Tigros, area feste e bilancio: report dal consiglio comunale

Chiuso il rendiconto 2017, permangono le due forti aree di criticità che oramai da tempo caratterizzano la gestione dei conti pubblici. La prima è la piscina comunale, affidata in gestione a Saronno servizi (a un canone fuori mercato, pari a 10mila euro l’anno), che di fatto non si assume rischio di impresa: il comune di Solbiate, solo nel 2017, ha dovuto pagare utenze della piscina per oltre 160mila euro, cioè per circa 30 euro a cittadino solbiatese di qualsiasi età.

Abbiamo incalzato il sindaco sulle prospettive e ci è stato risposto che al momento la piscina conta 1400/1500 iscritti e che è difficile immaginare che faccia più iscritti di così. Il problema, a detta del sindaco, riguarda i costi fissi di gestione dell’impianto che, di fatto, non ha mai visto un riammodernamento decisivo per la riduzione di questi (pensiamo, su tutti, all’efficientamento energetico, che avrebbe ricadute estremamente positive sui conti).

Ricordo che anni fa (doveva essere il 2015), durante una conferenza dei capigruppo, proposi all’amministrazione di valutare un percorso di efficientamento degli edifici pubblici affiancandosi a una Energy Service Company (quindi potenzialmente anche a costo zero per il Comune) sulla base di un manualetto che trovate qui, sul sito di QualEnergia. Mi fu risposto che non erano ipotesi percorribili, nonostante fosse sponsorizzato dal più autorevole organo di stampa sull’energia. Si è predisposto il tetto dell’oratorio femminile per i pannelli solari, ora si vuole vendere l’oratorio femminile e nel frattempo non si è efficientata la piscina che genera spese correnti per 160mila euro all’anno: penso sia piuttosto indicativo dei danni provocati dalla mancanza di strategia e programmazione. Forse si potevano utilizzare gli oneri dovuti da Tigros? Si è preferito fare una nuova area feste.

La seconda area critica è Solbiate Olona Servizi, attualmente in liquidazione, che deve poco meno di 490mila euro al Consorzio del Fiume Olona di bollette pagate dai solbiatesi che non sono state girate (in quota parte). I dati (aggiornati al 31.12.2016: a quanto ci è stato detto i debiti verso fornitori dovrebbero essere diminuiti di circa 200mila euro) sono questi:

Venendo all Piano Tigros, che comprende la costruzione di una nuova area feste, rimandiamo all’analisi già pubblicata che trovate qui. L’unica piccola soddisfazione che abbiamo ottenuto è stata quella di far abbassare il totem di Tigros da massimo 22 a massimo 12 metri. Per il resto, a nostro avviso resta un progetto da bocciare nel complesso per le ragioni contenute nella nostra dichiarazione di voto e nell’analisi già pubblicata.

Dichiarazione di voto in merito all’approvazione del Programma Integrato di Intervento presentato dalla Società Tigros Spa.

Nulla è cambiato dal Consiglio comunale del 26 febbraio scorso, quando i consiglieri comunali del gruppo Voce Solbiatese hanno deliberato l’adozione del Programma Integrato di Intervento proposto da Tigros Spa. In quella occasione non solo segnalammo evidenti contraddizioni presenti nel progetto (fortunatamente corrette, a dimostrazione del fatto che la maggioranza votò documenti contenenti palesi errori), ma diverse scelte che non miglioreranno la qualità della vita dei solbiatesi e che si ritrovano integralmente nel progetto sottoposto oggi all’approvazione.

Il nostro voto è un voto contrario a una scelta imposta e calata dall’alto. Non è vero che i cittadini sono stati resi partecipi della decisione: in tantissimi hanno lamentato la mancanza di discussione pubblica, richiesta in passato dagli stessi esponenti della maggioranza quando occupavano i banchi della minoranza, e che oggi hanno pensato di soddisfare con la diffusione di una determina, un atto meramente burocratico e non esplicativo del progetto.

Il nostro voto è un voto contrario non solo per il mancato coinvolgimento dei cittadini, ma anche per gli innumerevoli progetti alternativi allo spostamento dell’area feste che avrebbero potuto essere finanziati.

Il nostro voto è un voto contrario a un progetto che ignora le precarie condizioni dell’ambiente in cui viviamo: è assolutamente paradossale, a questo proposito, che si intervenga profondamente su un nuovo quartiere, che si costruiscano nuove strade, ma che solamente una frazione della viabilità preveda una pista ciclopedonale (peraltro lungo la strada più esterna rispetto al centro abitato). È ancor più paradossale che non sia prevista alcuna destinazione per l’attuale area feste, che diventerà un’area abbandonata in una zona centrale del paese – altrochè “tesoretto”, come l’ha definita il signor sindaco.

Il nostro voto è un voto contrario al consumo di suolo vergine per avere in cambio un’area abbandonata: una scelta che non ha semplicemente alcun senso.

Il nostro voto è un voto contrario alla strategia dello “spostamento dei problemi senza risolverli”: la nuova area feste sarà collocata in una zona densamente abitata, sono previsti scarsi parcheggi e le emissioni sonore dovranno essere regolamentate, così come previsto dalla stessa documentazione allegata al progetto.

Il nostro voto è un voto contrario a impegnare i soldi dei solbiatesi nei lavori necessari al completamento dell’area festa senza che questi siano stati neppure stimati. Lavori di fondamentale importanza (pensiamo alla sola cupola di copertura), in assenza dei quali l’area feste sarà inutilizzabile.

Il nostro, però, è anche un voto favorevole. Favorevole alla partecipazione dei cittadini e alla condivisione delle scelte, favorevole a un ambiente più salutare dove vivere e a un’aria più pulita da far respirare a chi verrà dopo di noi. Perché, in fondo, è proprio di questo che dovremmo sempre preoccuparci: di lasciare il nostro pezzetto di mondo, quello di cui ci prendiamo cura, migliore di come l’abbiamo trovato.

stefano

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Le ragioni del nostro voto contrario alla proposta avanzata da Tigros a Solbiate

Le opposizioni fanno le opposizioni e al sindaco Melis non va proprio giù. Si irrita, “sbotta”, scrive un giornale online. Sollevano dubbi, fanno critiche, palesano evidenti errori e contribuiscono con le proprie idee, ma al sindaco Melis questo non piace: che sia meglio abolirle queste minoranze e lasciare tutto in mano a una sola persona?

Stiamo parlando del piano integrato di intervento (in deroga al PGT) adottato lunedì sera dal Consiglio comunale, su proposta della Giunta. Una discussione molto lunga, al termine della quale abbiamo votato contro, per una serie di ragioni. Andiamo per punti.

Di che progetto stiamo parlando?

Stiamo parlando di un progetto che ricade sull’area “ex Rovelli”, che già nel 2009 fu oggetto di un piano approvato dal Consiglio comunale ma mai attuato dalla società richiedente, se non nella (fondamentale) demolizione degli edifici. La stessa area è stata acquisita da Tigros (per un milione di euro) che ha proposto un nuovo piano che prevede la realizzazione di una media struttura di vendita (1.500 mq circa) e di 7 palazzine (da 2 a 3 piani fuori terra), una villetta singola (e una palazzina comunale che pare però non si farà) per un totale di 55 unità immobiliari. Per realizzare questo intervento, così come per qualsiasi altro intervento urbanistico, il costruttore deve pagare al Comune degli oneri di urbanizzazione: in questo caso Tigros realizzerà, a scomputo degli oneri, delle opere di urbanizzazione utili alla zona interessata dall’intervento e una nuova area feste (per un importo dei lavori stimato in 720mila euro), collocata a lato del campo in calcare in via Ortigara. Il piano approvato nel 2009 prevedeva invece un versamento nelle casse del Comune di Solbiate pari a circa 2,5 milioni (anche in ragione di un intervento di più vasta portata, al quale non risparmiai critiche, anzi). Il progetto, è fondamentale ricordarlo, è in deroga alle regole dettate dal Piano di governo del territorio (si passa da un diritto edificatorio pari a 0,21 a una quota dello 0,30, quasi il 50% in più), quindi c’è una fondamentale volontà dell’amministrazione nel portarlo avanti, ed è stato adottato escludendo la Valutazione ambientale strategica (cosa assolutamente consentita dalla legge, ma comunque discutibile, dato che non viene effettuata una valutazione strategica degli effetti dal punto di vista ambientale).

C’è davvero bisogno di una nuova struttura commerciale ai margini del paese?

Nel progetto portato in votazione si sostiene che a Solbiate ci sia una scarsa presenza di esercizi di vicinato di natura alimentare e di medie strutture, sia in termini di numero di esercizi che di superficie per abitante. Al contempo si rileva che esiste una grande struttura di vendita (Iper) “fuori scala” rispetto alle dimensioni del comune: dei 79mila metri quadri di grandi strutture alimentari presenti in provincia, ben 5mila si trovano a Solbiate. Nel progetto si dice che «Ovviamente, la nuova media struttura non entrerà in competizione con il grande punto vendita “Iper”, che, per dimensioni e collocazione spaziale, conta su tutt’altro bacino d’utenza», dimenticando che sono innumerevoli i cittadini solbiatesi che ora si recano presso Iper. E si prosegue: «La realizzazione della media struttura, quindi, permetterà ai consumatori residenti nell’abitato più denso di Solbiate Olona di accedere ad un punto di vendita moderno, senza doversi spostare verso il grande centro commerciale “Iper”, a tutto vantaggio dei soggetti anziani o che comunque incontrano difficoltà di spostamento», dimenticando che esiste già un negozio di piccola/media dimensione posto esattamente nel centro del paese, raggiungibile a piedi più facilmente anche dagli stessi soggetti anziani, che sicuramente avrebbero maggiori difficoltà a recarsi nel nuovo Tigros, che sembra collocato in una posizione più rivolta a chi (e un totem pubblicitario alto oltre 20 metri lo conferma), in auto, si trova a passare lungo la direttrice nord-sud della provincia (quindi in competizione con Iper) che ai cittadini solbiatesi con difficoltà di deambulazione. Basti pensare che verrà costruita una ciclabile su via Rossini per collegare la zona con il centro commerciale, ma non si capisce come.

Ma ci sarà una nuova strada che comunque aiuterà a smaltire il traffico

«Chi semina asfalto raccoglie automobili», dice il saggio. Le strade raramente aiutano a smaltire il traffico, mentre è sicuro che ci sarà un aumento di traffico nella zona, attirato dalla presenza del nuovo centro commerciale e generato dalle persone che abiteranno le nuove palazzine, che inevitabilmente negli orari di punta dovranno transitare sulla provinciale. In compenso, non sono previste piste ciclabili su via Patrioti, via Mazzini (sicuramente le strade più trafficate) e la nuova strada interna al complesso: riqualificare un intero isolato senza prevedere piste ciclabili ovunque non ha senso nel 2018.

La palazzina comunale

Nel progetto (non solo nei disegni, ma anche nella relazione tecnica del piano) passato in Giunta figura la costruzione di una “palazzina comunale” . A piano terra veniva prevista la realizzazione di servizi di vicinato. Tale progetto è stato “revocato” da Tigros con una lettera del 5 febbraio, con la quale dice che la palazzina non fa parte del piano. Una palazzina comunale (non un mattoncino dei Lego: una palazzina comunale) che scompare.

 Il totem “Tigros”

Alto circa 22 metri (a Cassano Magnago è molto più basso), verrà posto a lato della strada provinciale, praticamente in faccia alla zona cimiteriale e all’entrata del paese: un pugno in un occhio.

Perché continuare a svuotare il centro del paese?

Ci lamentiamo continuamente e giustamente dello svuotamento delle vie centrali di Solbiate e però apriamo le porte (con permessi in deroga) a nuove strutture commerciali fuori dal centro abitato. Una scelta, tra l’altro, in controtendenza rispetto alla riqualificazione dell’asse centrale del Paese (da via Sant’Antonino alla piazza San Gervaso) che sta procedendo da anni e che verrà (si spera) conclusa a breve: un progetto di riqualificazione che però non sarà vissuto dai solbiatesi.

La nuova area feste

Come detto in precedenza, la nuova area feste non sarà “gentilmente offerta” da Tigros, ma sarà a scomputo degli oneri di urbanizzazione dovuti al comune, soldi coi quali avremmo potuto scegliere di fare altre cose. Bisogna inoltre tenere ben presente che Tigros non realizzerà tutto il progetto presentato (con campi da calcetto e tennis, struttura per le associazioni, bar), ma solamente il lotto 1, comprendente il palco, l’area per i tavoli e per cenare (scoperta), una struttura di servizio, i parcheggi (pochi, a fronte di una capienza di mille persone – guardate l’immagine qui sotto) e nemmeno completamente, nel senso che il comune dovrà intervenire a sue spese per completare l’opera.

Ma quanto ci costa?

Per il completamento dell’area feste, a carico del comune è previsto:

  • Fornitura e posa della cupola di copertura dell’area per i tavoli (una tensostruttura, non compatibile con gli attuali tendoni appartenenti alle associazioni);
  • Allacciamento acque nere e bianche e contatore gas;
  • Fornitura di corpi illuminanti su pali e illuminazione parcheggi, edifici servizi e palco;
  • Impianto di riscaldamento e fotovoltaico dell’edificio di servizio.

Inoltre bisognerà provvedere alla costruzione di parcheggi (ne sono previsti davvero pochi col primo lotto).

Un altro edificio pubblico che scompare

Si tratta dell’edificio polifunzionale a due piani, con bar e spazi riunione a piano terra e spazio per le associazioni al piano primo. Nella prima pagina della relazione del progetto definitivo rientra nel lotto 2 (non realizzato da Tigros, che farà solo il primo lotto), mentre a pagina 3 si dice che verrà realizzato da Tigros.

Il consumo di suolo fa male e costa

L’area feste ricade in un’area destinata a servizi che però, al momento, consiste in suolo libero e vergine che, pur non essendo interessata da vincolo paesaggistico, è classificata con sensibilità paesaggistica di classe II. Il consumo di suolo ha effetti devastanti sul clima, sulla qualità dell’aria, sulla capacità di gestire le acque piovane. Effetti che ci costringeranno a “inseguire” sempre, con interventi ad esempio per la gestione delle acque (pensiamo al mai ritirato progetto delle vasche di laminazione sul pratone in Valle). Viviamo in una zona già altamente cementificata, con una qualità dell’aria tanto terribile che ci spinge a fare la danza della pioggia: ogni intervento che consuma nuovo suolo deve necessariamente tenerne conto.

Un’altra area abbandonata

L’area feste attuale non è interessata dal progetto, ma rimarrà così com’è: sostituiremo un’area dismessa (ex Rovelli) con un’altra area dismessa, seppur più piccola (l’attuale area feste).

Ma l’area feste attuale causa problemi ai residenti

E’ vero, così come quella nuova sposterà solamente i problemi in un’altra area residenziale, se non saranno attuate misure di mitigazione del rumore (si è già detto che sarà necessario un regolamento apposito e a precisa domanda il sindaco non si è dichiarato convinto della disposizione del palco, orientato verso il centro abitato) che potevano essere invece adottate presso la struttura attuale, anche in maniera profonda.

Ma perché vi opponete alla costruzione? Un imprenditore non può investire come crede?

Noi non ci opponiamo alla costruzione, ogni imprenditore è libero di svolgere la propria attività nel rispetto della normativa vigente. Chiediamo solamente che non venga incentivata attraverso le deroghe al Piano di governo del territorio e che sia la cittadinanza a scegliere come destinare le risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione, per decidere quale futuro dare al paese. Inoltre, il piano viene approvato mentre è in corso una revisione del Piano di governo del territorio: sarebbe meglio attendere che questa fosse portata a compimento.

Ma voi come vedete il futuro di Solbiate?

Un futuro in cui il saldo ambientale degli interventi urbanistici sia positivo e non negativo, in cui si facciano scelte strategiche per fare di nuovo del centro del paese una zona viva e frequentata. Una scelta che vada verso la riqualificazione profonda degli edifici, mentre al momento ci troviamo con un futuro incerto per la piscina (che l’amministrazione pensa di vendere), con un’area adiacente vuota (dove sorgevano i campi da tennis) che poteva essere presa in considerazione, e per l’oratorio femminile (in stato di abbandono totale e che l’amministrazione pensa di vendere), oltre che in presenza di un’altra struttura di vendita chiusa ormai anni fa e rimasta tale (l’ex Mini Iper), mentre si sceglie di incentivarne l’apertura di una nuova.

Immaginiamo un futuro in cui la mobilità sia meno centrata sull’automobile e più su spostamenti sicuri a piedi e in bicicletta, soprattutto in comuni delle dimensioni di Solbiate e che si trovano al centro di aree fortemente antropizzate, e che per questo si blocchi il consumo di suolo, a maggior ragione quando non obbligato (perché vi sono alternative) e in aree al di fuori del tessuto urbanistico consolidato.

Immaginiamo un futuro in cui l’aria che respiriamo noi e che respirano i nostri figili e nipoti sia perlomeno decente, non come ora.

In conclusione

E’ assolutamente incredibile che di alcune contraddizioni interne al progetto (la palazzina e l’edificio a due piani) non ci sia accorti quando il progetto è passato in Giunta: il sindaco e i quattro assessori hanno letto il progetto? E’ ancor più incredibile che della contraddizioni sull’edificio destinato a servizi dell’area feste non se ne fossero accorti neppure i consiglieri di maggioranza: hanno letto il progetto? E del totem alto quasi 22 metri all’ingresso del paese cosa ne pensano? Se ne erano accorti? Hanno idea di quanti siano 22 metri? Il sindaco si è detto d’accordo con queste dimensioni, in Consiglio comunale: lo sono anche i consiglieri di maggioranza? A loro sembra normale riqualificare un intero isolato senza prevedere piste ciclabili ovunque? E siamo sicuri che la zona non sarà interessata da un incremento del traffico veicolare?

E perché gli oneri di urbanizzazione vengono gestiti “a scomputo”, prevedendo lo spostamento dell’area feste (che d’altra parte sarebbe “incompatibile” dove è ora con una nuova zona residenziale), invece che utilizzati aprendo un dibattito con i cittadini? Quanto costerà il completamento dell’area feste, senza il quale non risulterà utilizzabile? Quali disagi si creeranno a chi abita nei pressi del campo sportivo, tra rumori e parcheggio e traffico?

E perché dobbiamo scriverne noi, spiegare noi il progetto, e non l’ha fatto l’amministrazione comunale?

«Preoccupati per le scelte sulla piscina e per la situazione di Solbiate Olona Servizi»

«Sono e siamo molto preoccupati per le notizie e le scelte che arrivano dall’amministrazione Melis rispetto alla situazione della piscina di Solbiate Olona». Stefano Catone e il gruppo «Una buona idea» intervengono a seguito del Consiglio comunale del 18 dicembre con il quale l’amministrazione ha inserito la vendita della piscina comunale tra le ipotesi percorribili nel 2018.

«Nel corso degli ultimi due anni, con i soldi dei solbiatesi sono stati finanziati lavori di manutenzione della struttura e spese correnti, in particolare utenze, per cifre che sono nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro». «Quel che denunciamo – prosegue Catone – è la mancanza di una strategia: dal 2015 al 2017 l’amministrazione scriveva addirittura di voler realizzare una nuova vasca, nel 2018 si fa rientrare all’improvviso l’alienazione della struttura tra le scelte percorribili».

«Non è possibile – concludono – che dopo otto anni di mandato amministrativo si sia giunti a questa situazione. Le nostre preoccupazioni riguardano inoltre la situazione debitoria di Solbiate Olona Servizi: a partire dal 2011 ci risulta un forte incremento dei debiti verso fornitori che ammonterebbero, a fine 2016, a circa 770mila euro: abbiamo interrogato il sindaco a inizio novembre per avere conferma di tali cifre ma non abbiamo ancora ottenuto risposta».

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Monumenti che si inaugurano e monumenti di cui avere cura

In questi giorni assisteremo, nell’ambito degli Echi della Valle, all’inaugurazione del monumento in memoria del cimitero dei cecoslovacchi: un’occasione che dà lustro al nostro paese, ma non possiamo che interrogarci sull’investimento che è stato fatto dall’amministrazione Melis, pari a oltre 40mila euro. La scelta sul destino di questi soldi pubblici avrebbe potuto essere condivisa e partecipata da tutti i Solbiatesi.

Ci auguriamo inoltre che l’amministrazione trovi presto le risorse necessarie anche per un altro intervento: la conservazione del monumento alla Resistenza, che si sta letteralmente sgretolando.

Perché scegliere l’accoglienza fatta bene

La Voce Solbiatese che sta arrivando nelle case dei solbiatesi attacca la nostra proposta di adesione allo Sprar, il sistema di accoglienza fatta bene. La risposta, però, non c’entra nulla con la domanda. L’accoglienza fatta bene è una scelta delle amministrazioni locali (finanziata dallo Stato), che possono decidere se prendersi delle responsabilità e gestire in modo intelligente, diffuso e trasparente, o se lasciare spazio a chi sull’accoglienza sta costruendo un vero e proprio business, con tutti i problemi che conosciamo.

La nostra risposta in un video, che spiega brevemente perché bisogna fare lo Sprar e arginare la gestione straordinaria.

La programmazione che non c’è, e che si dimentica anche dell’esistente

Il Consiglio comunale del 20 luglio 2017 ha avuto un protagonista principale, come giusto che fosse. Si tratta del Documento Unico di Programmazione 2018-2020, cioè il documento che contiene le linee strategiche di intervento dell’amministrazione, sul quale dovrebbe quindi basarsi il bilancio.

Come abbiamo evidenziato in fase di dibattito e con la nostra dichiarazione di voto, il DUP posto in votazione è un documento assolutamente scarno, composto alternando copia e incolla da altri documenti simili (in particolare si trovano ampie sovrapposizioni con quello di Cassano Magnago) con i titoli di alcune proposte, senza che siano minimamente dettagliate. Per fare un esempio, il DUP di Cassano Magnago esplicita tutte le asfaltature previste, strada per strada, mese per mese, mentre per interventi di enorme portata che dovrebbero coinvolgere il nostro territorio ci sono solamente i titoli. Su tutti “Ricollocazione dell’area feste”, senza nessuna altra informazione: come sia possibile chiedere un voto favorevole su una proposta tanto vaga resta a noi incomprensibile. Ma c’è di più: il DUP posto in votazione, infatti, dimentica palesemente di citare interventi e questioni che necessariamente ci troveremo ad affrontare. Non vengono mai citati i lavori connessi a Pedemontana in piazza a Solbiello, l’ex Oratorio femminile, la piscina comunale, la questione della gestione sovracomunale dei rifiuti, il programma per dotare Solbiate di hotspot wi-fi. Insieme a loro, anche il piano di intervento che porterà alla costruzione di un nuovo centro commerciale, che il sindaco, durante il dibattito, ha dichiarato apparterrà alla catena “Tigros”. Di tutte queste opere, e delle criticità relative alla loro gestione, non c’è traccia. Abbiamo votato contro «un documento scarno, che tradisce il proprio intento di programmazione, appiattendosi sulle necessità del momento».

Sempre in tema di bilancio, la maggioranza ha corretto se stessa, dopo che durante l’ultimo Consiglio comunale avevamo fatto osservare un errore nel bilancio pari a 696mila euro. L’errore era evidentissimo, eppure La Voce Solbiatese ha preferito approvare il documento per poi correggerlo.

Ci siamo invece astenuti sull’ampliamento della cartellonistica pubblicitaria, aumentata da 200 a 500 mq. Sulla base della normativa vigente il minimo per Solbiate è circa 66 mq e, inoltre, il bilancio 2016 prevedeva entrate pari a 76k euro, di cui ne sono state accertate 62k e, infine, incassate 52k. Il bilancio 2017 prevede un’entrata inferiore rispetto al 2016, pari a 61k euro. La maggioranza sostiene che si siano create nuove condizioni, ma in assenza di una mancata esplicitazione sia di queste che della localizzazione dei nuovi impianti pubblicitari abbiamo preferito astenerci.

Ha trovato il nostro consenso, invece, quanto proposto in termini di rivisitazione dei servizi socio-assistenziali: da un lato si è approvato un regolamento più chiaro dell’attuale che rende uniformi gli stessi su tutto il territorio del Medio Olona, mentre dall’altro lato sono state parallelamente portate alcune modifiche allo Statuto della relativa azienda speciale. Rispetto a queste modifiche abbiamo però voluto puntualizzare che Solbiate perderà potere di voto in base al nuovo sistema di votazione e che, inoltre, sono state previste maggioranze diverse per l’elezione e la revoca del presidente dell’Azienda (prima erano necessari i 2/3 dei voti per entrambe le cose, ora l’elezione viene innalzata al 75% e la revoca abbassata al 60%, cosa che ci sembra abbastanza paradossale).

Ci siamo espressi favorevolmente rispetto al rinnovo della convenzione sul coordinamento della polizia locale con Olgiate Olona e Marnate facendo notare, anche in questo caso, che il focus della convenzione è messo sui mesi estivi, ma il rinnovo è avvenuto solo a luglio inoltrato, essendo la convenzione scaduta a fine dicembre 2016. Inoltre, abbiamo chiesto delucidazioni sullo stato di avanzamento (che, in pratica, non si rileva) della cosiddetta “Maglia di sicurezza” del Medio Olona, progetto che avrebbe dovuto coinvolgere Comando Prov. CC, Prefettura, Questura, Castellanza, Cairate, Marnate, Gorla Minore e Maggiore, Fagnano, Solbiate e Olgiate. La proposta era stata avanzata dalla maggioranza, il Consiglio comunale l’ha approvata all’unanimità il 29 aprile 2015, eppure da allora non è stato realizzato nulla.

Infine, abbiamo espresso voto contrario sull’acquisizione dei terreni (nei pressi della rotonda tra via IV novembre e la provinciale) dove sono già iniziati i lavori per installare una stele a memoria del cimitero dei cecoslovacchi che lì sorgeva. Questo progetto passa solo incidentalmente in Consiglio comunale, dato che l’amministrazione ha portato avanti il tutto in Giunta, senza alcun tipo di condivisione, col risultato paradossale che è già stato commissionato e realizzato un progetto e sono stati previsti 35k euro per la realizzazione senza neppure che il Comune fosse proprietario dell’area, che era di proprietà del Demanio. L’acquisizione dell’area ci è costata circa 6k euro, che sommandosi ai 35k già citati portano a un totale di oltre 40k euro. Una cifra comunque importante, che crediamo avrebbe meritato una maggiore discussione pubblica. Tutto ciò non può che farci tornare all’inizio, alla discussione sul DUP, evidenziando ancora una volta come l’agire dell’amministrazione non sia basato su una attenta pianificazione, ma sulle sole necessità e idee del momento.

Tempo di bilanci

Consiglio comunale dell’8 maggio 2017. All’ordine del giorno il bilancio consuntivo (rendiconto) della gestione 2016, l’approvazione delle linee guida per la gara per la gestione sovracomunale della raccolta rifiuti, la mozione per l’adesione allo Sprar proposta dal nostro gruppo.
Le principali questioni emerse dalla discussione del bilancio sono le seguenti:
  • L’incasso della fideiussione (950mila euro) ha garantito la piena sostenibilità del bilancio. Abbiamo fatto notare come però da un lato siano già state spesi diverse centinaia di migliaia di euro per la piscina (tra mancati incassi del canone, spese legali, lavori) e come l’amministrazione si sia fatta trovare impreparata alla gestione dell’importo liquidato in una unica soluzione. Abbiamo inoltre registrato una diminuzione delle entrate correnti (2,85milioni, mentre negli ultimi esercizi si era stati sopra ai 3milioni) e un aumento delle spese correnti (3,3 milioni contro i 3 milioni precedenti), quest’ultimo probabilmente dovuto anche all’incasso della fideiussione.
  • Nello stato patrimoniale sono stati iscritti dei crediti per 696mila euro, che però non sono poi stati contabilizzati. Probabilmente si tratta di un errore materiale, ma resta il fatto che il bilancio è stato approvato così:
  • Il bilancio della Solbiate Olona Servizi (SOS), di cui il Comune è socio unico, presenta la seguente situazione debitoria:In azzurro, quelli che dovrebbero essere mutui, il cui importo di fatti diminuisce di anno in anno. In giallo, invece, debiti che dovrebbero essere verso fornitori: dal 2013 l’importo cresce costantemente e a una velocità maggiore rispetto al pagamento dei mutui, generando un debito totale in costante aumento, che nel 2016 ha superato il milione di euro. Incassata la fideiussione da parte del Comune, a fine 2016 la giunta ha approvato una variazione di bilancio con lo scopo di trasferire circa 250mila euro alla SOS (probabilmente per riparare alla situazione debitoria). Nonostante il parere favorevole del revisore dei conti e il voto favorevole del Consiglio comunale (non il nostro, quello de La Voce Solbiatese), la transazione non è poi stata eseguita perché – ci è stato spiegato in Consiglio – a seguito della consultazione di un consulente si è ritenuto che potesse configurarsi come un aiuto pubblico a una società privata. L’amministrazione ha fatto e disfatto tutto da sé. A partire dal 2014 sono in aumento anche i crediti che ha la SOS, passati da 215mila euro a 315mila euro. L’assessora Martina ci ha spiegato sia una questione strettamente contabile (e speriamo sia così, dato che speriamo di poterli incassare tutti, questi crediti). Abbiamo anche notato che il costo per il godimento di beni di terzi sostenuto dalla SOS (affitti, noleggi) è passato da una media di 22mila euro (2012/2015) a oltre 110mila euro, ma l’amministrazione non ha saputo spiegarne le ragioni. In definitiva, ci troviamo di fronte a una situazione che desta qualche preoccupazione.
Il secondo punto prevedeva, come anticipato, l’approvazione delle linee guida per la gara per la gestione sovracomunale della raccolta rifiuti. Come già fatto in una precedente occasione, abbiamo ribadito la necessità di andare verso sistemi di tariffazione puntuale e di conseguenza abbiamo proposto un emendamento, accolto dalla maggioranza, per dare mandato al sindaco di attivarsi in questo senso.
Infine, riportiamo la parte centrale della mozione da noi proposta per l’adesione al Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), uno dei due strumenti di accoglienza. L’altro è quello dei cosiddetti Centri di Accoglienza Straordinari (CAS):
La maggioranza ha rigettato la proposta divulgando un lungo documento che (senza alcuna voglia di far polemica, nonostante le affermazioni al limite della diffamazione contenuto nel documento) mostra una scarsa conoscenza del fenomeno migratorio e del sistema di accoglienza, che durante la discussione in Consiglio è emersa nuovamente, come dimostrano alcune dichiarazioni del signor sindaco, su tutte il riferimento alla presenza di un centro SPRAR a Fagnano Olona, quando invece vi è presente un CAS. Lo SPRAR è un sistema che, con tutti i suoi limiti, funziona, che garantisce un’accoglienza diffusa, rendicontata, parametrata alla popolazione residente, e che evita il presentarsi di situazioni critiche sulle quali l’amministrazione comunale non può intervenire in alcun modo. Si tratta molto semplicemente di una scelta: assumersi delle responsabilità e gestire il fenomeno per la propria (piccola) quota, oppure lasciare spazio a chi ha altri interessi, differenti da quelli dell’accoglienza. Per qualsiasi approfondimento sul tema potete scrivermi a stefanocatone chiocciola gmail punto com: beviamo un caffè e cerchiamo di capire assieme come si possono fare le cose bene. Senza demagogia e senza parole urlate, ma con i numeri e la normativa sottomano.