invitando soprattutto i cittadini a rendersi attivi.

Infine, abbiamo inviato al sindaco la richiesta di rendere navigabile l’archivio online dell’albo pretorio, che da troppo tempo risulta non funzionante.

Si tratta delle ennesime proposte che avanziamo in Consiglio comunale, convinti che il ruolo delle minoranze non sia solo di critica e sorveglianza rispetto all’azione dell’amministrazione, ma anche di stimolo, soprattutto nel momento in cui si riscontra una mancanza di progettualità.

Per la tutela dell’ambiente e del verde

Consiglio comunale dai pochi punti all’ordine del giorno, quello del 29 febbraio scorso, ma non per questo di minore importanza, anzi.

I lavori hanno visto la discussione di tre punti, il primo dei quali non prevedeva discussione, mentre i restanti due vertevano su un’unica questione.
Ma andiamo con ordine.
Il primo punto è stata la comunicazione della revoca delle deleghe all’assessore ai Servizi sociali e all’Istruzione, Andrea Aspesani. I motivi non sono stati chiariti, se non attraverso la lettura dell’atto amministrativo da parte del sindaco Melis, nel quale si esplicitava che tale decisione fosse necessaria per la prosecuzione dell’azione amministrativa. Cosa sia successo, quali siano i problemi sorti tra l’assessore e il sindaco (o il resto della Giunta? Non è dato sapere) non lo sappiamo, dato che il sindaco ha rifiutato, appellandosi alle prerogative garantite dalla legge, di fornire alcuna motivazione di carattere politico. Quel che restano sono i dubbi: come mai sono state revocate le deleghe a un assessore che ricopriva quel ruolo oramai dal 2009? Come mai il sindaco rifiuta di esporre le motivazioni? Cosa è successo perché si arrivasse alla revoca delle deleghe? Tutte queste domande, come dicevamo, restano ora senza risposta, e qui le riproponiamo.
Il secondo punto all’ordine del giorno prevedeva, su iniziativa dell’amministrazione, l’inserimento di un terreno di proprietà comunale nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del Patrimonio Immobiliare, il che vuol dire trasferirlo tra i beni “disponibili”, che sono quei beni che non sono funzionali all’esercizio delle funzioni istituzionali, e che quindi si possono vendere. Ovviamente si tratta di una scelta politica e programmatica: l’amministrazione può anche voler valorizzare un terreno mantenendolo a verde, ad esempio. In questo caso, invece, la scelta è di “valorizzarlo” consumandolo, cioè edificandovi secondo la propria destinazione urbanistica, “T4 Sistemi insediativi per l’economia locale”. Si tratta di un terreno collocato alle spalle del mini Iper, della dimensione di oltre 5.000 mq, sul quale ora insiste un bosco ceduo. Il terzo punto prevedeva la sdemanializzazione di una strada consorziale che insiste su questi stessi terreni.
Il fine, perciò, sembra essere chiaro, come dicevamo all’inizio: l’urbanizzazione di quest’area. Ritenendo che ci siano già numerose aree dismesse ed abbandonate da poter recuperare e ritenendo che l’urbanizzazione dei suoli abbia già oltrepassato la soglia di criticità, così come dimostrano tutti gli indicatori ambientali (dal consumo di suolo stesso, alla qualità dell’aria, a quella delle acque – perché anche se non sembra, la qualità di queste ultime e la capacità di assorbimento delle stesse è strettamente legata alla disponibilità di suolo), abbiamo espresso il nostro voto contrario, unici all’interno del Consiglio comunale. Siamo convinti che si possano coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo economico, e che, anzi, senza uno non ci possa essere l’altro. Un’amministrazione che non si limiti al presente ma che abbia uno sguardo lungo sul nostro futuro e su quello delle prossime generazioni non può prescindere da queste valutazioni.

Seguire l’esempio

di Nazzareno Iorfida

Mercoledì 27 gennaio ho avuto l’onore di partecipare alla Giornata della Memoria da una posizione ‘privilegiata’. Da semplice spettatore a portabandiera dell’ANPI nel giro di qualche minuto.

Qualcuno può tranquillamente pensare che non sia nulla di che, ma vi assicuro che non è così.

Una mattinata ad ascoltare una storia di coraggio, sofferenza e libertà, una storia triste ma allo stesso tempo affascinante che dimostra che si può imparare qualcosa anche quando si pensa di saper già tutto.

Ho osservato e ascoltato i ragazzi delle medie che nella loro “ingenuità”, qualche volta impacciati nel leggere, ma consapevoli di offrire alla platea un lavoro sentito e ben svolto.

Si è parlato della società moderna, del problema dell’immigrazione, dell’importanza di tramandare questi racconti, di scegliere bene gli esempi da seguire.

Ed è proprio su quest’ultimo monito che intendo soffermarmi.

Il sindaco, giustamente, sottilinea ai ragazzi che i futuri amministratori si nascondono tra di loro, rilanciando un’iniziativa portata avanti dall’amministrazione attuale, il Consiglio dei Ragazzi.

Fino a qui non c’è niente di male, si può solo imparare da esperienze del genere. Si può capire quale strada intraprendere e tante altre cose.

Si parlava di esempi da seguire però: siamo certi che in questo caso l’esempio sia quello giusto?

Chi partecipa ad un Consiglio dei ragazzi non può non prendere spunto da chi, di fatto, amministra.

E non ho potuto fare a meno di immaginare un ragazzino con la fascia tricolore che predica bene, ma razzola male.

Che si rende disponibile a ricevere suggerimenti, ma che non istituisce l’unico luogo utile a questo scopo, le commissioni.

Che con la prepotenza si impone sugli altri.

Ma il ragazzino colpe non ne ha, lui ha seguito l’esempio… sbagliato.